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L’auto del futuro? Passa dal cloud e dall’intelligenza collettiva

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mobilità del futuro
Foto di Buffik da Pixabay

Come sarà l’auto del futuro? Oggi la discussione verte soprattutto sul tipo di alimentazione che spingerà i veicoli della nuova era… elettrico, carburanti puliti, idrogeno. Vedremo, nel frattempo, però, la tecnologia avanza e lavora a una mobilità intelligente e sicura

Il dibattito sull’auto del futuro viene troppo spesso ridotto al tipo di propulsione che adotteranno i prossimi mezzi di trasporto privati.

In realtà il discorso sulla mobilità del futuro è molto più ampio e coinvolge anche il ruolo dell’urbanizzazione, il rapporto tra cittadini e autoveicoli, la progettazione degli spazi ma, soprattutto, le tecnologie abilitanti a un modo di spostarsi più intelligente – congestion free – e certamente più sicuro.

Secondo i dati Istat gli incidenti stradali nelle grandi città italiane hanno contato nel 2019 il 24,7% del totale (42.539) – le statistiche del 2020 risentono delle limitazioni agli spostamenti a causa della situazione sanitaria e hanno segnato un ovvio calo di questi  numeri.

Un incidente su 4 avviene dunque nelle aree urbane e potrebbe probabilmente essere evitato se le auto disponessero di sistemi di sicurezza assistita, basati sulla tecnologia per arrivare a una mobilità più sicura e intelligente.

Sicurezza maggiore grazie all’intelligenza collettiva

Tecnologia a cui sta lavorando Audi per migliorare la funzione Local Hazard Information (Informazioni sui pericoli) inserita nel sistema Car2X. Le evoluzioni tecnologiche si basano infatti su un sistema per mettere in comunicazione ogni singola auto con il cloud e una piattaforma inedita che permette di stimare le variazioni nel coefficiente di attrito tra pneumatici e asfalto.

Questa tecnologia può rilevare i minimi cambiamenti di aderenza del manto stradale, inviare i dati al cloud per l’elaborazione e, quindi, avvisare più rapidamente i conducenti di potenziali situazioni di pericolo.

Come funziona la piattaforma Car2X

Il software elaborato da Audi può stimare il coefficiente di attrito tra gli pneumatici e la superficie stradale, utilizzando i dati che arrivano dai sensori, come lo slittamento delle ruote e le informazioni generate dalla gestione dell’assetto.

I dati, resi anonimi, raccolti dall’elettronica dell’auto vengono trasmessi al cloud di Noiira Dynamics AB, vengono quindi aggregati  e combinati con i metadati, come le informazioni meteorologiche attuali e storiche, per poi essere inoltrati a Here Technologies, la cui piattaforma di localizzazione rappresenta la rete stradale sotto forma di un preciso modello tridimensionale.

Dati, metadati e localizzazione vengono poi combinati e analizzati per inviare gli alert appropriati alle auto che si trovano o si dirigono verso le aree in cui si potrebbero verificare problemi.

Maggiore è il numero di veicoli che forniscono i dati, più il sistema può apprendere, analizzare, mappare e dunque condividere le informazioni con i conducenti.

Questo è il principio base che definisce il funzionamento dei dati dello sciame e dell’intelligenza collettiva e che, nel 2021 in Europa, conterà su oltre 1,7 milioni di veicoli del Gruppo Volkswagen che alimenteranno questo flusso informativo.

Un sistema che porterà benefici anche alle città e all’ambiente, oltre che alla sicurezza dei singoli veicoli; infatti, attraverso il sistema Car2X Audi, le amministrazioni comunali potranno ottimizzare il proprio servizio di sgombero neve e ridurre l’impatto ambientale utilizzando meno sale antighiaccio.

Inoltre, i sistemi di assistenza alla guida possono operare secondo logiche predittive e adattarsi con maggior precisione alle condizioni stradali.

Infine, per quanto riguarda le auto, il monitoraggio del sistema di trazione può fornire dati per tarare in maniera ottimale la manutenzione degli pneumatici, per esempio rilevando il livello di usura del battistrada e quindi dell’aderenza.

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