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Come sarà la mobilità urbana di domani? Digitale e condivisa!

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guida autonoma e digitalizzazione
Foto di Jonas Leupe da Unsplash

Come sarà la mobilità nelle nostre città in futuro? Guida autonoma, condivisione, motori elettrici… immaginarsi il mondo che verrà non è facile, ma alcuni segnali già mostra che digitale e sharing impatteranno fortemente sul modo di muoversi in città

Un dato numerico per inquadrare il problema delle nostre città: l’auto, mediamente, viene usata soltanto per l’8% del tempo, mentre per il restante 92% rimane ferma. Creando problemi di spazi, ovviamente, ma anche di sicurezza.

Biciclette e pedoni – e ora anche monopattini – che devono muoversi destreggiandosi tra veicoli in sosta, con conseguenze anche sulla sicurezza. Il primo elemento che caratterizzerà la mobilità urbana del futuro, quindi, sarà sicuramente legato allo sharing dei veicoli.

Secondo l’Osservatorio sull’Electricity Market dell’E&S Group del Politecnico di Milano, infatti, “nel 2020 in città si sono registrati 25mila veicoli in sharing, 8 milioni di noleggi e 40 chilometri percorsi in media“.

Sono numeri in crescita rispetto agli anni passati – e nonostante il lockdown che ha ridotto questo tipo di attività – e che si aggiungono alla crescita del mercato dell’auto elettrica.

Per comprendere meglio questa trasformazione, epocale, abbiamo rivolto alcune dimande ad Andreas Knie, esperto di trasporti e professore di Sociologia all’Università Tecnica di Berlino, già direttore del Centro di Innovazione per la mobilità e il cambiamento sociale.

andreas knie

Dal 1988 lavora per il Centro di Ricerca per le Scienze Sociali di Berlino (Wzb) dove ha fondato il gruppo di progetto Mobilità ed è attualmente uno dei leader del gruppo di ricerca sulla mobilità digitale e il cambiamento sociale.

Oggi, il principale problema delle nostre città è la mancanza di spazio: come si potrà risolverlo in futuro?

La mobilità del futuro sarà molto diversa: la guida autonoma farà sparire le auto parcheggiate. I veicoli si fermeranno solo per far salire o scendere i passeggeri, che li avranno chiamati con i propri smartphone prima di uscire di casa.

Questi shuttle robotici ci porteranno ovunque vogliamo andare, da soli o insieme ad altre persone, 24 ore su 24. Per questo non ci sarà bisogno di lasciare le auto parcheggiate, liberando spazio prezioso anche per altri sistemi di trasporto.

La guida autonoma è sicuramente affascinante, ma i cittadini si abitueranno a non possedere più l’automobile ma a usare servizi in sharing?

Possedere un’auto nelle aree urbane potrebbe diventare un concetto superato. Dobbiamo renderci conto che stiamo uscendo da un’era in cui le auto sono state il mezzo di trasporto dominante.

Se consideriamo una città come Berlino, attualmente le automobili sono responsabili di più del 40% del traffico e occupano l’80% dello spazio; il resto è diviso tra autobus, treni, biciclette e pedoni.

Per questo abbiamo bisogno di una distribuzione più equilibrata tra i diversi mezzi di trasporto e dobbiamo smettere di costruire così tanto.

Sharing e guida autonoma – ma anche auto elettrica – significheranno anche digitalizzazione…

La digitalizzazione avrà un ruolo sempre più determinante. Idealmente, tutti i mezzi di trasporto dovrebbero essere riuniti in un’unica app, per poter scegliere il fornitore preferito attraverso cui prenotare tutto, dall’autobus, alla bici, all’auto.

Le aziende di trasporto pubblico dovranno essere più flessibili. Ognuno di noi ha adattato il proprio stile di vita durante la pandemia e ora molte persone vanno in ufficio solo due o tre volte alla settimana.

Il tempo e lo spazio del lavoro sono cambiati ma, per esempio, i prezzi delle linee ferroviarie sono rigidi esattamente come prima del Coronavirus. Questo deve cambiare.

Osseveremo un sempre più poderoso sviluppo della sharing economy quindi?

Certamente! Evidentemente si è compreso che i 48 milioni di auto circolanti in Germania sono troppi; dopodiché, pensando fuori dagli schemi, ci si è domandati quali fossero le esigenze reali delle persone.

Tuttavia non credo che i servizi di mobilità diventeranno il core business delle case automobilistiche, che continueranno a concentrarsi sulla produzione di veicoli.

Nella sua visione, nelle città le auto a guida autonoma diventeranno un mezzo di trasporto pubblico e i clienti principali saranno le stesse municipalità e le aziende di trasporti locali, che acquisteranno i mezzi per le loro attività.

Secondo la visione di Andreas Knie le case automobilistiche dovrebbero unire le forze con gli operatori pubblici affinché gli shuttle autonomi possano integrarsi con autobus e treni.

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