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Imparare a essere sostenibili: l’importanza della formazione al lavoro

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Immagine da Depositphotos

Per avere un’idea dell’importanza della sostenibilità nel mondo del lavoro basta andare su LinkedIn. Intere professioni dedicate alla tutela di ambiente e salute, con una classifica dei lavori in crescita che tra 25 mestieri in ascesa negli ultimi 5 anni mette al secondo posto il manager della sostenibilità. Ruolo importante, cui è difficile ambire senza un’adeguata formazione al lavoro.

Oggi il passaggio di transizione dal mondo degli studi a quello del lavoro è strettamente connesso alla preoccupazione per il futuro e ai mestieri in grado di monitorare, controllare e fare ricerca sulla sostenibilità.

A Milano, per esempio, esiste un master in Transformative Sustainability, realizzato con Politecnico e Bocconi. Un campo, quello del sostenibile, che spazia in altri settori: mobilità, turismo, studi universitari.

Per non parlare di un mercato del lavoro in rapida espansione e di una maggiore domanda di personale con spiccate caratteristiche Green.

Non solo denaro e carriera dunque, ma anche accettazione e consapevolezza di un mondo che ha bisogno di un’inversione di rotta. E di giovani professionisti in grado di fare la differenza.

La carica dei giovani nel mondo agricolo

Uno sguardo alle prossime generazioni è indispensabile. Lo sa bene l’Unione Coltivatori Italiani, il cui presidente Mario Serpillo ha recentemente affermato come la formazione, nel campo agricolo, sia un humus fondamentale.

Per due motivi: garantire all’Italia il record per la biodiversità delle eccellenze prodotte ed esportate, garantire la conservazione delle tradizioni senza rinunciare alle sfide dell’innovazione tecnologica.

Una recente analisi di Coldiretti, sulla base del rapporto del Centro Studi Divulga, parla chiaro: l’agricoltura è un porto sicuro per i ragazzi che vivono tra crisi economica, guerra e pandemia.

Lo dimostra anche l’Istat, che conta nel 2022 ben 60 miliardi di euro con l’export nel mondo di prodotti agro-alimentari.

Nell’ultimo anno – sempre secondo Coldiretti – si sono registrate 17 nuove imprese agricole gestite da giovani, dei quali quasi uno su 5 è laureato. Crescono anche i posti di lavoro nelle campagne, alimentate da questa spinta.

Scommettere nella formazione al lavoro

Per alimentare quella consapevolezza alla sostenibilità e al mondo che viviamo si creano anche dei centri di formazione. Daikin Italy ne ha per esempio inaugurato uno nuovo lo scorso venerdì 24 febbraio a Imperia, presso l’Istituto d’istruzione superiore Guglielmo Marconi.

Per la società italiana è il numero 14 sul territorio nazionale. Dal 2014 l’azienda ha formato 8.800 studenti e installatori professionisti in oltre 550 corsi in tutta Italia.

Inoltre negli anni ha spinto verso un percorso di formazione gratuita, collaborando con otto diverse scuole superiori per un totale di oltre 500 studenti coinvolti. Una grandissima importanza al tema della formazione.

Tra i temi trattati da personale altamente qualificato durante gli incontri c’è soprattutto quello riguardante l’aggiornamento su prodotti, normative e novità legislative. Un occhio di riguardo al contemporaneo, per gettare subito le basi di una consapevolezza immediata.

La formazione è quel ponte di passaggio tra la teoria e la pratica. Gli studenti imparano a gestire le loro conoscenze direttamente sul campo, rispettando i valori che li hanno spinti a scegliere un approccio sostenibile.

Ben consapevoli che il Green non è il futuro, ma un eterno presente, diverse realtà nazionali stanno già investendo su questa formazione al lavoro guidata, tra nozioni di cultura e attualità, con schede tecniche a seconda dei settori.

Solo con questo comportamento si riuscirà certamente ad avere future classi dirigenti, ma anche lavoratori di qualsiasi categoria d’appartenenza, consapevoli e votate al Green.

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