Home Eco Lifestyle Un prodotto del mare, eccellenza dell’esportazione ittica italiana: la vongola lupino

Un prodotto del mare, eccellenza dell’esportazione ittica italiana: la vongola lupino

vongola lupino

La vongola lupino – nome scientifico chamelea gallina – vale il 30% dell’export ittico italiano ed è un ingrediente della tradizione culinaria italiana; la sua coltivazione e la raccolta, inoltre, sono altamente sostenibili… con impatti positivi su lavoro e territorio.

Natura e mestieri cambiano sotto la spinta della consapevolezza della crisi climatica. Nelle migliori condizioni – ovvero quando il mestiere rispetta la natura – il territorio se ne avvantaggia positivamente.

L’assunto si adatta felicemente per la raccolta (usiamolo come sinonimo di pesca) delle vongole nell’Adriatico, ormai altamente regolamentata.

Nella zona corrispondente alle Marche molti pescatori hanno abbandonato la pesca a strascico per convertire i pescherecci in barche con un fondale in ferro, adatto per imbarcare le piccole vongole lupine che in questa zona chiamano purassa (probabilmente per identificare un cibo povero).

Povero ma ricco di elementi nutraceutici“: è questo il parere di Silvio Greco, ricercatore Cnr e docente all’Università Unisig di Pollenzo che ritiene la pratica della raccolta delle vongole – fatta dalle circa 40 vongolare del consorzio marchigiano Oppefs – sostenibile.

Greco, quindi, sdogana quelle 15 tonnellate al giorno (esportate anche nella Penisola Iberica) portate a riva con il rispetto dei vari fermi biologici che il consorzio segue.

Magnesio e zinco sono i principali integratori naturali delle vongole che Greco evidenzia come “biodisponibili, tanto meglio se associati a un bicchiere di bollicine. Tornare a mangiare molluschi – è ancora il parere di Greco – fa bene alla salute e all’ambiente“.

Intanto, a poco a poco si stanno valutando nuove pratiche da adottare. Come le retine di cotone al posto della plastica e il recupero dei gusci per poi farne fertilizzanti o addirittura nuovi materiali.

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