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Come fare un Bilancio di Sostenibilità

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Ada Rosa Balzan

Cos’è un Bilancio di Sostenibilità, chi lo fa, perché lo fa, come si fa, quando si fa. Ma soprattutto dove si deve pubblicare e in che modo. Ne parliamo con Ada Rosa Balzan

Sentiamo sempre più spesso parlare dell’importanza del Bilancio di Sostenibilità, non solo per le aziende che hanno l’obbligo di redigerlo, ma soprattutto per chi sceglie volontariamente di farlo.

Proprio di recente, il 14 maggio, si è chiusa in Commissione Europea la consultazione per la revisione dei criteri di rendicontazione del bilancio di sostenibilità. Vediamo di fare chiarezza su un tema così centrale, con Ada Rosa Balzan, esperta di sostenibilità.

Innanzi tutto cos’è un bilancio di sostenibilità?

ll bilancio di sostenibilità è un documento che rendiconta sia gli aspetti positivi che le aree di miglioramento agli stakeholder, i propri impatti economici, sociali e ambientali generati dall’azienda nello svolgimento delle proprie attività e la governance.

È anche uno strumento di gestione e di analisi dei rischi e aiuta l’organizzazione a definire percorsi di miglioramento di medio-lungo termine.

Chi lo deve fare?

In Italia l’obbligo di rendicontazione è sancito dal d.lgs. n. 254/2016 che ha recepito la Direttiva Europea 95/2014 rendendo obbligatoria la rendicontazione non finanziaria per aziende quotate con numero di dipendenti superiore a 500, totale ricavi netti delle vendite e delle prestazioni superiore a 40 milioni di euro o totale dello stato patrimoniale superiore a 20 milioni di euro e per le aziende del settore bancario-assicurativo con gli stessi criteri dimensionali.

Questo obbligo riguarda in Italia circa 200 le aziende, un numero veramente esiguo.

Tuttavia molte organizzazioni sentono la necessità di redigerlo anche se non hanno un obbligo legale, perché è uno strumento di trasparenza e di comunicazione verso tutti gli stakeholder.

Quando si deve redigere il bilancio di sostenibilità?

Il documento per le aziende che hanno l’obbligo – si parla di Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario o DnF – ha cadenza annuale e viene pubblicato nelle tempistiche previste per la pubblicazione del bilancio d’esercizio.

Mentre le organizzazioni che scelgono di farlo autonomamente, possono anche decidere che abbia cadenza biennale, solitamente anche loro scelgono di pubblicarlo insieme al bilancio di esercizio.

Perché si fa?

Perché è un documento fondamentale per attestare la gestione della sostenibilità integrale, ambientale sociale e la governance di una organizzazione.

È uno strumento che aiuta nella valutazione dei rischi, un valore aggiunto notevole non solo per la propria brand reputation ma anche per la relazione con gli stakeholder, il posizionamento sul mercato, l’accesso al credito, sempre di più viene chiesto anche per essere e restare dentro la catena di fornitura di grandi gruppi come dimostrazione della propria sostenibilità aziendale.

Dove si pubblica?

È fondamentale la massima diffusione e trasparenza delle informazioni, le aziende che fanno questa scelta quasi sempre creano una sezione dedicata nei loro canali online, alcune ne fanno anche delle copie cartacee che inviano ai loro stakeholder.

Come si redige un bilancio di sostenibilità?

Per chi ha l’obbligo legale di farlo l’articolo 3 (commi 1 e 2) del D.Lgs. 254/2016 identifica quali informazioni non finanziarie sui temi ambientali, sociali, attinenti al personale, rispetto dei diritti umani, lotta alla corruzione attiva e passiva dovranno essere rendicontate nella Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario.

Per ciascun tema si deve descrivere che modello aziendale di gestione e organizzazione delle attività l’impresa adotta, rendere trasparenti e accessibili le politiche praticate dall’impresa, i risultati conseguiti tramite di esse e i relativi indicatori fondamentali di prestazione di carattere non finanziario, il monitoraggio dei principali rischi, generati o subiti, connessi a tali temi e che derivano dalle attività dell’impresa, dai suoi prodotti, servizi o rapporti commerciali, la supply chain.

In sintesi il percorso di rendicontazione di un bilancio di sostenibilità si articola in più fasi che vanno dalla fondamentale mappatura degli stakeholder, alla definizione del loro coinvolgimento, alla creazione della mappa di materialità (a libera scelta della azienda se rendicontarla per stakeholder o per tipologia d’impatto: economici, sociali, ambientali), alla definizione degli indicatori, raccolta dei dati e analisi e  redazione del bilancio.

Fondamentale la descrizione della metodologia prescelta in cui si presentano i principi di redazione del report, il perimetro di rendicontazione, il processo di engagement e l’analisi di materialità.

È un percorso impegnativo e complesso che coinvolge tutta l’azienda: ogni bilancio nasce da una analisi specifica dei propri stakeholder e dalla matrice di materialità che ne consegue. Non si può pensare di fare generalizzazioni per settori di appartenenza.

In Italia il Gri standard (Global reporting initiative) è lo strumento di rendicontazione più usato, mentre il Sasb (Sustainability accouting standards board è di riferimento negli Usa, ma spesso si utilizza anche in Italia per lo sviluppo della materiality map, cuore centrale di ogni bilancio di sostenibilità per avere un  riferimento più oggettivo.

Proprio in questi giorni hanno annunciato una collaborazione tra loro.

Voi che servizi offrite?

Per agevolare anche la stesura di un bilancio di sostenibilità la nostra startup, ARBalzan, ha creato SI rating, il primo algoritmo al mondo validato da Rina, quale ente di certificazione internazionale in collaborazione con Sasb) per la materiality map, che unisce su di una piattaforma tutti gli strumenti internazionalmente riconosciuti (Iso, Regolamenti, Europei, Linee guida, certificazioni di edifici) dei criteri Esg (ambientali, sociali e di Governance) e i 17 obiettivi delle Nazioni Unite contenute nella Agenda 2030, gli SDGs per valutare la gestione della sostenibilità aziendale.

Non consta di una valutazione generica valevole per tutti ma è specifico per ogni settore di attività  e per le dimensioni aziendali, si adegua perfettamente a realtà formate di una sola persona e a multinazionali con sedi in tutto il mondo.

L’algoritmo sviluppa oltre 80 mila miliardi di combinazioni, si ottiene una analisi del sangue dell’organizzazione precisa e puntuale che viene utilizzata non solo come fonte di dati per la compilazione del bilancio di sostenibilità, ma anche per le decisioni strategiche aziendali oltre che fornire basi solide su dati oggettivi per il piano di comunicazione ed evitare così di cadere in casi di green washing.

Un webinar per capirne di più

Ada Rosa Balzan e Francesca Anzalone, esperta di comunicazione e digitale e Ceo & Founder di Netlife terrano – a partire da giovedi 23 luglio con cadenza quindicinale – terranno un webinar online alle ore 11 (durata un’ora con possibilità di domande).

Iscrizione gratuita scrivendo a [email protected]. Il primo webinar sarà proprio in tema di bilancio di sostenibilità con specifiche su come comunicarlo al meglio.

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