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Le proposte per calmierare il costo energetico della Commissione europea

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Immagine da Depositphotos

La crisi energetica è sotto gli occhi di tutti: negli ultimi mesi le bollette sono praticamente raddoppiate e le aziende, specie quelle energivore, sono in grave difficoltà. Come le famiglie che, anche a causa dell’inflazione, devono affrontare spese più alte a parità di reddito. Ecco le proposte della Commisione europea per un intervento di emergenza sui mercati europei dell’energia

Il grave squilibrio tra la domanda e l’offerta di energia, che sta alimentando un aumento strumentale e innaturale dei prezzi delle risorse energetiche, ha fatto crescere la pressione su famiglie e imprese europee.

La causa di questi aumenti è ovvia: dopo le sanzioni introdotte per convincere la Russia a terminare l’invasione in Ucraina, il Cremlino ha progressivamente fatto leva, strumentalmente, sulle risorse energetiche per mettere in crisi gli stati dell’Unione europea e spingerli ad allentare le sanzioni.

Il contesto geo-politico relativo alla crisi energetica europea

Il problema dell’aumento dei prezzi dell’energia è stato affrontato dalla Commissione europea nel corso dell’ultimo anno e ha portato al piano RePowerEu che ha permesso agli Stati membri di adottare, a livello nazionale, diverse misure di contenimento dei prezzi.

La situazione del mercato dell’energia si è notevolmente deteriorata dopo l’invasione russa dell’Ucraina. In seguito alle sanzioni progressivamente introdotte, la Russia ha continuato a manipolare le forniture di gas, interrompendo le consegne in Europa e portando tensione e nervosismo sui mercati.

Nei mesi estivi i prezzi sono ulteriormente aumentati, anche a causa delle condizioni meteorologiche estreme causate dai cambiamenti climatici. In particolare, la siccità e il caldo eccessivo hanno avuto un impatto sulla produzione di energia elettrica da fonte idroelettrica e nucleare, riducendo ulteriormente l’approvvigionamento.

Le proposte della Commissione europea per contenere la crisi energetica

Ecco allora che la Commissione europea ha deciso di emanare un regolamento del Consiglio, basato sull’articolo 122 del trattato, per un intervento di emergenza nel mercato dell’energia elettrica.

In particolare, l’obiettivo è quello di avere a disposzione strumenti europei comuni per far fronte ai prezzi elevati e correggere gli squilibri del sistema tra fornitori e utenti finali dell’energia elettrica, preservando nel contempo il funzionamento globale del mercato interno dell’energia e prevenendo i rischi per la sicurezza dell’approvvigionamento.

Questa proposta segue le misure già concordate per il riempimento dei depositi di gas e per la riduzione della domanda di gas in preparazione al prossimo inverno.

La prima risposta ai prezzi elevati è la riduzione della domanda

Per intervenire sulle fasce orarie più costose di consumo, quando l’energia elettrica prodotta con il gas ha un impatto significativo sul prezzo, la Commissione propone l’obbligo di ridurre il consumo di energia elettrica di almeno il 5% in fasce orarie di picco dei prezzi selezionate.

Gli Stati membri dovranno individuare fasce orarie di picco dei prezzi, pari al 10% delle ore totali, con il prezzo previsto più elevato e ridurre la domanda in quei periodi.

La Commissione propone inoltre che gli Stati membri si adoperino per ridurre la domanda complessiva di energia elettrica di almeno il 10% fino al 31 marzo 2023. Gli Stati membri potranno scegliere le misure idonee per centrare quest’obiettivo, comprese compensazioni finanziarie.

La riduzione della domanda nei periodi di picco consentirebbe una riduzione del consumo di gas durante l’inverno pari a 1,2 miliardi di metri cubi. L’aumento dell’efficienza energetica è anche un elemento essenziale per rispettare i nostri impegni per il clima nell’ambito del Green Deal europeo.

Applicazione di un massimale temporaneo sui ricavi dei produttori di energia elettrica

La proposta chiede di applicare un massimale temporaneo ai ricavi dei ptoduttori inframarginali, ovvero quegli operatori che generano energia elettrica con tecnologie meno costose, come le rinnovabili, il nucleare e la lignite, e alimentano la rete a un costo inferiore rispetto al livello di prezzo fissato dai produttori marginali, che hanno costi più elevati.

I produttori inframarginali hanno avuto ricavi eccezionali, con costi operativi relativamente stabili, nel momento in cui le costose centrali a gas hanno fatto salire il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica.

La Commissione propone di fissare il massimale sui ricavi inframarginali a 180 euro/MWh, in modo da consentire ai produttori di coprire i costi di investimento e di funzionamento senza compromettere gli investimenti in nuove capacità, in linea con gli obiettivi in materia di energia e clima per il 2030 e il 2050.

I ricavi che eccedono il massimale saranno prelevati dai governi degli Stati membri e utilizzati per ridurre le bollette dei consumatori di energia. Gli Stati membri che commerciano energia elettrica sono incoraggiati, in uno spirito di solidarietà, a concludere accordi bilaterali per condividere parte degli utili inframarginali prelevati nello Stato produttore a beneficio degli utenti finali dello Stato membro importatore.

Tali accordi dovranno essere conclusi entro il 1º dicembre 2022 se le importazioni nette di energia elettrica di uno Stato membro da un paese limitrofo sono pari ad almeno il 100% del consumo.

Contributo temporaneo di solidarietà sugli utili in eccesso generati nei settori del petrolio, del gas, del carbone e della raffinazione

Questo contributo limitato nel tempo manterrebbe gli incentivi agli investimenti nella transizione verde. Sarebbe prelevato dagli Stati membri sulla parte degli utili del 2022 che eccede un incremento del 20% sugli utili medi dei tre anni precedenti.

I ricavi sarebbero prelevati dagli Stati membri e trasferiti ai consumatori di energia, in particolare le famiglie vulnerabili, le imprese più colpite e le industrie ad alta intensità energetica.

Gli Stati membri possono anche finanziare progetti transfrontalieri in linea con gli obiettivi di RePowerEu o utilizzare parte dei ricavi per il finanziamento comune di misure a tutela dell’occupazione o di promozione degli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica.

Per il Commissario per l’Economia Paolo Gentiloni, “La proposta di contributo di solidarietà delle industrie dei combustibili fossili consentirà di affrontare l’attuale crisi energetica in uno spirito di equità. In questi tempi eccezionalmente difficili per tanti, le imprese produttrici di combustibili fossili hanno beneficiato di profitti anormalmente elevati.

È quindi essenziale che facciano la loro giusta parte per sostenere le famiglie vulnerabili e i settori più colpiti e a favore degli ingenti investimenti necessari nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica. Questo perché di fronte alla strumentalizzazione dell’energia fatta da Putin abbiamo bisogno di uno sforzo collettivo di solidarietà per costruire un’Europa più sicura e sostenibile“.

Ampliare il pacchetto di misure sui prezzi dell’energia per aiutare i consumatori

La proposta punta a regolamentare i prezzi dell’energia elettrica sotto il prezzo di costo ed estenderebbero i prezzi regolamentati anche alle piccole e medie imprese.

La Commissione continuerà inoltre ad adoperarsi per ridurre i prezzi per i consumatori e per l’industria in Europa e allentare la pressione sul mercato.

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