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Comuni Bicicloni, i risultati di un sondaggio di Legambiente

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Cosa pensano i cittadini della possibilità di usare la bicicletta nel proprio Comune? Lo ha chiesto Legambiente nel sondaggio Comuni Bicicloni. Ecco cosa è emerso…

Si è svolto in Cascina Nascosta a Milano il Forum Spazio Aperto di Legambiente durante il quale sono stati presentati i risultati del sondaggio Comuni Bicicloni, con domande specifiche rivolte ai cittadini e alle Amministrazioni.

I Comuni coinvolti – chi con poche centinaia di abitanti fino al 1,3 milioni di Milano – che hanno risposto al sondaggio sono stati 33; un campione di indagine modesto, ma si tratta di un sondaggio pilota.

Grande varietà di domande con risposte molto interessanti, molto vicine anche ad altri sondaggi di altri istituti (Isfort per esempio). Le domande poste hanno riguardato vari temi legati alla mobilità generale, alla sicurezza – attiva e passiva- del mezzo a due ruote e sulle infrastrutture dedicate ai ciclisti.

Cosa è emerso dal sondaggio Comuni Bicicloni

Una lunga e interessante teoria di slide su vari temi tutti molto attuali legati al mondo della mobilità sostenibile, a cominciare da quello della sicurezza, sia quella attiva del mezzo in senso stretto (luci, campanello giubbotti quando necessari) e della conoscenza del Codice della Strada, sia quella passiva per impedire che le biciclette vengano rubate con eccessiva disinvoltura.

Fuori, nel cortile antistante la Ciclofficina c’erano in esposizione alcuni portabiciclette metallici colorati, di buon design con un attento studio dei particolari per “semplificare la vita dei ciclisti e complicare quella dei ladri“.

Fra le varie domande del sondaggio ne sono state poste alcune anche sul tema rastrelliere portabiciclette, analizzate per quantità e qualità, con la decisa percezione da parte dei milanesi di avere poche rastrelliere e di qualità non completamente soddisfacente.

forum legambiente

Risposte interessanti sulla qualità dello spazio pubblico migliorato e migliorabile anche attraverso la ciclabilità. Qualche cenno alla normative che prevedono l’obbligo di custodia delle biciclette negli edifici nuovi oppure sottoposti a pesanti ristrutturazioni, perché dice Federico del Prete, responsabile Mobilità e Spazio Pubblico di Legambiente Lombardia, “se efficentiamo un edificio e poi ci muoviamo con mezzi energivori (automobili su tutto) vanifichiamo in buona sostanza tutto quello che risparmiamo con cappotto e doppi vetri“.

Non fa una piega aggiungo io. Breve illustrazione dei numeri che riguardano il Pib (Prodotto Interno Bici): una cifra intorno al miliardo di euro l’anno che fa capire l’importanza del volume di affari diretto ed indotto, legato alla bicicletta.

Ancora esposizione delle domande del questionario sulle infrastrutture ciclabili, se siano sufficienti e utili per come sono fatte e programmi di formazione e comunicazione che rivestono una importanza strategica: se non si comunica in maniera efficace le persone cui destinare il messaggio rimangono ignare e gran parte del lavoro sulla mobilità viene mortificato.

Le nuove norme introdotte dal Dl 76/2020 rispetto al quale molte Amministrazioni non agiscono in attesa dei decreti attuativi e altre che invece non lo conoscono del tutto.

Domande sugli incentivi per l’acquisto delle biciclette, una manovra che ha riscosso un grande successo ma che è stata fortemente penalizzata dall’assenza di un questionario per la raccolta dati sull’utenza che ha provveduto all’acquisto.

In sostanza le bici sono state comprate, ma non si sa da chi e non si sa per quale scopo e con che frequenza di utilizzo. E in questi casi avere dati statistici consente di perfezionare il target cui desinare le prossime campagna di incentivazioni.

Ancora domande su quali tipi di ciclabili costruire, il grado di apprezzamento e come su ridurre gli incidenti che coinvolgono i ciclisti sulle strade: ridurre la velocità e redistruibuire lo spazio disponibile.

Fondamentale preparare percorsi preferenziali per le biciclette affinché chi si muove in bici abbia la sensazione di avere a disposizione un percorso sicuro.

Maggiore richiesta di verde pubblico e spazi per la socializzazione con la diminuzione del numero delle auto e dello spazio a esse dedicato.

Dopo l’intervento di Del Prete, si sono succeduti Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia, che ha parlato della pandemia con la quale abbiamo compreso che le città di tutti hanno bisogno di maggiore spazio pubblico da condividere, da destinare a verde per attenuare e compensare la presenza diffusa di aree impermeabili e cementificate.

Il successivo intervento di Arianna Censi, assessora alla Mobilità per il Comune di Milano, potrebbe essere sintetizzato con alcune frasi come “dobbiamo levare della strade ciò che rimane fermo per il 90% del tempo. E la macchina privata sta ferma per il 90% del suo tempo. Questo è lo scopo della Pubblica Amministrazione“.

A questo proposito a Milano negli ultimi 4 mesi sono stati levati molti parcheggi su strada. Per fare in modo che la strada torni a essere spazio pubblico.

Realizzando parcheggi in zone che ne hanno bisogno in base a una analisi dei dati disponibili. […] L’importanza della connessione fra il trasporto Pubblico Locale e quello privato, con tempi certi e sicurezza dei passaggi. […] La difficoltà maggiore è quella di riuscire a convincere non quelli che si spostano in bicicletta, ma lavorare su tutti quelli che ancora non lo fanno“.

L’intervento dell’assessora si è concluso con la comunicazione della presenza di progetti per la costruzione di 6 parcheggi per biciclette da 200 posti ciascuno, in prossimità di posti strategici per un importo di circa 7 milioni di euro.

Poi ha parlato Mattia Abdul Ismahil, presidente della Prima circoscrizione, con una breve trattazione sui problemi della ciclabilità di Milano e un simpatico excursus sul suo percorso di avvicinamento al mondo delle ciclabili sin da bambino.

Una nota interessante sul fatto che chi si muove in bicicletta viene percepito come uno che lo fa solo per andare a spasso, mentre la bicicletta è un mezzo di trasporto alla stregua di tutti gli altri con pari dignità e necessità di spazi di percorrenza adeguati.

Tassello fondamentale, la gerarchia stradale per mantenere le biciclette in strada senza farle circolare sui marciapiedi (ipotesi che il Codice della strada vieta espressamnet – ndr) in conflitto con i pedoni. Importante ridurre le larghezze stradali per ridurre le velocità di percorrenza e consentire la ricucitura del tessuto urbano.

È stata una bella mattinata di argomenti tecnici con una illustrazione molto interessante, articolata e ben esposta dai relatori presenti.

In contemporanea si è svolta l’inaugurazione della Ciclofficina Nascosta, spazio tecnico e manutentivo curato da Angelo Lisco e Lorenzo Garavaglia, che offrono fra le altre cose anche la possibilità di fare corsi di apprendimento di meccanica ciclistica di base.

La ciclofficina, offre anche la possibilità del noleggio tandem offerto da LoveMeTandem e prossimamente anche quello delle CargoBike. La bicicletta rimane un mezzo di trasporto meraviglioso e Milano è percepita all’estero come la città delle bicicletta.

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Marco FardelliMarco Fardelli architetto e designer, ogni anno percorre circa 3.500 km in bicicletta in città, in ogni stagione, per "razionalizzare la mobilità urbana cambiandone l'orientamento, i mezzi e i metodi di spostamento" | Facebook | CityBustoBike
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