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Sempre più verde e collaborativa l’industria della carta

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L’industria della carta nel nostro Paese si fa sempre più efficiente, anche per sostenere gli altri costi di produzione. Una buona strada è quella di collaborare, come hanno appena fatto la cartiera Pigna e Arbos

Sempre più fantastico il mondo della carta: alzi la mano chi può fare senza questo materiale per vivere meglio che è sempre più circolare, efficiente (soprattutto dal punto di vista energetico) e creativo.

Lo confermano i dati pubblicati da Assocarta: più del 60% della produzione proviene da fibre riciclate (e ogni punto percentuale di riciclato in più significano 84.000 tonnellate in più da immettere nel sistema), mentre negli imballaggi siamo a oltre l’80% di riciclo.

Secondo Lorenzo Poli, presidente di Assocarta, c’è una forte apprezzamento della carta da riciclare con quotazioni in salita negli ultimi mesi, soprattutto sulle qualità miste e quelle per ondulatori (Occ).

Il trend è  che sia possibile migliorare ancora raccolta e selezione, applicando la digitalizzazione e incrementare le capacità di riciclo interno, dotando il territorio di adeguate infrastrutture per il trasporto e la gestione degli scarti derivanti dal riciclo.

Certo, l’aumento delle quote CO2 ai sensi della direttiva Emissions Trading (Ets) incidono sui costi 39/40 euro a tonnellata. Ma questo vale per tutti i mercati: “è necessario – secondo Polidare una rapida attuazione al meccanismo delle compensazioni a livello nazionale“.

Industria della carta ed efficienza energetica

Il settore cartario, fortemente focalizzato sulla transizione energetica, sta lavorando sulle tecnologie di produzione di biogas e biometano. Un contributo significativo potrebbe infatti venire dalla produzione di queste fonti di energia utilizzando i residui del processo cartario, con importanti risparmi di conferimento di rifiuti pari a 200.000 tonnellate.

Oggi il biometano è incentivato solo per l’utilizzo nei trasporti. Il settore auspica quindi l’introduzione di incentivi anche per gli utilizzi industriali.

In materia di risparmio di risorse, investimenti in tecnologie di recupero energetico degli scarti del riciclo della carta, comporterebbero risparmi in termini di rifiuti non prodotti per 125.000 tonnellata l’anno.

In questo caso le tecnologie sono ampiamente disponibili e già utilizzate dai nostri competitor europei. In Italia occorre sostenere la bancabilità di questi investimenti e la loro accettazione a livello territoriale.

Gli investimenti in fonti rinnovabili elettriche rappresentano un’ulteriore possibilità di riduzione delle emissioni per il settore per circa 124.000 tonnellate di CO2. Occorre supportare l’utilizzo di aree industriali dismesse per l’installazione di fotovoltaico prevedendo l’estensione della disciplina relativa all’autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili e delle comunità energetiche rinnovabili.

L’accordo Pigna-Arbos

Importanti sono anche gli accordi di collaborazione. Ultimo in ordine temporale quello siglato tra la cartiera Pigna (da poco inserita nell’albo dei marchi italiani d’interesse nazionale) e Arbos, fra le poche aziende europee del settore ad avere ottenuto la certificazione BCorp, che riconosce come finalità d’impresa non solo quella di realizzare profitto, ma anche quella di  contribuire al benessere della società.

Assieme le due aziende svilupperanno una sinergia commerciale e produttiva per lo sviluppo di nuove collezioni di articoli stationery 100% sostenibili.

La collaborazione tra Pigna e Arbos prevede sinergie nello sviluppo dei prodotti, a partire dalla selezione delle materie prime, fino alla commercializzazione sul mercato.

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