La giornata dedicata alle foreste (che ricorre oggi 21 marzo) deve fare i conti con una cultura del verde divisa tra chi applica buone pratiche e chi sfrutta selvaggiamente l’ambiente
Un milione di alberi è il mantra di Stefano Mancuso, botanico e saggista con il quale condividiamo il senso biofilico che collima con il bisogno di più natura, biodiversità e, ovviamente, piante ovunque. Ma non tutti la pensano così: purtroppo.
Da una recente indagine emerge che nel mondo, ogni minuto, vengono abbattuti circa 2.400 alberi. Il dato è stato elaborato dalla World Animal Foundation che entra più nei dettagli spiegando che sarebbero nello specifico 144mila all’ora; oltre 3 milioni al giorno e più di 1 miliardo ogni anno.
Dalla Finlandia, una realtà come Kone, azienda che produce ascensori, mette in evidenza qualche nuova soluzione per il Pianeta: come i super tree, ovvero alberi capaci sia di crescere più velocemente sia di catturare più carbonio rispetto ai loro colleghi naturali (test in atto sarebbero portati avanti negli Usa).
Oppure i fish forest, chiamati anche protection forest: si tratta di alberi che vengono piantati vicino alle coste con l’obiettivo di preservare il benessere della fauna marina, allontanando così l’uomo e, di conseguenza, la costruzione di strutture o industrie nocive per l’ecosistema.
Per Marco Bussone, presidente di Pefc Italia è già importante che le foreste (soprattutto quelle italiane) siano quanto meno certificate: secondo i dati appena rilasciati il trend sarebbe positivo, con un +5,9% delle foreste gestite nel nostro territorio in modo sostenibile. Ovvero circa un milione di ettari.
“La diffusione della certificazione forestale è uno strumento decisivo per il contrasto al cambiamento climatico. Un milione di ettari di foreste certificati fanno bene al Paese – spiega Bussone – Le aziende stanno imparando a essere sempre più sostenibili, creando delle filiere virtuose intorno alle loro attività e l’incremento dei servizi ecosistemici sta promuovendo un cambio prospettico che ci riguarda tutti, dal produttore al consumatore. Perché il benessere del cittadino si misura anche sul benessere del patrimonio forestale“.
Un monito che non andrebbe ricordato solo durante la giornata dedicata alle foreste.
Workshop sistemi del verde
Intanto, domani mattina a Udine si terrà il workshop Monitoraggio del paesaggio rurale e dei sistemi del verde. Nuovi strumenti di conoscenza per la transizione ecologica e tecnologica. Appuntamento al polo dei Rizzi dell’Università di Udine (via delle scienze 206, Aula Alfa 1).
L’incontro, aperto al pubblico, è organizzato nell’ambito del progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale Eye-land (Prin 2020), che vede coinvolto l’ateneo friulano insieme ad altri: l’Università della Tuscia, l’Università Politecnica delle Marche e quelle di Bologna, Messina, Perugia, Reggio Calabria.












