Nella giornata dedicata al tema dell’acqua si alza l’attenzione su quanto sia potenzialmente contaminata. Come si può correre ai ripari?
Sulle falde e sulla bontà dell’acqua che scorre non solo in Italia ma in tutta Europa si deve tornare a riflettere urgentemente. Perché la situazione sta peggiorando e se acqua (oggi 22 marzo ricorre la giornata dedicata al questa materia prima vitale), suolo e aria sono inquinate non possiamo sperare in un buon futuro.
Ne è conscia anche l’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (Hera) che ha appena organizzato un consorzio globale per la sorveglianza ambientale e delle acque reflue per la sanità pubblica che prende il nome di Glowacon.
Obiettivo principale è la creazione di un sistema sentinella internazionale per l’individuazione precoce, la prevenzione e il monitoraggio in tempo reale delle minacce e dei focolai epidemici. E sulle resistenza agli antimicrobici.
Tra i partner scientifici il Centro comune di ricerca (Jrc) e la fondazione Bill & Melinda Gates.
La Toscana e i suoi Pfas
Nel frattempo GreenPeace non abbassa la guardia sui Pfas (un gruppo di oltre diecimila molecole differenti) e lancia un nuovo allarme: la contaminazione da composti poli e perfluoroalchilici pericolosi per la salute umana) è largamente diffusa anche in Toscana e interessa numerosi corsi d’acqua inquinati dagli scarichi di diversi distretti industriali.
Tra cui anche quello della carta che si va ad aggiungere agli impatti dell’industria conciaria, tessile e florovivaistica. La raccomandazione di Greenpeace è quella di attivare le Asl per avviare al più presto indagini sulle acque potabili, soprattutto nelle aree in cui si registrano elevati livelli di contaminazione.
I campionamenti effettuati nei fiumi, a monte e a valle degli impianti di depurazione industriale: il consorzio Torrente Pescia e Aquapur (distretto carta), i depuratori del distretto conciario (depuratore Aquarno) e del cuoio (depuratore Cuoio-Depur, che scarica nel Rio Malucco), i fiumi Ombrone, Bisenzio e Fosso Calicino (distretto tessile) e il torrente Brana (distretto florovivaistico).
Le concentrazioni più elevate sono state rilevate nel Rio Malucco, nel Fosso Calicino, nel fiume Ombrone e nel Rio Frizzone a Porcari a valle del depuratore Aquapur.
Nel fiume Ombrone la concentrazione a valle del distretto tessile è risultata circa 20 volte superiore rispetto a monte, mentre nel Rio Frizzone a valle del depuratore la presenza di Pfas era di circa 9 volte rispetto a monte.
Grave, denuncia la noprit ambientale, è la situazione del fluoro organico adsorbibile (Aof). L’applicazione di questa tecnica analitica ha evidenziato le contaminazioni più preoccupanti a valle di uno dei depuratori del distretto tessile a Prato, quello di Calice (4.800 nanogrammi/litro), seguito dal canale Usciana a valle del depuratore Aquarno (4.500 nanogrammi/litro) e nel Rio Frizzone a valle del depuratore Aquapur (3.900 nanogrammi/litro) a Porcari.












