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Le falde acquifere fanno sempre più acqua

Come Acqua
Immagine da Pixabay

Nella giornata dedicata al tema dell’acqua si alza l’attenzione su quanto sia potenzialmente contaminata. Come si può correre ai ripari?

Sulle falde e sulla bontà dell’acqua che scorre non solo in Italia ma in tutta Europa si deve tornare a riflettere urgentemente. Perché la situazione sta peggiorando e se acqua (oggi 22 marzo ricorre la giornata dedicata al questa materia prima vitale), suolo e aria sono inquinate non possiamo sperare in un buon futuro.

Ne è conscia anche l’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (Hera) che ha appena organizzato un consorzio globale per la sorveglianza ambientale e delle acque reflue per la sanità pubblica che prende il nome di Glowacon.

Obiettivo principale è la creazione di un sistema sentinella internazionale per l’individuazione precoce, la prevenzione e il monitoraggio in tempo reale delle minacce e dei focolai epidemici. E sulle resistenza agli antimicrobici.

Tra i partner scientifici il Centro comune di ricerca (Jrc) e la fondazione Bill & Melinda Gates.

La Toscana e i suoi Pfas

Nel frattempo GreenPeace non abbassa la guardia sui Pfas (un gruppo di oltre diecimila molecole differenti) e lancia un nuovo allarme: la contaminazione da composti poli e perfluoroalchilici pericolosi per la salute umana) è largamente diffusa anche in Toscana e interessa numerosi corsi d’acqua inquinati dagli scarichi di diversi distretti industriali.

Tra cui anche quello della carta che si va ad aggiungere agli impatti dell’industria conciaria, tessile e florovivaistica. La raccomandazione di Greenpeace è quella di attivare le Asl per avviare al più presto indagini sulle acque potabili, soprattutto nelle aree in cui si registrano elevati livelli di contaminazione.

I campionamenti effettuati nei fiumi, a monte e a valle degli impianti di depurazione industriale: il consorzio Torrente Pescia e Aquapur (distretto carta), i depuratori del distretto conciario (depuratore Aquarno) e del cuoio (depuratore Cuoio-Depur, che scarica nel Rio Malucco), i fiumi Ombrone, Bisenzio e Fosso Calicino (distretto tessile) e il torrente Brana (distretto florovivaistico).

Le concentrazioni più elevate sono state rilevate nel Rio Malucco, nel Fosso Calicino, nel fiume Ombrone e nel Rio Frizzone a Porcari a valle del depuratore Aquapur.

Nel fiume Ombrone la concentrazione a valle del distretto tessile è risultata circa 20 volte superiore rispetto a monte, mentre nel Rio Frizzone a valle del depuratore la presenza di Pfas era di circa 9 volte rispetto a monte.

Grave, denuncia la noprit ambientale, è la situazione del fluoro organico adsorbibile (Aof). L’applicazione di questa tecnica analitica ha evidenziato le contaminazioni più preoccupanti a valle di uno dei depuratori del distretto tessile a Prato, quello di Calice (4.800 nanogrammi/litro), seguito dal canale Usciana a valle del depuratore Aquarno (4.500 nanogrammi/litro) e nel Rio Frizzone a valle del depuratore Aquapur (3.900 nanogrammi/litro) a Porcari.

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