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La transizione energetica futura accende la sfida dell’economia circolare

città: Roma - pubblicato il:
transizione energetica - maire technimont

La buona notizia è che la transizione energetica futura porterà a un sempre minor uso del petrolio e dei suoi derivati per la mobilità; quella meno buona è che, nel 2030, la domanda globale di plastiche assorbirà da sola circa un terzo del consumo totale di petrolio.

Questo scenario – delineato dalle stime dell’International Energy Agency – riapre le discussioni e le attese sull’uso durevole delle risorse che vanno opportunamente combinate e riciclate attraverso l’economia circolare.

Infatti, grazie a un aumento globale del benessere della popolazione, allo sfruttamento delle energie rinnovabili e a una mobilità sempre più sostenibile, in futuro il petrolio sarà utilizzato principalmente per la produzione di petrolchimica (plastiche e derivati), più che per i carburanti fossili.

La transizione energetica che ci si attende – in base all’incremento totale della domanda di petrolio 2017-2030 – porterà a 3,2 milioni di barili al giorno la quota utilizzata dalla petrolchimica su un totale di circa 9,6 milioni di barili al giorno.

Questa tendenza da un lato conferma la crescita dell’uso degli idrocarburi per produrre materiali plastici durevoli in processi con limitate emissioni di anidride carbonica; dall’altro, pone la sfida della decarbonizzazione anche nel campo delle materie plastiche, dati gli squilibri ambientali causati dall’eccesso di anidride carbonica nell’atmosfera.

Una strategia efficace in questo senso passa dallo sviluppo di sistemi produttivi basati sul riuso e sul riciclo dei materiali, nonché nel settore dei biopolimeri e, in questo scenario, si aprono interessanti prospettive per l’ingegneria chimica italiana, che può svolgere un ruolo chiave nella transizione energetica.

Di questo si è parlato a Roma nel convegno La società sostenibile del futuro: il ruolo dell’ingegneria chimica, organizzato dall’Associazione Italiana di Ingegneria Chimica (AIDIC) in collaborazione con Maire Tecnimont, Eni e Cargill, per approfondire le tendenze più recenti e avanzate nei settori dell’energia, della chimica verde, della bioraffineria e della mobilità.

Nell’incontro si è discusso di transizione energetica, dell’evoluzione verso un sistema di energia sostenibile e delle sfide per un suo utilizzo più efficiente e consapevole, esplorando il concetto di sostenibilità attraverso l’applicazione di differenti approcci verso le risorse e verso l’ambiente.

Maire Tecnimont, attraverso il progetto di Green Acceleration recentemente presentato e il lancio di NextChem, una società dedicata alle nuove tecnologie per accompagnare la transizione energetica in atto, si sta già orientando in questo senso attraverso tre direttrici: tecnologie per la riduzione della carbon footprint, economia circolare e nuovi prodotti e materie prime green per industrializzare la produzione di bioplastiche.

In quest’ottica il Gruppo ha già investito negli ultimi 5 anni circa 50 milioni di euro in oltre 70 progetti di innovazione, anche attraverso investimenti mirati in startup e partnership.

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