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Abbandonare i combustibili fossili per vincere l’inquinamento dell’aria

città: Roma - pubblicato il: - ultima modifica: 28 Dicembre 2018
inquinamento dell'aria

Abbandonare le fonti fossili il prima possibile per liberare le città dall’inquinamento dell’aria e ridare ai cittadini un ambiente sano dove vivere.

Quello che il buon senso lascia presagire è diventato un obbligo dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso una mappatura dei livelli di inquinamento dell’aria nelle città di tutto il mondo.

I dati mostrano che la dipendenza dall’energia sporca rappresenta un rischio per la salute a livello globale: 9 persone su 10 sono esposte a livelli di inquinamento dell’aria pericolosi per la salute e questo inquinamento è responsabile ogni anno di milioni di morti premature.

Secondo Andrea Boraschi, responsabile campagna Trasporti di Greenpeace Italial’aumento dell’utilizzo di carbone, petrolio e gas nel 2017, che implica non solo una crescita delle emissioni di CO2 ma anche quella delle emissioni di sostanze inquinanti nell’atmosfera, rappresenta un grave rischio per la salute delle persone e necessita di un’azione immediata. Per assicurare aria pulita per tutti e salvare vite umane, i governi devono stabilire con urgenza scadenze improrogabili e piani d’azione per raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria. Per raggiungerli è necessaria una transizione veloce a fonti di energia pulite e trasporti sostenibili“.

Inquinamento dell’aria: cosa dice il rapporto dell’Oms

Nel rapporto sull’inquinamento dell’aria diffuso oggi dall’OMS viene evidenziato che:

  • a livello globale, 15 fra le 20 città maggiormente inquinate sono in India, mentre 16 delle città maggiormente inquinate nell’Unione Europea si trovano in Polonia. L’India, uno dei paesi maggiormente colpiti dagli impatti dell’inquinamento dell’aria sulla salute, sta mettendo a punto un piano nazionale, ma mancano ancora degli obiettivi precisi
  • nel 70 percento delle città per cui sono disponibili dati, i livelli di inquinamento da polveri sottili (PM2.5) superano le linee guida dell’OMS, con l’80 percento delle città dell’Unione Europea e il 96 percento dei Paesi in via di sviluppo che soffrono a causa dei livelli di inquinamento troppo elevati
  • i dati dell’OMS evidenziano dei progressi straordinari in Cina, dove gli investimenti in energia pulita, un piano nazionale contro l’inquinamento dell’aria e i rigidi standard sulle emissioni hanno prodotto dei progressi eccezionali, con un livello medio di PM2.5 nelle città disponibili a fornire i dati diminuito fino al 30 percento dal 2013 al 2016. Il livello medio di PM2.5 nelle città campionate è cinque volte superiore a quello stabilito dalle linee guida dell’OMS e ciò evidenzia la necessità di stabilire nuovi obiettivi e misure più ambiziose
  • il controllo della qualità dell’aria necessita di essere urgentemente ampliato, in particolare in Asia meridionale, nel Sud est asiatico e nell’Africa Subsahariana. Il Sud est asiatico e l’Africa forniscono dati sulla qualità dell’aria solo in 92 città
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