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Finanza etica, un mercato che vale il 5 percento del Pil europeo

città: Roma - pubblicato il:
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715 miliardi di euro: quasi il 5% del Pil dell’Unione Europea è stato investito in tutto quello che ha a che fare con la finanza etica, che vuol dire conservare o aumentare il valore economico dei propri risparmi nel tempo, finanziando il rispetto per l’ambiente, la lotta contro i cambiamenti climatici, il diritto alla casa o a un’alimentazione sana, l’inclusione delle persone e delle organizzazioni tradizionalmente escluse dai circuiti finanziari ordinari.

A un anno dall’approvazione della legge sulla Finanza Responsabile è una ricerca redatta da Matteo Cavallito, Emanuele Isonio, Mauro Meggiolaro per Fondazione Finanza Etica a mettere in risalto il valore sia economico che di tendenza.

Il dato è relativo non solo al nostro Paese ma al perimetro europeo e i ricercatori ci tengono a sottolineare che deriva da una somma di dati che escludono prodotti “finanziari o creditizi che si definiscono etici ma sono annacquati dal marketing, perché anche l’etica può essere un argomento per vendere di più“.

Come si compone lo scenario degli investimenti di finanza etica

Di quei 715 miliardi di euro ben 493 miliardi sono investiti in fondi socialmente responsabili, quindi in azioni e obbligazioni di imprese quotate in borsa o in titoli di Stato. Molto richieste sono le realtà che investono nelle energie rinnovabili, adottano sistemi di gestione ambientale certificati e non sono coinvolti in alcun tipo di controversie gravi.

Circa 40 miliardi invece rappresentano gli attivi di quella trentina di banche etiche e sostenibili europee, che hanno concesso crediti per un totale di 29,33 miliardi di euro a decine di migliaia di progetti per l’inclusione sociale, la tutela dell’ambiente, la cultura o la cooperazione internazionale.

Secondo il rapporto La finanza etica e sostenibile in Europail risultato è una vittoria su tutta la linea da parte delle banche etiche. Anche nei profitti. Finito il periodo delle vacche grasse che ha preceduto la crisi del 2007-2008, sono scomparse anche le famose crescite a doppia cifra per i colossi bancari francesi, italiani, britannici e tedeschi. Ora continuano a crescere, ma molto meno di prima e senza grandi differenze rispetto alle banche etiche. Che si confermano più solide e resilienti: negli ultimi dieci anni i loro rendimenti sono stati costanti. Della crisi, le banche etiche non si sono nemmeno accorte“.

2,54 miliardi di euro sono, infine, l’ammontare dei microcrediti concessi in Europa. Una cifra che rappresenta la somma di 750mila europei che hanno fatto richiesta di piccoli prestiti.

Anche i green bond (attraverso i quali le imprese e le amministrazioni si indebitano sul mercato per finanziare progetti ambientali) e i social impact bond rientrano nel comparto della finanza etica e responsabile.

Il rapporto presentato in questi giorni alla Camera dei Deputati valuta che i titoli green in circolazione siano pari a 178 miliardi di euro. 273 milioni di euro è il valore dei social impact bond.