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La nuova mobilità, basata sui motori elettrici, è fondamentale

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ricarica elettrica
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Che si tratti della lotta ai cambiamenti climatici o della riduzione degli inquinanti, il passaggio ai veicoli elettrici è fondamentale. Altrettanto indispensabile è ridurre il numero di auto in circolazione e avere mezzi connessi in rete, così da ottimizzare consumi ed efficienza. Nel nostro Paese non mancano studi ed esperienze d’eccellenza nel campo

La posizione del Parlamento europeo, che ha previsto lo stop al 2035 per i veicoli a benzina, gpl e gasolio, ha suscitato entusiasmi e proteste.

Proteste da parte di chi si dice preoccupato per le conseguenze sull’occupazione, specie dell’indotto (visto che ormai quasi tutte le grandi case automobilistiche sembrano aver abbracciato con convinzione la svolta verso l’elettrico).

Entusiasmi in chi ci vede, in attesa comunque delle decisioni del Consiglio e della Commissione, la conferma della volontà di ridurre le emissioni di CO2 dei trasporti (e la dipendenza dai combustibili fossili).

C’è però un altro aspetto, a cui forse non si presta abbastanza attenzione, che meriterebbe invece di essere messo al centro delle discussioni.

Si tratta dell’abbattimento delle sostanze inquinanti che, secondo Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima), causano oltre 500.000 decessi all’anno solo in Europa.

Anche nel nostro Paese il passaggio all’elettrico porterebbe enormi benefici, visto che Sima ritiene che ogni anno in Italia il traffico abbia un impatto in termini di costi per anni di vita persi compreso tra i 24 e i 34 miliardi di euro.

In attesa del passaggio all’elettrico, ci sono altre opzioni praticabili. Una è investire in ricerca e individuare le categorie che inquinano di più e su cui le misure di riduzione ottengono gli effetti più importanti.

È quanto emerge da uno studio condotto da Matteo Böhm, Mirco Nanni e Luca Pappalardo, pubblicato su Nature Sustainability, che parte dal dato secondo cui il 10% delle strade più inquinate può pesare per quasi il 60% delle emissioni veicolari di tutta la città, mentre il 10% dei veicoli più inquinanti può responsabile di più della metà delle emissioni,

Secondo gli autori della ricerca, rendendo elettrico anche solo l’1% dei veicoli privati più inquinanti in un centro urbano si otterrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 pari a quella ottenuta se una quantità 10 volte maggiore di veicoli scelti a caso fossero elettrici.

Risultati analoghi si avrebbero applicando l’home working in modo mirato a evitare i viaggi sistematici casa-lavoro di una porzione della popolazione. Informazioni preziose per i decisori politici, che dovrebbero definire le misure di riduzione sulla base dati il più possibile precisi.

Un altro modo per ridurre l’inquinamento consiste nel far circolare meno veicoli e uno dei sistemi è il cosiddetto car pooling, quando due o più passeggeri condividono un veicolo di proprietà di uno di loro.

Il Comune di Milano, dopo lo stop imposto dalla pandemia da Covid, ha di recente previsto la pubblicazione di un avviso pubblico per individuare operatori in grado di realizzare piattaforme informatiche, che mettano in contatto le persone che quotidianamente si spostano sullo stesso percorso e dare loro la possibilità di condividere il viaggio.

L’altra strategia consiste nel potenziare il trasporto pubblico e renderlo più efficiente. Un consorzio pubblico-privato di aziende e atenei europei, guidato da Thales Italia, a città Metropolitana di Firenze e Gest, la società che gestisce il sistema delle tramvie di Firenze, hanno avviato il primo esperimento di guida autonoma sulla T1 della Tranvia di Firenze, una delle tre linee tranviarie cittadine.

Nell’ambito del progetto sono state adottate diverse le soluzioni tecnologiche che consentono di trasformare il tram in un veicolo smart.

Thales ha sviluppato un sistema di localizzazione autonoma del tram che, sfruttando sensori installati a bordo, determina la posizione del tram sulle rotaie con un’accuratezza inferiore al metro.

Inoltre, ha messo a punto una tecnologia che è in grado di rilevare gli oggetti che possono potenzialmente diventare pericolosi per il veicolo e mettere a rischio la sicurezza del mezzo, dei suoi passeggeri, dei pedoni e delle auto, anche in condizioni con scarsa illuminazione e meteo avverso.

Ovviamente, non manca l’attenzione al risparmio energetico: oltre ai sistemi per la manutenzione predittiva delle linee, vengono usati anche dei sensori che permettono di ottimizzare i consumi energetici individuando un’andatura tipo del tram, con conseguente riduzione dell’inquinamento.

La Città Metropolitana di Firenze ha poi messo a punto un sistema che consente di analizzare in tempo reale le interazioni tra le diverse reti di trasporto, in modo da gestire il traffico locale e intervenire in caso di situazioni critiche.

Crediti immagine: Depositphotos

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