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Servizi finanziari Sostenibili: sarà mai possibile?

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servizi finanziari green
Foto di Nataliya Vaitkevich da Pexels

Secondo il World Economic Forum, grazie alle tecnologie, anche le banche potranno dirsi sempre più Green. Vediamo intanto come alcuni Istituti stanno già cavalcando questa sfida alla finanza Sostenibile

È recente la pubblicazione del report a firma del World Economic Forum dal titolo Forging new pathways: the next evolution of innovation in the financial services.

L’obiettivo è quello di descrivere come le nuove tecnologie stiano trasformando in maniera radicale e profonda il settore dei servizi finanziari e come questa rivoluzione può creare impatti positivi a livello di Sostenibilità e di inclusione finanziaria e sociale.

Il report, frutto di oltre 200 interviste a esperti del settore e di 9 workshop internazionali organizzati nel corso dell’ultimo anno, ha cercato di raccogliere punti di vista e opportunità relative all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e di altre tecnologie emergenti nel settore dei servizi finanziari.

Le nuove tecnologie aiuteranno lo sviluppo di servizi finanziari sostenibili

Tra i punti chiave del documento, la consapevolezza che le nuove tecnologie avranno un effetto dirompente sui modelli di business e creeranno vantaggi per tutti i soggetti coinvolti, tra questi:

  • una maggiore efficienza operativa, con conseguente contenimento dei costi delle transazioni
  • uno sviluppo continuo di nuovi prodotti e servizi finanziari
  • una riduzione dei costi di connettività in favore di una maggiore flessibilità e accessibilità ai dati

Il tutto a vantaggio di un più ampio e democratico accesso ai servizi da parte dei consumatori (risparmiatori e investitori).

Naturalmente, ciò non vuol dire che i prodotti e i servizi offerti dai diversi operatori diventeranno beni indifferenziati o commodity; anzi, nel lungo periodo, le istituzioni finanziarie dovranno percorrere la strada della differenziazione in termini di assemblaggio di prodotto/servizio, di modalità di esecuzione dei processi e delle attività alla base del modello di business scelto e di costruzione di una relazione di fiducia nel rapporto tra il management e il cliente, così da essere esse stesse sostenibili.

Un grosso aiuto, infatti, lo darà il coinvolgimento attivo dei partner tecnologici, fin dalle prime fasi del processo di ricerca e di sviluppo: condivisione del rischio e delle diverse competenze ed expertise in ottica collaborativa e di miglioramento reciproco.

Oltre al puro aspetto di progresso, l’applicazione delle tecnologie emergenti porterà a nuove sfide sul versante della responsabilità etica, sociale e ambientale.

Se pensiamo agli algoritmi di calcolo basati sull’intelligenza artificiale, se da una parte è vero che, nel lungo periodo, generano riduzioni di costo interessanti, dall’altra, se usati da soli, possono portare a decisioni di pricing e ad assunzioni di rischio non completamente spiegabili.

Oppure, se consideriamo la possibilità di sfruttare le nuove tecnologie per un accesso continuo e in tempo reale ai dati affinché i clienti possano assumere decisioni di investimento tempestive, solo coloro che possono permettersi la strumentazione hardware adatta potranno beneficiare appieno di queste funzionalità.

Senza trascurare il consumo di energia e l’impatto sull’impronta ecologica da parte delle nuove tecnologie, dei relativi protocolli d’uso e delle infrastrutture richieste.

Tuttavia, diversi istituti finanziari stanno cercando di trovare la loro personale risposta a questo tipo di sfide attraverso nuovi modelli di business, architetture tecnologiche dedicate e collaborazioni.

Alcuni esempi italiani di servizi finanziari Green

Illimity, gruppo bancario guidato da Corrado Passera e di recente costituzione (è presente sul mercato azionario da marzo 2019), nasce con l’idea di rompere con il paradigma attualmente esistente di banca.

Illimity infatti incorpora la tecnologia nel suo modello di business per proporre servizi avanzati alla clientela retail; l’innovazione viene vista e vissuta come valore aziendale pervasivo in tutte le divisioni e i dipartimenti della banca, in una logica di open source che favorisca la condivisione di esperienze e competenze e non più come mero appannaggio della funzione Ricerca e Sviluppo.

Inoltre, Illimity ha deciso di specializzarsi nella fornitura di credito alle Pmi ad alto potenziale ma con rating di credito ancora basso o addirittura senza un rating assegnato che quindi hanno difficoltà a reperire fonti di finanziamento per i progetti di sviluppo e per le operation di business.

Con un modello più tradizionale di banca popolare, costituita nella forma di società cooperativa per azioni e con un’interessante distribuzione territoriale in Italia e in Spagna, Banca Etica già nello statuto pone la Finanza Etica al centro dei propri valori ispiratori.

Nel corso della sua storia, ha sempre dato spazio a progetti di microcredito e di microfinanza in quanto veri e propri strumenti di sviluppo imprenditoriale e di lotta alla povertà, soprattutto nelle realtà maggiormente depresse e per quelle categorie sociali più svantaggiate.

Ma l’erogazione del credito da sola non basta a creare valore e così Banca Etica integra la sua offerta con attività di affiancamento e di formazione mirata per gli imprenditori, attraverso una cooperazione attenta con partner selezionati.

Per il 2020, nella prima edizione del suo Report di Impatto, Banca Etica arriva a quantificare gli impatti positivi generati dai crediti erogati a imprese e a organizzazioni in termini contrasto al cambiamento climatico, inserimento nel mondo del lavoro di persone svantaggiate, tutela dell’ambiente, salute, cooperazione internazionale.

Intesa Sanpaolo ha incorporato gli obiettivi dell’Agenda 2030 nel Piano di Impresa 2018-2021 e si propone come partner di riferimento per le iniziative Esg, con un’attenzione particolare agli aspetti di natura ambientale.

È stata infatti la prima banca italiana a emettere un Green Bond per un valore complessivo pari a 500 milioni di euro e ha erogato, nel 2019, oltre 2 miliardi di euro di finanziamento per iniziative di Green e Circular Economy, ovvero il 3,7% del totale dei finanziamenti concessi.

Per essere maggiormente incisivi nel perseguimento degli obiettivi previsti dalla Circular Economy, Intesa Sanpaolo ha stipulato un accordo con Fondazione Cariplo per dare vita al Circular Economy Lab, un motore di progetti di innovazione volti divulgare e a promuovere iniziative di economia circolare attraverso una rete capillare diffusa in tutto il territorio.

Ed è di pochi giorni fa la notizia che Bper Banca è entrata a far parte della prestigiosa A List per la lotta al cambiamento climatico, ottenendo un importante riconoscimento da parte di Cpd, Carbon Disclosure Project, per le numerose attività messe in campo per la diminuzione di emissioni e, più in generale, per la mitigazione dei rischi climatici (per la lista completa consultate questo link).

Bper, Istituto Finanziario da sempre attento alla valorizzazione del territorio e dell’economia locale, negli ultimi anni ha appoggiato iniziative a supporto delle piccole e medie imprese (Bper Life for Energy) e delle famiglie (mutui e prestiti green, oltre all’ecobonus 110%), impegnandosi in attività di finanziamento sostenibile.

Quattro diversi modelli da cui prendere ispirazione senza però trascurare le peculiarità della propria cultura e dei valori aziendali: la sfida alla finanza Sostenibile è aperta!

Chiara Guizzetti Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora in Adfor come referente per l’area Internal Audit e Compliance (consulenza, formazione aziendale e universitaria). Crede nel valore dell’etica, della sostenibilità e del network tra persone e imprese. Appassionata di pilates e corsa | Linkedin
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