Home Agricoltura 4.0 Salviamo i prati stabili: il progetto di Slow Food

Salviamo i prati stabili: il progetto di Slow Food

prati stabili - progetto slow food

L’appello a salvare i prati stabili arriva direttamente da Terra Madre, Slow Food che ha presentato, proprio in occasione del Salone del Gusto in scena a Torino in questi giorni un nuovo progetto: quello di tutela dei prati ricchi di biodiversità, importanti per il pascolo degli animali e utili anche all’uomo. A breve anche un disciplinare per la gestione del prato stabile…

Non vanno molto bene le cose anche per i prati stabili: negli ultimi 50 anni, sulle Alpi, sono andati perduti per quasi il 45% del totale dei prati stabili che sono, in poche parole, semplicemente quelli con l’erba verde.

Nessuna differenza che siano in pianura o in altura: i prati stabili sono quelli naturali, spontaneamente ricchi di decine di erbe diverse.

Secondo  i dati di Slow Food rilasciati a Terra Madre Salone del gusto 2022 le superfici di prati stabili si stanno riducendo a ritmi vertiginosi da sessant’anni a questa parte, da quando è stato stravolto il modo di coltivare (ricorrendo alla chimica di sintesi, alle monocolture, all’agricoltura intensiva, agli Ogm) e di allevare (secondo un approccio industriale che privilegia le stalle e l’alimentazione a base di concentrati e di insilati di mais).

Sulle Alpi italiane, sono scomparsi 800mila ettari di prati: il 45% dei pascoli presenti cinquant’anni fa. Nell’Unione europea ne è andato perduto il 16%. Dal 1969 a oggi sono stati cancellati all’incirca centodiecimila chilometri quadrati di prati stabili: un’area grande quanto la Bulgaria.

Eppure, i prati stabili sono fondamentali sia in pianura sia in collina: di norma, le specie erbacee che vivono in questi terreni sono tra le venti e le trenta; in quelli di alta montagna – dove le mandrie e le greggi pascolano durante la bella stagione – possono addirittura arrivare a cento.

I prati stabili in pianura sono ancor più rari perché negli allevamenti bovini, oggi prevalentemente in stalla, l’erba fresca è scomparsa dalle diete, che si basano sempre più su concentrati e piccole quantità di fieno.

Sono i prati stabili a darci una buona vita e buona biodiversità, ma anche buoni alimenti: per esempio, il latte ottenuto da animali nutriti con le erbe di un prato stabile ha un valore nutrizionale eccellente, è ricco di molecole antiossidanti come il beta-carotene e la vitamina E, ha un contenuto di acidi grassi buoni superiore a quello che si trova di solito nel latte o nei formaggi in commercio e ha un ottimo rapporto tra omega-6 e omega-3.

Salviamo i prati stabili

Invertire la tendenza, ripristinare questi ecosistemi preziosi, è l’obiettivo del progetto Salviamo i prati stabili.

La chiave per riuscirci è duplice: da un lato, si lavorerà per coinvolgere un numero sempre maggiore di allevatori e di produttori, sia valorizzando le produzioni lattiero-casearie ottenute da animali allevati al pascolo e nutriti con fieno di prati stabili sia sostenendoli nel ripristino di questi ambienti grazie alla collaborazione di tecnici e studiosi; dall’altro lato, occorre portare all’attenzione dei consumatori l’importanza di questo tema.

A breve sarà rilasciato da Slow Food un disciplinare per la gestione del prato stabile e la produzione di latte e formaggi da animali al pascolo su prato stabile.

Inoltre c’è l’intento di realizzare una mappatura delle realtà virtuose in Italia per valorizzarle e avvierà alcune attività pilota insieme ad allevatori disponibili a riconvertire a prato stabile i terreni oggi coltivati a monocolture o a migliorare i fieni con cui vengono nutriti i loro animali.

Condividi: