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Riaperto il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
centro per l'arte contemporanea luigi pecci

centro per l'arte contemporanea luigi pecciDopo un lavoro di ristrutturazione e di adeguamento energetico durato 6 anni, che ha reso necessaria la chiusura per 3 anni del centro, a fine 2016 ha finalmente riaperto Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, la prima istituzione italiana costruita ex novo per presentare, collezionare, documentare e promuovere le ricerche artistiche più avanzate in ambito internazionale.

La valorizzazione delle opere d’arte conservate nel Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci ha richiesto, all’inizio degli anni duemila, il raddoppio della superficie espositiva e una ristrutturazione dell’edificio originario dell’architetto Gamberini.

I lavori di ristrutturazione del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci sono stati affidati a Maurice Nio, uno dei più originali interpreti della cultura architettonica del nostro tempo, che ha deciso, con il suo progetto di favorire il rapporto fra il centro culturale e il suo territorio.

All’edificio esistente, lasciato intatto in tutti i suoi aspetti, si è accostato un nuovo volume a forma di anello che si orienta verso la dimensione pubblica e abbraccia lo stabile originario, donandogli una nuova facciata e un ingresso nuovo e funzionale.

Ristrutturazione sostenibile del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci

Il complesso si estende su una superficie di quasi 10.000 metri quadrati ospitando, oltre agli spazi espositivi, un archivio, una biblioteca specializzata, un teatro all’aperto da 1.000 posti, un cinema/auditorium da 140 posti, uno spazio performativo da 400 posti, un bookshop, un pub/bistrot e un ristorante, oltre a laboratori e varie sale riunioni.

Il rinnovato Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci vanta soluzioni impiantistiche all’avanguardia che hanno apportato benefici legati alla sua sostenibilità: illuminazione e comfort interno sono stati studiati per offrire l’ambiente migliore ai visitatori garantendo al tempo stesso il minimo impatto sui costi di gestione della struttura e sull’ambiente circostante.

L’intervento di ristrutturazione è stato caratterizzato dalla forma singolare dell’edificio, dall’ampia presenza di vetrate che forniscono la necessaria luce naturale agli ambienti e la continuità funzionale con il corpo di fabbrica esistente.

Nel progetto è stata data grande importanza alla collocazione delle centrali e dei locali tecnici , per ottimizzare il loro funzionamento e gli spazi, come pure si è cercato di coniugare le esigenze di comfort e di illuminazione.

Il cuore della centrale è composto da 2 pompe di calore polivalenti condensate ad acqua, fornite dalla società Climaveneta, che possono funzionare in solo freddo, caldo e freddo simultaneamente o solo caldo, adattandosi alle richieste dell’edificio e dei suoi occupanti, durante tutto l’anno.

Le unità per la produzione di acqua calda e refrigerata sono alimentate utilizzando una soluzione con vettore energetico tutto elettrico da rete, rinunciando alla produzione di energia da fonte non rinnovabile a combustione.

Infine, nella progettazione del restauro e della riqualificazione del fabbricato preesistente Gamberini, si è previsto un programma di sostituzione dei vecchi impianti tradizionali degli anni ’80, per arrivare a una sostituzione completa dei generatori energetici esistenti, con unità polivalenti.

Il primo passo di questa revisione degli impianti del Centro per l’arte Contemporanea Luigi Pecci è stato già stato fatto con il rifacimento della sala auditorium-cinema al piano terra, in cui il nuovo impianto di climatizzazione di tipo autonomo, già funzionante, prevede una pompa di calore polivalente da esterno.

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