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La mobilità condivisa come servizio, verso la sostenibilità

città: Milano - pubblicato il:
mobilità condivisa come servizio

Un nuovo concetto di mobilità condivisa e sostenibile, basato sulla mobilità come servizio e, quindi, lontana dalle logiche attuali di automobile come bene personale e, spesso, di status symbol.

Non più, quindi, movimenti basati su auto private, autobus e taxi ma un sistema di veicoli autonomi, organizzati in flotte di Maas – ovvero secondo il principio della mobilità come servizio, per ridurre il traffico urbano e risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico nelle nostre città.

L’idea innovativa di sostituire questo vecchio traffico con la mobility as a service (MaaS) sarà la risposta adatta per diminuire le emissioni inquinanti e il traffico urbano, consentendo la nascita di nuovi spazi cittadini a misura di uomo, ripuliti dall’esigenza di destinare spazi e risorse ai parcheggi: la futuristica visione deriva dai risultati di uno studio effettuato sulla città di Helsinki.

L’analisi dei dati raccolti dall’International Transport Forum (ITF) dimostra infatti che i risultati migliori si ottengono quando tutti i viaggi con mezzi privati vengono sostituiti con viaggi in condivisione: la mobilità condivisa sarà quindi il futuro della mobilità urbana.

Mobilità condivisa: i risultati dello studio

Utilizzando i dati e i risultati del focus group di Helsinki, gli studi dell’ITF confermano le scoperte della precedente simulazione di mobilità condivisa effettuata con il Lisbon Study. La simulazione effettuata nella capitale portoghese mostra che si potrebbero eliminare 9 auto private su 10 se tutti i viaggi venissero realizzati utilizzando la sharing mobility.

Allo studio della ITF ha partecipato anche PTV Group – che fa parte del board dei partner del forum – e, sulla base dei risultati, ha sviluppato una MaaS software suite per calcolare, implementare e operare concretamente flotte di veicoli autonomi elettrici da utilizzare per la mobilità come servizio.

Mobilità condivisa: le differenze tra i test di Lisbona ed Helsinki

Sembra quasi inutile ribadirlo ma i benefici della mobilità condivisa, per Lisbona come per Helsinki, sono evidenti tanto quanto i miglioramenti radicali che queste innovazioni porterebbero alla struttura di qualunque altra città nel mondo.

Se Lisbona, infatti, sostituisse tutto il traffico costituito da macchine private, bus e taxi con flotte Maas di veicoli autonomi, le emissioni di CO2 potrebbero essere ridotte del 62%. Inoltre, quasi un quarto della popolazione della città sarebbe disposto ad adottare la mobilità condivisa invece del proprio veicolo privato.

Se analogamente Helsinki e la sua area metropolitana introducessero la mobilità condivisa per sostituire le automobili private, bus e taxi, le emissioni di CO2 potrebbero essere ridotte del 28%, mentre il traffico verrebbe ridotto del 37%. Molti spazi dedicati ai parcheggi potrebbero dunque essere utilizzati per altri scopi.

La minore riduzione delle emissioni inquinanti nell’area metropolitana di Helsinki rispetto a quella di Lisbona si spiega con il fatto che in Finlandia esiste una rete di trasporti pubblici già molto efficiente; inoltre i cittadini finlandesi sono soliti spostarsi a piedi o con una bicicletta, cosa che concede margini di miglioramento inferiori rispetto a Lisbona.