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Filiera dell’automotive, la transizione all’elettrico è positiva ma mancano i profili professionali

automotive elettrica
Immagine da Depositphotos

Presente e futuro della filiera automotive italiana: la notizia è che, nonostante i proclami populisti sbandierati dai politici, le aziende vedono positivamente la transizione alla mobilità elettrica. Il problema è che nel nostro Paese mancano i profili professionali

È vero che i dati si possono leggere in modo soggettivo ma non è possibile stravolgerli a proprio piacimento: l’Osservatorio Tea, attento alle trasformazioni del settore automotive, ha messo nero su bianco i risultati della sua ricerca sulla transizione verso una mobilità elettrica.

Dati che mettono in evidenza come certe posizioni politiche siano lontane dalla realtà delle imprese vere, quelle che non vivono sulle spalle della politica ma fanno innovazione e investimenti: per l’83,2% delle aziende della filiera la trasformazione dell’ecosistema automotive avrà impatto nullo o positivo sull’occupazione; per il 79,3% delle aziende della filiera la trasformazione dell’ecosistema automotive avrà impatto nullo o positivo sul portafoglio prodotti.

Nessun apocalisse, dunque, dal passaggio dai motori endotermici a quelli elettrici… solo benefici per l’ambiente e per i cittadini che potranno ricominciare a respirare aria meno inquinata.

Tuttavia, purtroppo, quasi la metà delle aziende intervistate lamenta grosse difficoltà nel trovare le professionalità che servono a questa trasformazione sul mercato del lavoro italiano.

L’analisi dell’Osservatorio Tea, condotta su un campione di 217 aziende rappresentativo delle 2.152 imprese mappate nella filiera automotive, rivela che 8 aziende su 10 si stanno muovendo con confidenza verso la transizione.

Quelle più fiduciose sui riflessi positivi sul proprio portafoglio prodotti sono quelle dei raggruppamenti media e micro impresa, con l’83,6% e l’80% dei rispondenti che si aspetta un impatto della transizione positivo o nullo.

filiera automotive elettrica

Uno scenario quindi di positività verso la mobilità elettrica, che dalla politica necessita soluzioni e incentivi piuttosto che la difesa di posizioni arcaiche e, sinceramente, ridicole.

In cima alle priorità di intervento le imprese dell’automotive chiedono al Governo la defiscalizzazione delle assunzioni di personale giovane (il 65,4% la ritiene importante o molto importante) ed esperto (64,4%).

Inoltre, il 58% delle imprese della filiera attribuisce grande importanza ai bonus per l’acquisizione di tecnologie e la riconversione produttiva e il 54,3% pone l’accento sulle agevolazioni per la formazione dei lavoratori.

Insomma, cari politici, pensate meno alla pancia elettorale e più allo sviluppo dell’industria. Ne trarranno giovamento l’innovazione, il mercato del lavoro, l’ambiente e la salute dei cittadini, che ci sembrano decisamente più importanti di qualche voto in più!

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