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Costruire in legno fa bene all’ambiente

città: Milano - pubblicato il:
costruire in legno

Costruire in legno, un materiale da costruzione competitivo, fornendo un sistema di costruzione pienamente documentato, dimostrato, sostenibile ed economico

Creare una filiera del legno sostenibile e innovativa per la costruzione di edifici in legno. Anche a più piani, come in effetti una tendenza ormai in atto dimostra che si può fare.

È questo l’obiettivo di Build-In-Wood, un progetto internazionale Horizon 2020 (Call H2020-RUR-2018-2020 – Rural Renaissance) cui l’Università di Siena partecipa assieme ad altri 20 partner internazionali.

Finanziato per 8,6 milioni di euro (di cui 600mila destinati al gruppo dell’Università di Siena), Build-In-Wood (nickname di una ben più ampia denominazione: “Sustainable wood value chains for construction of low-carbon multi-storey buildings from renewable resources”) punta alla riduzione delle emissioni di gas serra nel settore edile attraverso la valorizzazione dell’uso del legno.

Simone Bastianoni, docente e responsabile scientifico per l’Università di Siena spiega che “il potenziale impatto stimato dal progetto è una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di 12,1 MT/anno entro il 2030“.

Obiettivo del progetto è rendere il legno un materiale da costruzione competitivo fornendo un sistema di costruzione pienamente documentato, dimostrato, sostenibile ed economico, “che ovviamente” precisa Bastianoniterrà conto della capacità portante delle foreste“.

Tra gli item seguiti, lo sviluppo innovativo di materiali e componenti, nonché di sistemi strutturali per costruire in legno edifici a più piani, adatti sia per le nuove realizzazioni che per le ristrutturazioni.

Gli sviluppi verranno condivisi tramite un configuratore di edifici dinamico” termina il docente “creato congiuntamente in rete e un toolbox gratuito di materiali e componenti certificati. Tutti i materiali sviluppati, i componenti e i prototipi di sistema saranno testati per l’immediata diffusione sul mercato“.

Il consorzio di partner proviene da 10 paesi Europei (Danimarca, Norvegia, Svezia, Grecia, Romania, Regno Unito, Italia, Austria, Spagna, Germania), ma è stato aperto anche a uno extra-europeo: il Canada.

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