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Tutela del territorio, fondamentale l’equilibrio con l’agricoltura

città: Milano - pubblicato il:
tutela del territorio agricoltura

tutela del territorio agricolturaGli eventi drammatici degli ultimi mesi hanno messo in discussione l’attuale gestione del territorio in caso di calamità naturali; per battere la burocrazia e le lentezze del sistema nella tutela del territorio è necessario ripensare il rapporto con l’agricoltura.

Questa tendenza, emersa nel corso della conferenza economica annuale indetta da Cia Agricoltori Italiani, riporta il focus sulle aziende agricole, storicamente vicine all’ambiente e al suolo e fondamentali nella tutela del territorio – basti pensare alla cura dei boschi, alla salvaguardia dei campi dal degrado e dall’immondizia abbandonata e alla pulizia di canali e torrenti che da sempre gli agricoltori si sono presi in carico.

Quindi – questa la proposta – è fondamentale che per far ripartire l’Italia dopo gli eventi catastrofici serve l’istituzione di un codice di emergenza, che assegni un ruolo fondamentale alle imprese agricole per la tutela del territorio, dell’ambiente, del turismo e dell’enogastronomia.

Non è più pensabile che interventi necessari e urgenti si perdano nei cavilli della burocrazia e nei conflitti di competenza; terremoti, dissesto idrogeologico, cambiamenti climatici e consumo di suolo sono fattori che minano la crescita dell’agricoltura e impediscono al Paese di ripartire.

Per questo motivo il settore primario deve essere il volano sul quale puntare per uscire dalla situazione di stallo che il nostro Paese sta vivendo; per farlo è necessario rimodulale gli equilibri con il territorio, iniziando dalle aree interne.

Il terremoto ha devastato un’intera porzione di Centro Italia, mentre l’ondata eccezionale di maltempo si è abbattuta sul Mezzogiorno; queste situazioni necessitano di soluzioni che esulano dalle dinamiche di mercato e riguardano situazioni non prevedibili ma sempre più frequenti.

Inoltre, ci sono oltre 6.900 comuni italiani, prevalentemente agricoli, caratterizzati da una fragilità intrinseca in cui vivono più di 15 milioni di abitanti in cui va fatto ripartire il tessuto produttivo.

Il consumo di suolo è un altro problema del nostro Paese: in vent’anni la superficie edificata ha eroso oltre 2 milioni di ettari coltivati, cancellando il 16% delle campagne. Si è passati dal 2,7% degli anni Cinquanta al 7% dell’ultimo anno.

La perdita di terreno coltivabile è un duro colpo per l’economia nazionale che, per sopperire al deficit tra domanda e offerta di cibo, è costretta a ricorrere all’import alimentare. Per non bisogna dimenticare il ruolo strategico che le aziende agricole svolgono in termini di sicurezza e di tutela del territorio.

L’Italia è infatti tra i Paesi in Europa più esposti ai pericoli e al rischio idrogeologico, che coinvolge quasi il 15% della superficie nazionale e l’82% dei Comuni; in questo scenario gli agricoltori rappresentano le sentinelle del territorio capaci, grazie alla coltivazione dei terreni, di stabilizzare e consolidare i versanti e trattenere le sponde dei fiumi.

Il rapporto tra agricoltura e territorio quindi diventa strategico. Nell’ultimo anno il fatturato generato dalle attività di supporto all’agricoltura è valso oltre 6,5 miliardi di euro. La gestione delle terre, gli operatori biologici presenti sul territorio e le attività degli agriturismi sono fattori indispensabili sui quali puntare per mantenere il comparto forte e sostenibile.

L’agricoltura è un’attività che oltre a produrre direttamente beni e servizi, genera anche fertilità: sono infatti gli agricoltori a mettere quotidianamente in campo pratiche a difesa del suolo.

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