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Le sfide ambientali non possono più essere rimandate

città: Milano - pubblicato il:
sfide ambientali

Grandi sfide ci attendono. Sfide di sopravvivenza. E non stiamo parlando di sport estremi, ma di come potremo vivere degnamente su questa Terra nei prossimi anni.

Secondo il Global Risks Report 2019, appena pubblicato dal World Economic Forum, i rischi ambientali, come i fenomeni atmosferici estremi, la mancanza di azioni sul clima e la perdita di biodiversità, rappresentano le più grandi sfide, sempre crescenti, con cui l’umanità deve fare i conti.

Proprio quelli di carattere ambientale rappresentano tre dei primi cinque rischi per probabilità e quattro per impatto.

I recenti fenomeni atmosferici estremi hanno aperto gli occhi sulla minaccia del cambiamento climatico, ma è altrettanto preoccupante il tasso di accelerazione della perdita di biodiversità e i suoi impatti, come sottolineato nel Living Planet Report del 2018.

Il catastrofico degrado delle nostre foreste, degli oceani e dei fiumi mina i sistemi naturali da cui dipendiamo e dal 1970 ha provocato la perdita del 60% delle popolazioni di animali selvatici.

Ma, la situazione non sembra essere chiara a tutti.

Per il Wwf è comunque “importante che dal rapporto sia emersa la consapevolezza dei rischi ambientali e che questi si ritrovino anche nel programma del meeting annuale del World Economic Forum a Davos, dove il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità saranno affrontati come problemi da considerare rispetto al progresso sociale ed economico, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) per il 2030 delle Nazioni Unite“.

Nonostante ciò, questa consapevolezza non si è ancora tradotta nelle azioni necessarie e urgenti, né è stata sufficientemente riconosciuta l’interconnessione tra le varie questioni ambientali. Un approccio che deve cambiare se si vuole evitare di “andare come sonnambuli incontro a una catastrofe”. Abbiamo sì e no 12 mesi di tempo.

Anche il Wwf indica il 2020 come un’opportunità imperdibile per il mondo di cambiare direzione. Questo avverrà quando i leader mondiali prenderanno decisioni chiave in materia di ambiente, clima e sviluppo sostenibile, stabilendo l’agenda per il prossimo decennio. Per evitare la catastrofe ambientale, nel 2020 deve essere concordato un New Deal per la natura e le persone, che non solo colleghi queste problematiche, ma metta la natura al centro dei nostri sistemi economici, politici, finanziari e sociali.

Ma l’Italia, i nostri politici, noi tutti: cosa stiamo facendo?

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