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Salvare il Pianeta, leggendo i dati che Copernicus ci invia dallo Spazio

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Immagine da Depositphotos

Il programma Copernicus rappresenta la pietra miliare degli sforzi dell’Europa per monitorare la Terra e i suoi ecosistemi, attraverso avanzati sistemi di tele-rilevamento satellitare.

In questi ultimi due anni si è parlato spesso di pandemic fatigue, in riferimento all’ansia e alla stanchezza per la pandemia. Ma si soffre ormai anche di climate fatigue.

Il 2021 lancia l’allarme rosso per l’umanità e le città hanno un ruolo vitale da svolgere nel guidare il cambiamento. Ce lo mostrano i dati del Copernicus Climate Change Service, il programma europeo che pubblica il suo report European State of the Climate 2021.

Il programma satellitare europeo Copernicus, formato da una costellazione di satelliti chiamati sentinelle, rappresenta la pietra miliare degli sforzi dell’Europa per monitorare la Terra e i suoi ecosistemi, attraverso avanzati sistemi di tele-rilevamento satellitare.

Il programma mette a disposizione di cittadini, autorità pubbliche, scienziati e imprese un’enorme quantità di informazioni sul nostro Pianeta, in modo completo, aperto e gratuito.

Il report, giunto alla sua quinta edizione e pubblicato in occasione della Giornata della Terra, fornisce degli indicatori chiave e delle analisi esaustive sulle condizioni climatiche nel 2021, mostrando l’evoluzione dei pericoli climatici in Europa, che vedono un aumento dei giorni di calore e di precipitazioni a livelli estremi.

I dati del quinto rapporto del Copernicus Climate Change Service

Nel 2021 l’Europa ha vissuto l’estate più calda. È stato il quinto anno più caldo mai registrato, lievemente più caldo del 2015 e 2018.

Solo con sforzi decisi e sostenuti da dati di osservazione faremo la differenza nella nostra lotta contro la catastrofe climatica” dice Vincent-Henri Peuch, direttore del Copernicus Atmosphere Monitoring Service, durante la conferenza stampa di presentazione del report sullo stato europeo del Clima 2021.

Nel corso del 2021, gli impatti del cambiamento climatico sono stati evidenti in tutto il mondo, dagli incendi in Grecia e in California alle inondazioni in Europa centrale, Giappone e Africa orientale.

E mentre il mondo combatte la pandemia da Covid-19, quest’anno deve comunque segnare una svolta nella lotta per l’azione climatica. È necessaria un’azione immediata per fermare le emissioni globali di gas serra, evitare nuove emissioni, progettare infrastrutture resilienti e passare alle energie rinnovabili.

Ne è convinto anche Mauro Facchini, head of Earth Observation Unit – Dg Defence Industry and Space European Commission, che durante la conferenza stampa di presentazione del report sullo stato europeo del Clima 2021, ha sottolineato l’importante ruolo della componente Copernicus per l’osservazione della Terra nei prossimi anni.

Tra le priorità di Copernicus, ci dice ancora Mauro Facchini, c’è quella di “accelerare la transizione digitale ed ecologica in linea con il Green Deal dell’Ue“.

Importante anche il punto di vista dall’Italia, che ha una lunga storia di ricerca spaziale, oltre che industriale.

La mole di dati che avremo dallo spazio e la capacità di estrarne informazioni utili, rendono possibile costruire modelli del Pianeta che, sfruttando le capacità di monitoraggio continuo dallo spazio, renderanno possibile la comprensione dei fenomeni e più efficaci azioni di mitigazione in campo ambientale.

È evidente quindi, l’urgenza di potenziare gli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici e la condivisione di conoscenze e tecnologie anche sul territorio nazionale, per migliorare la capacità di adattamento, rafforzare la nostra resilienza e ridurre la vulnerabilità.

La strategia europea di adattamento ai cambiamenti climatici, mira a plasmare un’Europa resiliente entro il 2050, richiedendo informazioni più affidabili sui cambiamenti climatici, sui loro effetti e sugli interventi di adattamento necessari.

Il meccanismo di protezione civile europeo, impone inoltre agli Stati membri dell’Ue di presentare all’Europa delle periodiche valutazioni nazionali dei rischi.

La costellazione di Copernicus al servizio dei territori

La condivisione della conoscenza non avviene a senso unico, ma si costruisce attraverso un circolo continuo di scambio tra scienza e cittadini.

La sola tecnologia non basta per far fronte all’eco-ansia delle città. I cittadini europei, gli amministratori, i ricercatori, gli utenti commerciali e privati, così come la comunità scientifica internazionale, possono trarre beneficio in molti modi dalle informazioni fornite dai servizi di Copernicus.

Questi ultimi, elaborano una serie di dati che coprono diversi decenni e che ci permettono di rilevare i cambiamenti e le tendenze nel nostro ambiente e di riadattare il futuro sotto diversi scenari:

  • monitoraggio atmosferico e dell’ambiente marino
  • monitoraggio del territorio
  • cambiamento climatico
  • gestione delle emergenze
  • sicurezza

Da un sondaggio di Eurobarometro, tra marzo e aprile 2021 sono stati intervistati circa 30mila cittadini che, alla domanda “quale pensate sia il più serio problema per il mondo?“, il 18% del campione ha risposto “il cambiamento climatico“.

E anche secondo un sondaggio realizzato in Italia nell’autunno del 2021 dall’Istituto Affari Internazionali, il cambiamento climatico è giudicato una minaccia per la sicurezza nazionale dall’89% degli intervistati.

Di fronte a questa realtà e questi scenari futuri, come si stanno preparando le città? Le città devono infatti contribuire a dimezzare le emissioni globali entro il 2030 e fissare obiettivi climatici basati sulla scienza per rimanere sul percorso di un aumento della temperatura di 1,5°C.

La collaborazione e l’azione a molteplici livelli fanno parte della nuova normalità, per permettere un’azione ambiziosa per il clima.

Di fronte all’emergenza climatica, si stanno gettando le basi per un’azione climatica giusta, inclusiva, olistica e rispettosa della natura.

Gli strumenti per adattarsi ai cambiamenti climatici si presentano sotto varie forme: piani, progetti, strategie. La scelta delle azioni e la definizione degli strumenti dipende da molti aspetti, inclusi lo stato di avanzamento dei piani e dei progetti e l’opportunità rispetto alle esigenze specifiche dei territori.

Il quadro che ne emerge è estremamente variegato e i dati che il programma Copernicus mette a disposizione, ci dicono per esempio che delle soluzioni nel breve e medio termine, devono essere trovate per la pianificazione urbana e regionale:

  • monitoraggio dell’uso del suolo e dei cambiamenti d’uso dello stesso
  • dettagliata mappatura ad alta risoluzione delle principali città europee, a sostegno della pianificazione urbana e per assicurare uno sviluppo bilanciato e sostenibile

In agricoltura, poi, è necessaria una valutazione periodica delle aree coltivate; un monitoraggio dello sviluppo delle coltivazioni su scala regionale e globale; una valutazione della sicurezza alimentare; una stima del raccolto; un sostegno alle pratiche agricole sostenibili, anche attraverso la stima del fabbisogno idrico.

Un altro ambito di intervento è quello della protezione civile e degli aiuti umanitari e la sicurezza: attraverso il Centro europeo di coordinamento di risposta all’emergenza e ai dati forniti da Copernicus, è possibile prevedere e gestire la risposta alle catastrofi e alle crisi umanitarie.

Accurate informazioni da parte dei geografi possono facilitare il soccorso alle popolazioni, gestire al meglio la logistica, le infrastrutture d’approvvigionamento di acqua dolce.

E se sommate a quelle dei demografi si può intervenire sulle strutture sanitarie e ambientali per le aree colpite da calamità naturali o disastri causati dall’uomo.

Inoltre, supporto alle azioni esterne dell’Europa, comprese le operazioni per il mantenimento della pace, monitoraggio delle frontiere terrestri e marittime europee e sorveglianza marittima.

Rispetto al cambiamento climatico, i dati satellitari possono generare solide prove scientifiche per le variabili del livello delle precipitazioni e degli eventi di siccità.

Per la cooperazione e lo sviluppo le applicazioni dei dati sono utili per monitorare l’agricoltura e la sicurezza alimentare, la deforestazione, la desertificazione e la biodiversità nei Paesi in via di sviluppo, in collaborazione con i Paesi partner e le organizzazioni internazionali, come l’Unione Africana e l’Onu.

Per il settore energetico, i dati di Copernicus supportano la selezione e la gestione dei siti di produzione di energie rinnovabili, attraverso la fornitura di informazioni su alcune caratteristiche, tra cui:

  • la presenza di riserve idriche, il livello delle precipitazioni e la neve accumulata durante l’inverno
  • il monitoraggio di infrastrutture critiche, come le centrali nucleari, o la protezione di infrastrutture essenziali come le centrali elettriche o gasdotti/oleodotti
  • la valutazione dell’efficienza energetica negli impianti industriali e negli edifici privati.

Per l’ambiente, i dati favoriscono:

  • il monitoraggio della composizione atmosferica, della neve, del ghiaccio e della biodiversità
  • la valutazione dei parametri del ciclo dell’acqua, come umidità del suolo o analisi dei corpi idrici
  • il monitoraggio delle foreste e delle zone costiere
  • il monitoraggio periodico del suolo e la valutazione delle superfici impermeabilizzate
  • la valutazione dei danni al patrimonio forestale e il monitoraggio della desertificazione
  • il monitoraggio degli oceani e dei mari europei, dell’ambiente marino e costiero, della qualità delle acque marine
  • le osservazioni del colore dell’oceano e il livello del mare

Il tema della salute è anche interessato dai dati che giungono dallo spazio: monitoraggio della qualità dell’aria in Europa e della composizione atmosferica globale; mappatura dei possibili focolai di epidemie o malattie; pianificazione per le emergenze di salute pubblica.

La blu economy poi, beneficia dell’acquisizione dei big dati satellitari per il monitoraggio dell’ambiente marino per migliorare la conoscenza dello stesso e incoraggiare lo sviluppo sostenibile dell’economia marittima in diversi settori, tra cui le attività off-shore nel settore degli idrocarburi o il turismo costiero e marittimo.

Inclusa anche la fornitura di indicatori di criticità e di indici per la valutazione e la pianificazione delle attività turistiche stagionali, come il manto nevoso, la qualità delle acque balneabili a livello europeo; il contributo alla tutela del patrimonio naturale e culturale.

Anche il settore dei trasporti aerei, terrestri e marittimi sono supportati dai dati che arrivano dallo Spazio, per il monitoraggio delle rotte navali o delle possibili fuoriuscite di idrocarburi; per il controllo del traffico marittimo per motivi di sicurezza; per la sicurezza aeronautica e il supporto al traffico aereo in caso di circostanze eccezionali; per le analisi del rischio geologico e la valutazione del rischio ambientale in aree critiche per i trasporti terrestri.

Crediti immagine: Depositphotos

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