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Le conseguenze delle alterazioni delle stagioni sulla salute dei pet

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Per la prima volta è stato condotto uno studio sulle alterazioni climatiche e sulla loro ricaduta anche sulla salute dei nostri amici animali. Uno dei principali effetti è la presenza più estesa nel corso dell’anno dei parassiti, ma influiscono anche sui comportamenti e sull’umore

Il cambiamento climatico e le conseguenti alterazioni delle stagioni incidono anche sulla salute degli animali da compagnia. Per la prima volta è stato fatto uno studio al riguardo nella prima tavola rotonda cui hanno partecipato 18 esperti leader scientifici europei.

È emerso che alcune implicazioni sulla salute di cani e gatti sono dovute all’aumento di parassiti che portano malattie. Una fra queste la leishmaniosi come spiegato da Ezio Ferroglio, professore di Parassitologia e Malattie Parassitarie al Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Torino.

La diffusione della leishmaniosi è un esempio strettamente correlato all’alterazione delle stagioni. È davvero incredibile se pensiamo che fino a solo 20 anni fa era, in tutto il Nord Italia, classificata come una malattia esotica. Inoltre il numero di casi di malattie trasmesse dalle zecche, come la malattia di Lyme o dovute a nuovi patogeni come Babesia che rappresentano un pericolo anche per l’uomo, è in crescita. In Italia la presenza di zecche su animali e uomo è un problema che abbiamo osservato durante tutto l’anno. Questo nuovo scenario è dovuto in buona parte alle variazioni climatiche e ai cambiamenti ambientali degli ultimi decenni ma è fortemente influenzato anche dalle nuove tendenze socio-culturali“.

Gli studiosi lanciano l’allarme sulla sempre maggiore diffusione di parassiti sia da un punto di vista geografico sia di densità e di sopravvivenza nelle diverse stagioni, come ha spiegato Javier Lucientes, professore di parassitologia all’Università di Saragozza in Spagna: “Negli ultimi dieci anni, le popolazioni di flebotomi e zanzare sono aumentate non solo in termini di numero e densità ma anche di distribuzione geografica. Il cambiamento climatico è senza dubbio la principale causa di questo fenomeno“.

Attenzione alle zecche il cui numero sta aumentando e che sopravvivono ormai tutto l’anno. Quindi è necessario prolungare la profilassi anche nei mesi invernali.

Effetti anche sui comportamenti dei pet

L’alterazione delle stagione può influenzare negativamente anche i comportamenti dei pet, come sottolinea Clara Palestrini, veterinario specialista in Medicina Comportamentale e Benessere Animale presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria degli Studi di Milano: “Alcune patologie comportamentali dei cani e dei gatti, come ansia, paura, fobia e le disfunzioni cognitive del cane anziano, possono essere aggravate anche dai cambiamenti climatici“.

Msd Animal Health, azienda farmaceutica veterinaria da oltre un secolo, ha lanciato l’iniziativa Protect Our Future Too per garantire la sicurezza e la difesa degli animali da compagnia.

L’azienda ha condotto un’indagine su un campione di proprietari di animali domestici e veterinari europei per capire la consapevolezza dei rischi legati alle alterazioni climatiche e per individuare le migliori pratiche da seguire.

Uno dei dati principali che è emerso è che in Italia il 71% dei pet owner considera un rischio le alterazioni stagionali per la salute degli animali ma il 25% ha dichiarato di essere poco informato sull’argomento.

E ancora la maggior parte degli intervistati si ritiene informato sui rischi dei parassiti ma non protegge il proprio animale per tutto l’anno. Oggi per la protezione degli animali dai parassiti bisogna considerare non più solo la stagionalità ma le temperature.

Ormai infatti pulci, zecche, flebotomi che possono trasmettere varie malattie ai pet si diffondono anche nelle stagioni che una volta erano più fredde come autunno e inverno e la prevenzione quindi deve prolungarsi anche in queste parti dell’anno.

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