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Stop alle microplastiche nei cosmetici: approvata la Legge

città: Roma - pubblicato il:
microplastiche nei cosmetici

Finalmente è stata approvata la legge che vieta l’utilizzo delle microplastiche nei cosmetici e nei prodotti per l’igiene personale: una grande e importante vittoria per le associazioni ambientaliste che da tempo si battevano per la norma!

Non è stato un percorso facile: ci sono infatti voluti quindici mesi di attività e pressione affinché fosse approvata la legge che aiuterà a tutelare la salute dei nostri mari e degli oceani.

Un provvedimento importante soprattutto per l’Italia, perché il nostro Paese produce il 60% dei prodotti di makeup a livello mondiale.

Alle difficoltà legislative si era aggiunto anche il ricorso di una multinazionale alla Corte di Giustizia Europea ma, finalmente, adesso la legge è diventata realtà e mette un bello stop alle microplastiche nei cosmetici e nei prodotti di igiene personale: infatti dal 2019 non si potranno commercializzare cotton fioc in plastica e dal 2020 saranno vietate le microplastiche nei cosmetici e nei prodotti per l’igiene personale da risciacquo.

L’Italia aggiunge così un altro provvedimento a favore della protezione dell’ambiente ad altri già in essere, come quello della messa al bando delle buste di plastica monouso, che ci permette di essere tra i primi in Europa nel riciclo e nel recupero dei rifiuti.

Soddisfatte tutte le associazioni ambientaliste e gli attivisti, da Marevivo a Legambiente, ma anche Greenpeace, Lav, Lipu, MedSharks e WWF che avevano lanciato l’appello #Faidafiltro e tutti i sostenitori del mondo scientifico, accademico, dello spettacolo, dello sport, la redazione di Petrolio e naturalmente anche Green Planner che dalla sua fondazione si prodiga per informare correttamente i suoi lettori su queste problematiche.

Raggiante Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo che ricorda che “abbiamo lanciato la campagna Mare mostro: un mare di plastica e ci siamo attivati per questo disegno di legge ad hoc accolto dal Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, che è diventato il primo firmatario insieme ad altri 40 parlamenterei di diverse coalizioni.

Il successo è dovuto alla collaborazione della politica, delle associazioni, della società civile, del mondo scientifico e di tante eccellenze italiane che ci hanno sostenuto e che credono in uno sviluppo che sia compatibile con la salvaguardia dell’ambiente siamo riusciti ad approvare questa legge“.