Home Eco Lifestyle Iniziative a sostegno delle tartarughe marine, simbolo di un mare da salvare

Iniziative a sostegno delle tartarughe marine, simbolo di un mare da salvare

tartarughe - iniziative
Immagine di Legambiente

Le tartarughe tornano a nidificare in Liguria: un buon segno per la specie Caretta caretta, spesso in pericolo a causa dell’uomo. E crescono i progetti di ricerca e conservazione per tutelare l’ambiente marino coinvolgendo giovani e adulti.

L’impatto ambientale dell’uomo è sempre più evidente. E a risentirne sono anche gli animali. Nel caso delle specie marine, i rifiuti gettati in mare, la pesca non regolamentata e gli impatti con imbarcazioni a motore causano numerosi danni.

L’Acquario di Genova, che dal 1994 si prende cura delle tartarughe marine in difficoltà, solo negli ultimi mesi è intervenuto per salvarne tre della specie Caretta caretta. Tita, Lea e Gigia hanno riportato ferite dovute al materiale plastico che hanno ingerito o in cui sono rimaste intrappolate. Dopo mesi di riabilitazione sono state rilasciate al largo del promontorio di Portofino con l’aiuto della Guardia costiera di Genova.

Oltre all’attività di conservazione e ricerca, l’Acquario e la Fondazione Acquario di Genova Onlus sono da sempre impegnate in attività di divulgazione per sensibilizzare pubblici e privati sulla necessità di adottare scelte quotidiane rispettose delle risorse naturali. Dal 2020 i due enti collaborano con il Wwf per la salvaguardia delle specie marine, soprattutto nell’ambito del Santuario Pelagos.

Inoltre, l’Acquario di Genova è anche referente istituzionale per la Liguria per l’ospedalizzazione delle Caretta caretta. Che tornano a nidificare nella regione, a testimonianza del fatto che le tartarughe marine stanno ampliando e modificando i loro areali di nidificazione.

La specie, tipica delle regioni temperate, nidifica nella stagione estiva: a 40-60 giorni dalla deposizione, le uova si schiudono. I piccoli che ne nascono misurano 5 cm, per circa 10-20 grammi di peso.

In caso di avvistamento di nidi o esemplari di tartaruga, gli esperti consigliano di chiamare il Numero Blu 1530 della Guardia Costiera per segnalarne il ritrovamento. Per non perdere le tracce dell’animale marino può essere utile fotografare il sito: sempre senza flash, in silenzio e non frontalmente, così da non disturbare la nidificazione.

Sicilia, scoperta una nuova specie di testuggine

Solitudo sicula, è il nome di una nuova specie di testuggine risalente a circa 12.500 anni fa. Lo riporta il lavoro coordinato da Massimo Delfino professore del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino in collaborazione con l’Università di Palermo e istituti e musei internazionali di Argentina, Germania, Polonia e Spagna.

Dagli scavi condotti dal gruppo di lavoro di Luca Sineo in un’area funeraria situata a 15m di profondità nella grotta Zubbio di Cozzo San Pietro (Comune di Bagheria), sono emersi alcuni resti di una testuggine di grande taglia il cui guscio raggiungeva i 50-60 centimetri.

Grazie alla presenza di un femore molto ben conservato è stato possibile confrontare le caratteristiche morfologiche del fossile con quelle delle testuggini viventi e fossili del bacino Mediterraneo.

Si tratta di una nuova specie che con il suo nome allude alla rarità delle ultime testuggini di grandi dimensioni del Mediterraneo. Secondo gli esperti è possibile che l’estinzione della Solitudo sia dipesa dall’essere umano, così come accaduto per altre testuggini di grandi dimensioni.

Nuove iniziative per salvare il Mediterraneo

Per tutelare il patrimonio naturalistico, costiero e marino italiano è necessaria la partecipazione di ognuno di noi. È da questa consapevolezza che prende avvio Triton Ets, la nuova associazione promotrice dell’iniziativa #1plasticainmeno.

Partecipare è semplice: basta raccogliere un pezzo di plastica dalla battigia o in mare e fotografarlo, postando lo scatto accompagnato dall’hashtag. Un’iniziativa rivolta soprattutto alle nuove generazioni, allo scopo di sensibilizzare, informare e promuovere interventi di tutela e conservazione.

Al via anche la nuova stagione di Energy4Blue, il progetto con cui E.On promuove la tutela del mare. Dalla partnership con Filicudi wildlife conservation – associazione dedicata alla conservazione delle risorse marine dell’arcipelago eoliano – nasce il progetto Discovery turtle beach.

Fino al 30 settembre, gruppi di lavoro di circa 10 volontari dell’alternanza scuola lavoro, studenti e appassionati di mare, prenderanno parte ad attività di monitoraggio di mare e spiagge di Filicudi.

Sempre nell’ambito di Energy4Blue, prosegue il progetto Save the wave. Una collaborazione con la Commissione oceanografica intergovernativa dell’Unesco per la riforestazione del fondale del Golfo di Mondello con la Posidonia Oceanica.

FroSta supporta Legambiente per il centro di conservazione delle tartarughe marine di Manfredonia

FroSta destinerà anche in Italia il 2% dei suoi dividendi – che è pubblica e dipende dai risultati finanziari dell’azienda – alle Ong, un buona pratica che in Germania è attiva fin dal 2015.

Per il 2022 il contributo è stato devoluto a Legambiente per l’apertura del nuovo centro di recupero di Tartarughe di Manfredonia, inaugurato lo scorso 25 luglio in coincidenza con l’arrivo nella struttiura di un  esemplare femmina di tartaruga.

Il centro è attivo dal 2007 e dalla sua apertura sono state recuperate circa 1.300 Tartarughe Marine. Ora la struttura metterà a disposizione una sala operatoria attrezzata, una sala per radiografie ed esami biologici, oltre a una grande vasca dove gli animali trascorreranno la loro convalescenza prima del rilascio e due vasche singole destinate alle tartarughe che necessitano di isolamento e di cure specifiche.

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