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Cyclus, un tracciato digitale per la gestione trasparente della demolizione auto e componentistica

gestione demolizioni auto
Immagine da Depositphotos

Parola d’ordine ormai è recuperare e non sprecare nuove risorse: da qui l’iniziativa certificata percorso Cobat che raccoglie i migliori operatori dell’autodemolizione verso l’economia circolare.

Riciclo, recupero e materie prime seconde: la lotta al cambiamento climatico passa soprattutto dall’evitare lo spreco di risorse e, anzi, recuperare in un percorso circolare quelle già utilizzate. Come nel caso degli autoveicoli da demolire e la conseguente gestione della componentistica automotive fuori uso.

L’Italia non brilla sicuramente per modernità del suo parco mezzi circolante, sempre più ampio e vecchio, rendendo urgente lavorare per raggiungere i target europei di recupero totale di materie prime.

Per questo nasce Cyclus, Rete Certificata Autodemolitori, che raccoglie i migliori operatori dell’autodemolizione e che, grazie alla piattaforma digitale certificata Percorso Cobat, garantisce alle case produttrici di autoveicoli e agli operatori della demolizione trasparenza, tracciabilità e sicurezza dei dati nella gestione delle vetture fuori uso.

La piattaforma ideata da Cobat conta oggi l’adesione di quattro marchi automobilistici e oltre centocinquanta dei maggiori player italiani nel campo dell’autodemolizione, assicura la corretta gestione di ogni componente di qualsiasi tipo di vettura, inclusi i veicoli ibridi e elettrici.

Questo consente, da un lato, alle case automobilistiche di avere accesso ai dati relativi ai veicoli che hanno immesso sul mercato e dall’altro agli autodemolitori di poter inserire i dati dei componenti di ogni veicolo in ingresso.

Cyclus, inoltre, è parte di un sistema aperto a tutti, attraverso una piattaforma interoperabile che permette un uso efficiente dei dati. Trasparente e al servizio dell’economia circolare.

Il problema italiano della circolarità dei veicoli fuori uso

Il nostro Paese deve migliorare molto in queste settore: secondo i dati elaborati da Eurostat, nell’Unione europea si generano ogni anno circa 6 milioni di veicoli fuori uso, di cui circa 1 milione in Italia.

Inoltre, il nostro parco circolante è sempre più vecchio e vanta un’età media che supera i 12 anni; secondo i dati Ispra 2022, poi, nel nostro Paese ci sono 672 auto e 897 veicoli ogni 1.000 abitanti.

In questo contesto la filiera italiana ha raggiunto una percentuale di recupero totale che si attesta secondo lo Studio sulle problematiche del riciclo e recupero dei veicoli fuori uso a cura della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile solo all’84,7%, lontano dall’obiettivo del 95%.

Crediti immagine: Depositphotos

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