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Le smart city entrano in classe al Liceo Scientifico Cremona

città: Milano - pubblicato il:
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L’occasione è il test sul campo del progetto Esmartcity che vede la collaborazione di Città Metropolitana e Politecnico di Milano

Le smart city entrano in classe per spiegare agli studenti come le metropoli si preparano, adottando le nuove tecnologie, a fare un salto di qualità sia per gli stessi cittadini, sia per l’impatto ambientale.

Così gli studenti milanesi della Prima F del Liceo Scientifico Cremona hanno partecipato al campus digitale per conoscere Esmartcity (Enabling smarter city in the Med area through networking), progetto inter-istituzionale europeo finanziato con 2 milioni e mezzo di euro, dedicato all’efficientamento energetico tra i cui partner troviamo anche Città metropolitana di Milano.

L’esperimento al Liceo Scientifico Cremona è, però, duplice, perché è lo stesso edificio scolastico a essere sottoposto con le tecnologie sviluppate dal Politecnico di Milano a un test di efficientamento smart che tocca sia il fronte energetico che quello legato all’illuminazione.

All’interno di Esmartcity (un programma Interreg Med 2014-2020 – Cooperazione territoriale europea – Cte, con scadenza a luglio 2020 e coinvolgimento di una decina di partner) Politecnico di Milano e Città metropolitana di Milano (che ha messo a disposizione l’infrastruttura in fibra ottica) hanno creato un modello basato sull’installazione di sensori in fibra ottica per verificare, gestire e controllare parametri ambientali – come la temperatura, l’illuminazione, l’umidità.

La presentazione ufficiale presso il Liceo Cremona è avvenuta ieri – lunedì 2 dicembre 2019. La preside, Bruna Baggio, il direttore amministrativo Sebastiano Fotia, collaboratori e studenti hanno accolto calorosamente tutti gli ospiti, in particolare Federica Zanni, ingegnere ambientale di U-Earth, startup dedicata allo sviluppo, produzione e commercializzazione di una esclusiva biotecnologia per la decontaminazione e il trattamento di aria e Cristoforo Massari, funzionario tecnico della Città Metropolitana (già Provincia di Milano).

I test sono convalidati anche dal Cern di Ginevra: attraverso le installazioni dei sensori in fibra ottica sarà possibile verificare, gestire e controllare parametri ambientali come la temperatura, l’illuminazione, l’umidità all’interno di scuole e di altri edifici pubblici come Palazzo Isimbardi, sede stessa di Città Metropolitana, dove si punta alla salvaguardia del patrimonio artistico del palazzo (Sala Affreschi, Sala Giunta).

L’analisi dei dati aggregati permetterà poi di ottimizzare e rendere il consumo energetico più efficiente, in una prospettiva di lungo termine.

Auspicati risultati confortanti e positivi, questo modello verrà replicato in altre aree metropolitane europee (al momento il progetto ha una ricaduta soprattutto mediterranea) per monitorare infrastrutture come ponti e strade attraverso sensori sulle infrastrutture civili, pilastri e solette portanti, per monitorare la solidità, il deterioramento del cemento armato al fine di aumentare la sicurezza.

ha collaborato Maria Lucia Caspani

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