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La pelle sostenibile di Be Green Tannery

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Be Green Tannery

Il metodo ecologico e brevettato per l’industria conciaria da Be Green Tannery è frutto di una lunga ricerca. Permette di ottenere un materiale metal free di alta qualità e molto resistente e un grande risparmio di acqua

Una ricerca durata cinque anni ha permesso all’azienda Be Green Tannery di Solofra, in provincia di Avellino, di mettere a punto un materiale unico, metal free, ottenuto da un processo brevettato che ha ottenuto la certificazione della Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli (Ssip).

Si tratta di un metodo di lavorazione che riduce gli sprechi di acqua ed è alimentato da energia ottenuta da fonti rinnovabili. Questa lavorazione permette di ottenere un materiale durevole e di basso impatto ambientale.

Le nostre pelli derivano da animali allevati per la macellazione: quello che facciamo è nobilitare un prodotto di scarto, dando origine a un nuovo ciclo ed evitando che diventi un rifiuto inquinante – spiega Felice De Piano, fondatore di Be Green Tannery – Un processo che tutela l’ambiente, ma non trascura la qualità e fa sì che i nostri materiali, estremamente durevoli, siano adatti per la piccola e la grande pelletteria, per le calzature e l’abbigliamento. All’origine del progetto c’è l’esigenza di differenziarci con un prodotto più sostenibile, ma allo stesso tempo in grado di rispettare gli alti standard richiesti dai nostri clienti, aziende italiane e internazionali che operano nel settore del fashion luxury. Imprese che sempre più spesso sono alla ricerca di materie prime che affianchino qualità e attenzione all’ambiente.

Be Green Tannery, metal free e lavorazione green

Il materiale Be Green Tannery si caratterizza per una concentrazione di metalli inferiore allo 0,1% (1000 mg/kg), mentre solitamente il valore tocca i 10.000 mg/kg con presenza, oltre al cromo, anche di alluminio, titanio, zirconio e ferro.

Inoltre, l’impatto ambientale risulta inferiore grazie alla significativa riduzione di tempi di lavorazione, consumo energetico e idrico: sono 24 le ore di produzione richieste rispetto alle 36 dei classici metodi di conciatura, 360 i kW contro 540 e 7mila i litri d’acqua necessari in contrapposizione ai 10mila normalmente utilizzati.

Il prodotto finale è resistente allo strappo, alla trazione e alla distensione e presenta performance migliori in condizioni di calore secco rispetto a un cuoio conciato al cromo.

L’azienda fondata nel 2018 da Felice e Annalisa De Piano si posiziona nell’ambito dell’economia circolare che si sta diffondendo anche nella moda.

Secondo il report Circular Fashion l’economia circolare nel settore genera oggi 3 miliardi di dollari ed è un concetto sempre più percepito dai consumatori. Da uno studio McKinsey è risultato che 6 consumatori su 10 dichiarano di avere cambiato il loro modo di vivere per diminuire l’impronta ecologica.

Le imprese di moda quindi dovrebbero impegnarsi nella riduzione dell’inquinamento e nella maggiore attenzione alla salute e al benessere dei dipendenti, soprattutto quelli impiegati in Asia.

Silvia Massimino Silvia Massimino: è convinta che le scelte di tutti i giorni possono fare la differenza. Da tanti anni si occupa di moda, in particolare di moda sostenibile, per informare e comunicare gli sviluppi del settore; è stata attivista per i diritti degli animali, altra sua grande passione | Linkedin
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