Home Eco Lifestyle Tutto quello che c’è da sapere sul tarassaco: compreso quando raccoglierlo

Tutto quello che c’è da sapere sul tarassaco: compreso quando raccoglierlo

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Foto di S. Hermann & F. Richter da Pixabay

Pianta perenne dalle mille proprietà,il tarassaco è ottimo anche nelle diete dimagranti visto che è in grado di aumentare il nostro senso di sazietà

Il tarassaco (Taraxacum officinale) è una pianta facilmente riconoscibile nei nostri paesaggi. A cominciare dalla tipica infruttescenza dalla forma rotonda e piumosa, chiamata soffione.

Molti di noi, da bambini, lo facevano volare soffiandoci sopra, facendo sì che i suoi semi, trasportati dal vento, si disperdessero nell’ambiente favorendone la riproduzione.

Il tarassaco è una pianta perenne, spontanea, diffusa in tutta Italia, caratterizzata da foglie oblunghe più o meno dentate da cui deriva uno dei suoi nomi più comuni: dente di leone.

Ha uno stelo cavo, che, se tagliato, secerne un lattice di colore bianco dalla consistenza appiccicosa come colla. La fioritura avviene a ondate, ovvero, tutte le piante sbocciano contemporaneamente.

Ad aprile, periodo di fioritura, possiamo osservare la sua tipica caratteristica cioè, ogni pianta produce un unico fiore di un colore giallo acceso.

Tutte le parti della pianta sono commestibili e, quindi, possono essere mangiate, tra marzo e aprile si raccolgono foglie, boccioli e fiori, mentre la radice tra settembre e ottobre.

Il tarassaco è una delle poche piante che possiamo raccogliere tranquillamente senza mettere a repentaglio la sopravvivenza della specie data la sua grandissima diffusione.

Proprietà naturali del tarassaco

Sin dall’antichità la radice, ma soprattutto le foglie, venivano consumate per scopi alimentari, per le sue particolari caratteristiche nutrizionali è considerata una verdura particolarmente utile per l’organismo.

Le foglie apportano 20 kcal per porzione media (50 grammi) e sono ricche di protovitamina A, vitamina C e molecole antiossidanti utili per prevenire sia le malattie cardiovascolari che l’invecchiamento cellulare.

Presenta numerose vitamine del gruppo B e minerali quali calcio, magnesio e ferro; le foglie sono anche ricchissime di fibre (3,5%) e di acqua (85-93%), qualità che favoriscono sia il regolare funzionamento intestinale che la diuresi.

La radice, se raccolta nel suo tempo balsamico (settembre-ottobre) può contenere fino al 40% di inulina, una molecola  che una volta introdotta nel nostro organismo non viene né degradata né assorbita, arrivando direttamente nel colon da fibra solubile.

Questa fibra ha la capacità di stimolare la peristalsi intestinale ed è quindi, indicata per la prevenzione e la cura della stitichezza cronica, nel colon irritabile, in caso di meteorismo, flatulenza e diverticolosi.

Ottima anche nelle diete dimagranti visto che aumenta il senso di sazietà.

Il tarassaco in cucina

Le foglie tenere, leggermente amare, possono essere aggiunte all’insalata, quelle più dure e tenaci possono essere, invece usate per fare frittate o torte salate.

Possono essere mangiati anche i capolini prima che si sviluppi il fiore, crudi o sotto sale o sotto aceto, come i capperi.

Le radici raccolte in autunno, invece, possono essere seccate e tostate e costituiscono un buon sostituto del caffè.

Maria Anna Esposito Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | e-mail | Instagram
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