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L’Italia non ha mezze misure, fra desertificazione e bombe d’acqua

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indice di vulnerabilità - calamità naturali
Foto di Joseph thomas da Pixabay

Le previsioni non sono rosee, poche azioni e troppo alti gli eventi metereologici estremi. Tant’è che l’Italia è posizionata negli ultimi posti in Ue nell’indice di vulnerabilità

Il 21% del territorio italiano è a rischio desertificazione. Ne sono ben consci i gestori pubblici dell’acqua. Un po’ meno forse i cittadini. Ma l’allarme è elevato.

Il 70% della Sicilia presenta un grado medio-alto di vulnerabilità ambientale, così come il 58% del Molise, seguite da Puglia (57%) e Basilicata (55%). Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Campania sono le restanti regioni nelle quali la percentuale di territorio a rischio è compresa fra il 30% e il 50%.

La classifica delle zone a rischio desertificazione l’ha appena stilata The European House – Ambrosetti su dati Mipaf ed European Severe Weather Database, 2021.

Un lavoro costante che nasce in seno alla Community Valore Acqua per l’Italia, cui fanno parte una quindicina di partner che rappresentano una sorta di multi-stakeholder dedicata alla gestione della risorsa acqua come driver di sostenibilità, competitività e sviluppo industriale, con l’obiettivo di presentare proposte al Governo e al Sistema Paese.

Che non mancheranno a fronte degli alti investimenti necessari, che finora sono stati scarsi, per far fronte alla situazione critica del sistema acqua italiano estremamente esposto ai cambiamenti climatici.

Nel periodo 2013-2019 – fa notare il report stilato da appena stilata The European House – Ambrosetti – lo Stato ha assegnato solo l’8% (959 milioni di euro) di quanto le Regioni abbiano richiesto (11,4 miliardi di euro) per far fronte ai danni derivanti da calamità naturali.

12 regioni hanno chiesto lo stato di calamità naturale per l’elevato tasso di siccità, 11 regioni hanno chiesto lo stato di calamità naturale per il maltempo. 16 regioni hanno chiesto lo stato di calamità naturale per siccità e maltempo.

Le previsioni non sono rosee: poche azioni e troppo alti gli eventi metereologici estremi. Tant’è che l’Italia è posizionata negli ultimi posti in Ue nell’indice di vulnerabilità.

report ambrosetti - tabella 1

Basta dare un occhio all’andamento del 2020 per rendersene conto. Nel primo trimestre 2020, le elevate temperature e la mancanza di piogge hanno causato la perdita di 23,4 miliardi di m3 di acqua, pari alla portata dell’intero Lago di Como.

Le piogge sono meno frequenti, ma sempre più intense. Nel periodo 2010-2020, gli eventi metereologici estremi legati all’acqua hanno interessato 507 Comuni.

Non basta più aprire l’ombrello per sentirsi riparati. Nubifragi e grandinate sono ormai all’ordine del giorno durante il periodo estivo. Nel periodo gennaio-ottobre 2020 si sono verificati 86 casi di allagamento da piogge intense, 15 esondazioni fluviali, 13 casi di danni a infrastrutture critiche e 9 frane da piogge intense.

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