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La Lombardia punta a decarbonizzare il trasporto su ferro

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Ambizioso piano della Lombardia per decarbonizzare il trasporto su rotaia attraverso l’investimento in treni a idrogeno e in treni elettrici a batteria, per mandare definitivamente in pensione i treni diesel ancora circolanti

Il consiglio di amministrazione di Fnm (Ferrovie Nord Milano), principale gruppo lombardo di trasporto pubblico, ha approvato importanti investimenti nel trasporto ferroviario green: circa 300 milioni di euro stimati per gli asset (impianti di produzione e di distribuzione dell’idrogeno – di cui 160 milioni solo per l’acquisto dei treni di Alstom) e un piano di qualche anno per dire addio ai treni diesel che ancora circolano in Lombardia.

Attraverso una strategia duplice: l’uso dei treni a idrogeno di Alstom – per le tratte di percorrenza non elettrificate più lunghe (nell’ordine dei 100 chilometri) – e l’utilizzo di nuovi treni elettrici a batteria per tratte miste, anche elettrificate.

Una scelta industriale e ambientale importante, ma fondamentale anche per la valorizzazione dei territori, attraverso un modello che potrà anche essere esportato in altre aree del Paese.

Importante per l’industria perché – come spiega Marco Giovanni Piuri, direttore di Fnm – è un progetto reale, non un pilota, che può consentire a tutta la filiera di produzione e di gestione dell’idrogeno in Italia di sviluppare competenze ed esperienze dirette.

Sappiamo bene quanto stia diventando importante l’idrogeno a livello europeo, con l’Alleanza europea per l’idrogeno pulito – che raccoglie già oltre 800 partner, tra cui Snam – che ha obiettivi ambiziosi in termini di diffusione delle tecnologie dell’idrogeno verde entro il 2030.

E l’idrogeno verde permetterà di abbattere le emissioni nocive avviando una transizione importante verso la mobilità sostenibile del trasporto merci e passeggeri.

In questo progetto, sviluppato sulla linea Brescia-Iseo-Edolo di proprietà di Fnm, la parte legata alla sostenibilità è rilevante visto che è stato scelto di sfruttare per la produzione di idrogeno impianti vicini alla linea ferroviaria, evitando quindi emissioni dovute al trasporto.

In prima battuta, il costo di produzione dell’idrogeno – attraverso un processo di elettrolisi attraverso l’energia delle centrali idroelettriche – necessario a mantenere la sostenibilità economica, sarà di 5€/kg (l’approvviggionamento di idrogeno nella prima fase potrà anche comprendere una parte “blu”, pur con l’abbattimento delle componenti CO2); in seguito entro il 2026 la produzione sarà invece interamente sostenibile con idrogeno verde.

Ultima parte rilevante di questo investimento di Fnm è il coinvolgimento delle aree locali: in questo caso la Valcamonica, definita la valle dell’idrogeno, ricca di centrali idroelettriche e attraversata da una linea ferroviaria non elettrificata di lunghezza idonea, adatta all’avvio del progetto.

Per raggiungere l’obiettivo della piena decarbonizzazione del trasporto su rotaia in Lombardia, Fnm ha anche deliberato l’acquisto di treni totalmente elettrici (con batterie e pantografo) che verranno utilizzati su linee che hanno anche tratti elettrificati e che, quindi, richiedono percorrenze solo elettriche limitate – nell’ordine massimo di 40/50 chilometri).

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