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Città italiane: che aria respirano i bambini?

strade scolastiche
Immagine da Depositphotos

Troppo inquinata è l’aria delle città italiane, come riporta Clean Cities. Ecco perchè servirebbero più strade scolastiche e pedonabili. Limitare il traffico motorizzato farebbe bene due volte, diminuendo l’inquinamento e gli incidenti

Streets for kids è l’iniziativa organizzata da Clean Cities, progetto europeo promosso nell’ambito di Horizon Europe, che promuove l’istituzione delle strade scolastiche, ovvero le aree intorno alle scuole dove, durante gli orari di ingresso e uscita, si riduce il traffico motorizzato per favorire la mobilità pedonale e ciclistica.

Perché l’aria delle città italiane, comprese le zone a ridosso delle scuole, a causa delle automobili (sia dei genitori, sia di chi passa per quelle strade) è troppo inquinata.

E questo fa male “alla salute di bambini/e, in particolare sul sistema respiratorio e sullo sviluppo cerebrale e cognitivo – fa notare Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria che propone un rimedio – “un’ottima soluzione è istituire strade scolastiche nelle zone adiacenti alle scuole dove i bambini/e trascorrono molto tempo quotidianamente, limitando il traffico automobilistico, soprattutto negli orari di entrata e di uscita, creando aree pedonali, che favoriscono gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici“.

Lo dice la scienza: Luca Boniardi, ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, spiega infatti: “interventi locali di riduzione del traffico migliorano la qualità dell’aria, con potenziali benefici soprattutto per i più vulnerabili, bambini in primis“.

Ed è proprio Clean Cities a stilare una classifica delle migliori città europee in termini di mobilità urbana, analizzando strade scolastiche, ciclabilità e zone a bassa velocità in Europa.

Va detto subito che nessuna città italiana rientra nella top 10, anche se vediamo che Bologna (16esima) è la più virtuosa tra le italiane, anche per strade scolastiche e limiti di velocità, seguita da Milano (23esima) e Torino (24esima).

Da notare come Firenze (29esima) e Roma (32esima) si trovino nella parte bassa della classifica generale. L’Italia, insomma, manca di investimenti costanti, soprattutto su ciclabilità e moderazione della velocità.

La classifica si basa su dati ufficiali, raccolti da Clean Cities Campaign: in 5 mesi ha raccolto informazioni direttamente dalle amministrazioni e da altre fonti pubbliche di 36 città (un campione trasversale per posizione geografica, dimensione urbana e approcci alla mobilità) sulla base di tre indicatori, strettamente legati ai consigli delle Nazioni Unite e di altri esperti, per rendere le città più a misura di bambina e bambino.

Rispetto ai singoli indicatori l’Italia mostra segnali positivi per quanto riguarda le strade scolastiche, con Milano seconda a livello europeo. Torino (quarta) e Bologna (11esima) sono ben posizionate.

Anche Roma (16esima) mostra progressi, mentre Firenze è in fondo alla classifica, tra le 10 che non hanno nemmeno una strada scolastica.

Crediti immagine: Depositphotos

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