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Alla lotta contro l’inquinamento da plastica si unisce anche Ibm

inquinamento da plastica
Foto fornita da Alliance to End Plastic Waste

Il problema dell’inquinamento da plastica, lo sappiamo, è enorme e non più procrastinabile; alle iniziative di contrasto al plastic pollution si è unita anche Ibm che aiuterà l’Alliance to End Plastic Waste a progettare e lanciare la piattaforma Prism

I ricercatori stimano che dall’inizio degli anni ’50 siano state prodotte più di 8,3 miliardi di tonnellate di plastica: circa il 60% di quella plastica è finito in una discarica o nell’ambiente naturale.

Salta subito all’occhio, dunque, la drammaticità della situazione. Due le strade, urgenti da percorrere: la prima è limitare la produzione di plastica – eliminando la plastica monouso, perché agli attuali ritmi è impossibile mettere in atto azioni e politiche di smatimento efficaci – mentre la seconda è intervenire per il recupero e la gestione dei rifiuti plastici dispersi nell’ambiente.

I numeri rendono meglio la drammaticità della situazione e, se consideriamo la timeline dell’inquinamento da plastica, ci rendiamo conto del tempo sprecato… giusto per ripercorrere i passi di quella che, insieme al contrasto ai cambiamenti climatici, è – o dovrebbe essere – una priorità per la politica e per le aziende:

  • tra gli anni ’50 e ’70 la quantità di plastica prodotta era facilmente gestibile
  • negli anni ’90 la quantità di rifiuti in plastica è più che triplicata in soli 30 anni, seguendo il trend di crescita dei prodotti plastici
  • nei primi anni 2000 la quantità di rifiuti plastici è cresciuta, in dieci anni, molto più di quello accaduta nei precedenti 40 anni
  • oggi si producono 300 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica ogni anno, più o meno il peso dell’intera popolazione mondiale

Non è quindi solo l’allarme di qualche ambientalista fanatico: le stesse isole in plastica che si stanno formando negli oceani, le microplastiche che ormai sono presenti in tutti i pesci e, in definitiva anche nell’uomo, ci ricordano il problema ogni giorno.

Da qui nasce l’impegno della Alliance to End Plastic Waste, costituita nel gennaio 2019, organizzazione senza scopo di lucro che comprende più di 50 aziende associate, partner di progetto, alleati e sostenitori che si muovo con un unico obiettivo, porre fine alla dispersione dei rifiuti plastici nell’ambiente.

Investendo ingenti risorse finanziarie nei prossimi cinque anni – circa 1,5 miliardi di dollari – per finanziare e incubare progetti e programmi pilota che creino valore dai rifiuti di plastica e sostengano la realizzazione di progetti di economia circolare.

A questo sforzo si aggiunge anche Ibm, azienda che da ssempre fa ricerca avanzata nei suoi laboratori di ricerca, registrando centinaia di progetti innovativi ogni anno, il cui impegno per l’ambiente risale al 1971, quando pubblicò la sua prima dichiarazione di politica ambientale.

piattaforma prism - ibm - Alliance to End Plastic Waste

Con la sua entrata nell’alleanza, Ibm collaborerà alla progettazione di Prism, una nuova piattaforma dati ospitata sul suo Cloud, che dovrà tenere traccia dei rifiuti plastici e contribuire al loro recupero a livello globale.

Prism – Plastics Recovery Insight and Steering Model – servirà come unica fonte coerente e sicura di dati raccolti dalle azioni intraprese da Ong, comunità, autorità di regolamentazione e altre organizzazioni, per migliorare le decisioni e i programmi di gestione dei rifiuti.

Le principali aree di intervento della piattaforma Prism comprenderanno il consumo e la raccolta della plastica, i rifiuti plastici generati e dispersi nell’ambiente, la gestione dei rifiuti e le soluzioni di riciclo in atto.

Oltre a questa collaborazione, Ibm ha avviato un programma, gratuito, di educazione alla sostenibilità insieme a Chesapeake Bay Foundation, The Nature Conservancy e Wwf-Uk, per sensibilizzare i consumatori a una maggiore attenzione verso le scelte sostenibili dei loro brand di fiducia.

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