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Green jobs, anche i mestieri antichi possono avere una svolta green

città: Milano - pubblicato il:
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Sono mestieri antichi: coltivatore, panettiere, pescheria o ancora venditore di tessuti, lavandaia e sarto. E sono ancora molto richiesti tanto che, quelli che vengono definiti come lavori di una volta, danno lavoro a 862mila addetti in Italia e quasi 100mila in Lombardia.

In Italia sono quasi 733mila le imprese che svolgono mestieri antichi, come una volta – coltivatori, panettieri, pescivendoli e venditori di tessuti, lavandaie e sarti, ricamatori – dando lavoro nel complesso a 862mila addetti in Italia.

Settori che, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, generano in Italia un business da oltre 30 miliardi di euro in un anno, di cui 7 miliardi in Regione.

Molti i giovani che si inventano una professione e diventano imprenditori: +3,9% rispetto allo scorso anno, in tutto più di 54mila in Italia e 3.688 in Lombardia. E crescono anche gli stranieri: +4,1% in un anno.

Mestieri antichi, coniugare tradizione e innovazione

Ma, come fa notare Giovanni Benedetti, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, le imprese devono imparare a coniugare il sapere e i sapori della tradizione con l’innovazione nei processi e nei canali di vendita, senza mai dimenticare la sostenibilità, la qualità e la sicurezza della filiera.

Benedetti cita il caso del settore agricolo, ma in realtà questo suggerimento vale per tutti i settori produttivi.

Efficienza energetica, mobilità sostenibile, uso di prodotti ecologici: anche i mestieri di una volta possono adottare buone pratiche e migliorare l’impatto dell’industria sul sistema Italia.

Una mano, anzi due, a gestire in maniera più sostenibile la propria impresa la dà la tecnologia. Ed è quindi importante che nel proprio processo di formazione ci siano stage in tema di Industria 4.0.

I numeri relativi ai mestieri antichi

Tra i principali settori per numero di attività ci sono l’agricoltura (632mila), la produzione di pane e dolci (quasi 30mila), il commercio tradizionale con tessuti, le lavanderie (20mila), le sartorie (oltre 10mila), i commercianti di pesce (6.677), di tessuti (5.884) e di fiori (3.739), gli artigiani del legno (3mila).

Le regioni dei mestieri antichi sono la Puglia e la Sicilia – entrambe con circa 80mila imprese – e la Campania che segue con oltre 66mila imprese.

La Lombardia è settima in Italia con circa 49mila imprese. Tra le prime 10 province italiane della tradizione Bari è al primo posto (con quasi 27mila mestieri storici), Foggia (25mila), Cuneo (18mila), Roma (17mila), seguite da Salerno, Bolzano, Catania, Verona, Treviso e Napoli.

A crescere di più in un anno sono soprattutto le province del Sud: Avellino che registra una crescita del +2,9% (contro la media nazionale del -0,5%) e del +37,7% per quanto riguarda le imprese giovanili attive nei settori considerati, Reggio Calabria (+2,5%), Catanzaro (+2,3%) e Benevento (+1,9% e +50,4% i giovani).

È quanto emerge da una elaborazione della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Registro Imprese e dati Aida – Bureau van Dijk.

Mestieri antichi in Lombardia

Sono complessivamente quasi 49mila le imprese che svolgono mestieri antichi in Lombardia e circa 100mila gli addetti, per un giro d’affari che ammonta a circa 7,3 miliardi di euro. Al primo posto Milano (8.293 imprese e 26mila addetti), seguita da Brescia (7.964 imprese e 12mila addetti) e Mantova (6.844 imprese e circa 8mila addetti).

In regione giovani imprenditori nei mestieri tradizionali sono 3.688, gli stranieri 2.917, le imprese femminili ammontano a 6.947 unità e 1 su 5 è un’impresa artigiana (9.782).

Accanto ad agricoltori, sarti, panificatori, lavanderie e aziende di piallatura del legno, si contano in Lombardia tra gli altri oltre 800 tessitori, 700 calzolai, più di 300 ricamatori e aziende di produzione di pizzi e merletti, oltre 250 corniciai, circa 450 imprese tra orologiai e riparatori di gioielli, 226 spazzacamini, una quarantina di artigiani del vetro e più di 50 maniscalchi.

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