Come si sa in Europa mancano fonti dirette per le materie prime critiche e diventa pertanto fondamentale ottimizzare le filiere del riciclo e del recupero, rendendo agile la burocrazia tra i vari Stati dell’unione e sviluppando l’innovazione tecnologica per lo sviluppo di materiali alternativi
Le materie prime critiche sono necessarie per lo sviluppo dei prodotti ad alta tecnologia o che servono alla transizione energetica verso le fonti rinnovabili: auto elettriche, smartphone, computer e pannelli solari per citarne alcuni di uso comune.
Ecco allora che in un territorio dove scarseggiano le fonti dirette di approvvigionamento – come in Europa – diventa fondamentale trovare il modo di averle a disposizione, anche a dispetto della situazione geopolitica, in continuo fermento.
Inoltre, nel prossimo futuro, la transizione globale verso le energie rinnovabili e la digitalizzazione delle economie e delle società, farà aumentare rapidamente la domanda di queste materie prime strategiche .
In questo scenario politico ed economico si muove il Parlamento europeo che il 12 dicembre ha dato il via libera definitivo alle misure europee per aumentare l’approvvigionamento di questi materiali.
La legge sulle materie prime critiche è stata approvata con 549 voti favorevoli, 43 voti contrari e 24 astensioni e ha l’obiettivo di rendere l’Unione più competitiva e indipendente attraverso la riduzione della burocrazia, la promozione dell’innovazione lungo l’intera catena del valore e il sostegno alle pmi.
Inoltre, la legislazione vuole promuovere la ricerca, lo sviluppo di materiali alternativi e metodi di estrazione e produzione più rispettosi dell’ambiente, prevedendo incentivi economici e un contesto imprenditoriale più stabile e sicuro per i progetti di estrazione e riciclaggio, con procedure di autorizzazione più rapide e semplici.
Per la relatrice della legge, la tedesca Nicola Beer (Renew) si tratta di “un progetto di politica industriale per un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime in Europa. Grazie a incentivi economici mirati, stiamo creando certezza nella pianificazione dei progetti per gli investitori privati, attraverso punti di contatto unici per le imprese e procedure di autorizzazione rapide e semplici con scadenze chiare per le autorità nazionali. Ciò stimolerà l’estrazione, la lavorazione e il riciclaggio in Europa“.
La legislazione deve essere formalmente approvata dal Consiglio europeo prima della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale ed entrare così in vigore.
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