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L’agricoltura conservativa può aiutare a ridurre le emissioni

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 20 Luglio 2017
agricoltura conservativa

agricoltura conservativaUtilizzando l’agricoltura conservativa, in Europa, i coltivatori potrebbero eliminare quasi 200 milioni di tonnellate di CO2 dall’atmosfera, semplicemente rinnovando le pratiche agricole.

Il dato è stato presentato alla Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale del Parlamento Europeo attraverso il rapporto Conservation Agriculture: Making Climate Change Mitigation and Adaptation Real in Europe (agricoltura conservativa: rendere tangibile la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici).

Secondo uno dei co-autori dello studio, Gottlieb Basch, il potenziale dell’agricoltura conservativa è enorme; pensate che quattro ettari convertiti a questo tipo di coltivazione annullano le emissioni annue medie di un cittadino europeo.

L’analisi dei terreni europei che potrebbero essere convertiti all’agricoltura conservativa, mostra come il cambiamento eliminerebbe dall’atmosfera le emissioni equivalenti a oltre un quinto dell’impegno totale alle riduzioni di emissioni dai settori non soggetti a ETS entro il 2030 secondo l’accordo di Parigi.

Passando a questo metodo di coltivazione l’Italia potrebbe ridurre, entro il 2030, le sue emissioni nocive di 10.930.966 tonnellate (-33% rispetto all’attuale).

Che cos’è l’agricoltura conservativa

Secondo Wikipedia l’agricoltura conservativa raccoglie diverse tecniche agricole che conservano la fertilità del suolo coltivato per il futuro.

Per esempio, nella coltivazione dei cereali, si considerano conservative le lavorazioni che conservano in superficie tutti i residui della coltura precedente, con funzione di copertura, per contrastare l’erosione e per conservare l’umidità e la sostanza organica del suolo.

Le tecniche dell’agricoltura conservativa sono state sviluppate inizialmente negli Stati Uniti per ragioni ecologiche ma anche per frenare la perdita di fertilità delle praterie.

I vantaggi per l’ambiente dell’agricoltura conservativa

La relazione presentata alla Commissione UE ha analizzato il potenziale del sequestro di anidride carbonica ottenibile grazie all’agricoltura conservativa a lavorazione zero e alla manutenzione dei campi, insieme alla rotazione delle colture.

ECAF, la Federazione Europea per l’Agricoltura Conservativa, ha chiesto alla Commissione Europea di riconoscere questa tecnica di lavorazione dei campi e i suoi tre pilastri come equivalente di rinverdimento per favorirne l’utilizzo.

Dopo l’annuncio del Presidente Trump di uscire dagli accordi di Parigi rende ancora più importante l’impegno europeo nei confronti dell’ambiente.

Con l’agricoltura sostenibile – per i suoi mentori – il nostro continente ha l’opportunità di ridurre di 189 milioni di tonnellate l’anidride carbonica nell’atmosfera rendendo l’agricoltura ancora più sostenibile.

Con l’avvento dell’agricoltura moderna infatti, nell’ultimo secolo i problemi che riguardano i suoli agricoli, con particolare riferimento a quelli collinari, sono aumentati in modo esponenziale, comportando l’aumento di fenomeni franosi e la diminuzione di fertilità” ci racconta afferma Rodolfo Santilocchi, Professore Ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee presso Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni Vegetali Università Politecnica delle Marche e uno tra i fondatori di AIGACoS (Associazione Italiana per la Gestione Agronomica e Conservativa del Suolo).

“L’agricoltura conservativa rappresenta il sistema di produzione agricola maggiormente sostenibile del comparto e le esperienze ormai consolidate in almeno 35 anni di attività hanno dimostrato che una delle poche possibilità di scelta per gli agricoltori di questi areali in grado di conciliare gli aspetti agronomici con quelli economici e ambientali riguarda proprio l’applicazione delle tecniche previste nell’agricoltura conservativa”.

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