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I vincitori della quinta edizione del Festival The Vegetarian Chance

città: Milano - pubblicato il:
The Vegetarian Chance

Sono un italiano – Antonio Cuomo – e una giapponese – Yoshiko Hondo – i vincitori della quinta edizione di The Vegetarian Chance, festival dedicato alla cucina vegetale che dal 2014 Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi organizzano ogni anno a Milano.

The Vegetarian Chance è promosso dall’omonima associazione nata per valorizzare la cultura vegetariana ed è rivolto ai giovani cuochi sfidandoli a mettersi in gioco preparando una ricetta vegana.

I due premiati di questa edizione, Antonio Cuomo e Yoshiko Hondo, costituiscono una sintesi ideale di diversi possibili approcci alla cucina vegetale: un italiano e una giapponese, un uomo e una donna, piatti di gusto e tradizione e piatti estetici, concettuali, incentrati su colori e consistenze.

A creare, involontariamente, un ponte tra i due chef è stato lo stesso Cuomo con il suo secondo piatto intitolato A me che non piace il sushi che consisteva in candele di aceto di riso con crema di riso acidula, crema di peperoni grigliati e l’accompagnamento di alga nori croccante e verdurine.

L’uso di ingredienti nipponici come alga nori e acidulato di umeboshi con un approccio italiano ha indicato come sia possibile realizzare contaminazioni gastronomiche con ingredienti di diverse cucine.

L’altro suo piatto Pasta con fagioli, albicocche e basilico era un piatto completo dal punto di vista nutrizionale e ha avuto l’originalità e l’intuizione di sostituire l’inflazionato pomodoro con albicocche dal gusto ugualmente agrodolce.

Yoshiko Hondo non ha presentato alla giuria un piatto, ma una vera propria cerimonia quando si è spesa a spiegare ai giurati (Pietro Leemann, Neal Barnard; Aimo Moroni, Cesare Battisti, Mariella Tanzarella, Leonardo Caffo) i gesti rituali con i quali approcciare questi piatti.

Alchimia zen richiedeva di spezzare le bacchette di legno sul piatto di verdure per farvi ricadere piccole particelle d’oro e poi di misurarsi con le consistenze bevendo della zuppa di miso combinata con te matcha.

Meravigliosa terra, in tema con lo slogan del festival The Vegetarian Chance – Mangia la foglia, salva il pianeta – suggeriva di guardare al mondo e alle sue trasformazioni indotte anche da noi essere umani: e così ecco che una spruzzata di limone mutava il colore del riso da blu al viola, mentre al centro un pezzo di alga kombu rappresentava l’albero, nostro silente inseparabile compagno di esistenza, che noi violentiamo ogni giorno in tutte le regioni del mondo.

I piatti degli altri concorrenti di The Vegetarian Chance

Tutti gli altri concorrenti hanno mostrato di aver ben intesso lo spirito del concorso proponendo piatti densi delle loro esperienza e delle loro origini.

Senza dubbio singolare lo chef italiano Walter Casiraghi, che ha ben interpretato lo spirito della cucina e della tradizione culturale russa con il suo Borsch della quaresima (brodo con bucce di patate) e la sua Beetsteak, con la quale ha scherzato sulla passione russa per il filetto di manzo al sangue e la barbabietola, che aiuta loro a sopravvivere nei rigidi inverni.

Il giovane Manfredi Rondina ha reinterpretato il piatto Fave e pecorino proponendo un saporito formaggio a base di noci, nocciole e rejuvelac (una bevanda enzimatica fermentata a base di grano). Poi ha combinato sapori di erbe, farine diverse e legumi in un piatto equilibrato che mandava un messaggio antispreco Del carciofo non si butta via niente.

Barbara Ghizzoni ha prima proposto un piatto architettonico La persistenza della memoria: la mia Cremona, dove svettava una torre ai cereali antichi, e poi si è orientata su una creazione ardita Ai confini del blu, dove ha giocato su colori e consistenze con riso rosso, verdure pressate, soyanese all’alga spirulina e sfere di carote, zafferano e zenzero.

Federica Scolta ha portato i sapori dell’Alto Adige nel suo Orzotto, dove hanno trovato posto mela cotogna, barbietola gialla, mela affumicata conditi con burro di mandorle. Per la sua seconda proposta, Zuppa dei mille colori ha giocato esclusivamente sulle verdure e i loro colori accostando le creme di carote, cavolfiore, broccoli grigliati e cavolo rosso.

Molto attento ai piatti servizio è stato Matteo Carelli (Svizzera), che ha servito Lo gnocco in piatti neri su un letto di salsa verde accentuando così l’effetto visivo.

Dal Canton Ticino ha portato la farina bona, l’olio del Ceresio e un aceto balsamico stavecchio ticinese. Ci ha insomma ricordato che nella Svizzera italiana non mancano prodotti di eccellenza. Con Mangia la foglia Matteo Carelli ha voluto abbracciare il nostro Festival e alle foglie ha aggiunto un riuscito formaggino a base di mandorle.

Dalla Francia a noi più vicina è arrivato Willy Berton che di tradizionale ha messo nel piatto I ripieni, tre verdure cotte ognuna diversamente con creme vegetali delicate, mentre molto geometrica è stata la sua creazione Rigatoni di primavera disposti a cerchio e ripieni di crema di asparagi e di aglio ed erbe con sopra a decorare piselli crudi.

Curiosità di The Vegetarian Chance

La verdura più usata dai concorrenti è stata l’asparago, presente sotto forme diverse in moltissimi piatti.

In prima visione è stata proiettata la storia dei quattro concorsi precedenti girata dal video maker Carlo Somaini del comitato promotore di The Vegetarian Chance.

Luca Morari di Ricola ha consegnato il premio speciale della sua azienda a Matteo Carelliper la sua sensibilità nel cogliere sapori e profumi trasformandoli in cibi buoni e naturali attraverso le sue creazioni culinarie presentate in concorso“.

I piatti di tutti i concorrenti, fotografati da Vittorio Giannella sono stati tutti commentati in diretta da Pietro Leemann.

La prossima sfida sarà quella di permettere al pubblico di conoscere con il palato i concorrenti e il loro stile culinario. A ogni concorrente è stato consegnato il tradizionale attestato disegnato quattro anni fa da Sophia Besso e ogni anno impreziosito dalla scrittura dei nomi da parte del calligrafo Jean Blanchaert.

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