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Gestire l’acqua in modo efficiente: le mosse delle aziende italiane

Come Acqua
Immagine da Pixabay

Nell’anno tra i più caldi e secchi dai tempi del boom economico, le aziende italiane affrontano la tematica della gestione efficiente dell’acqua.

Il 2022 è stato l’anno più caldo e secco dai tempi del boom economico. E il 2023 pare non voglia essere da meno. La gestione dell’acqua, oltre che efficiente, deve quindi essere tra gli obiettivi primari, in Italia e non solo.

La situazione attuale vede il Piemonte tra le regioni con il maggior deficit idrico italiano. Le falde acquifere sono ai minimi storici e i bacini dei fiumi registrano gravi mancanze.

In tutta Italia, specialmente nel nord come si è osservato nelle desolanti immagini degli ultimi tempi, sono due le cause che entrano in gioco: il caldo dovuto al cambiamento climatico e la mancanza di pioggia.

L’ondata di maltempo di questi giorni di maggio è un toccasana, ma la pioggia va comunque a intermittenza e non durerà in eterno. Ecco perché le aziende si muovono per escogitare un metodo efficace nel gestire l’acqua.

Gli esempi di gestione efficiente dell’acqua in Italia

Tra le realtà a mettersi in gioco c’è Sintra, che a Suno (in provincia di Novara) ha realizzato un progetto che prevede il riutilizzo delle acque reflue e piovane depurate.

Un anno fa l’azienda ha inaugurato l’Expertise & technology center con un finanziamento di sei milioni di euro, pensato per accogliere l’attività di ricerca, sviluppo e dal 2025 anche l’attività produttiva.

Una green factory in scala reale che include anche un sistema di gestione virtuosa dell’acqua: l’edificio recupera e riutilizza l’acqua piovana e reflua, facendola confluire in un biolago di duemila metri cubi, abitato da una grande varietà di pesci, trote e particolari esemplari di storioni.

Nella StMicroelectronis di Agrate Brianza, tra il 2007 e il 2008, era invece stato lanciato un sistema di recupero e trattamento dell’acqua. Ancora oggi permette di abbattere il 42 percento dell’utilizzo di acqua di falda. Inoltre è funzionale all’interno del processo produttivo dell’azienda.

L’acqua estratta dalla falda viene incanalata in due differenti circuiti: il 30 percento per scopi non industriali, il restante invece in impianti di produzione di acqua ultrapura.

Quest’ultima, uscita dall’impianto, va verso i reparti produttivi dove viene impiegata per eliminare impurità chimiche e particellari senza alterare o danneggiare la superficie del prodotto trattato.

Questi sono soltanto due degli esempi concreti di gestione efficiente e sostenibile dell’acqua presenti in Italia. Altre aziende si muovono su più fronti per restare al passo e giocare questa partita, all’insegna di un riutilizzo d’acqua senza sprechi.

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