Home Eco Lifestyle Quell’asparago è da riscoprire perché fa bene all’uomo e all’ambiente

Quell’asparago è da riscoprire perché fa bene all’uomo e all’ambiente

città: Milano - pubblicato il:
asparago

L’asparago è una pianta ancora tutta (o molto) da scoprire e che potrebbe avere un bel ruolo in tema di economia circolare: “uno studio commissionato di recente all’Università degli studi di Ferrara, seguito dalla facoltà di chimica degli alimenti, è finalizzato a dare valore sia al prodotto principale, l’asparago verde, sia allo scarto primario di lavorazione, ovvero il codino che di fatto rappresenta circa il 20% del prodotto raccolto in campo” spiega Lorenzo Moro, sales and export di Primo AsparagoNella prima fase dello studio sono stati approfonditi gli aspetti organolettrici e nutrizionali analizzando le diverse parti dell’asparago, dalla punta al fusto alla parte finale e infine il codino verificando che la maggior concentrazione di sostanze nutritive è nella punta e quindi sconsigliandone un utilizzo diverso rispetto a quello commestibile, cosi come nella parte centrale e nello scarto sono presenti interessanti quantità di fibre nobili e di sostanze utili quali integratori o coadiuvanti alimentari motivandone e consigliandone un ulteriore approfondimento“.

Vale la pena quindi coltivarlo. Come ci racconta Moro (incontrato durante la design week presso Cascina Cuccagna), che ha fatto della coltivazione dell’asparago la propria specializzazione.

L’analisi sugli scarti studiata nel progetto dell’Università di Ferrara prevede diverse fasi per valutare la trasformazione e le modificazioni chimiche degli alimenti presenti nei codini e negli scarti di prima lavorazione relativamente al tempo di giacenza prima di essere raccolto e lavorato (o smaltito). Poi gli studi si concentreranno sulla fibra presente che di fatto, con l’acqua costituisce il 98%, del codino.

La fibra solubile” spiega ancora Morocomprende carboidrati particolari (quali le pectine) e si caratterizza per alcuni importanti benefici che la rendono parte integrante di qualunque regime dietetico equilibrato“.

Dai primi risultati della ricerca la fibra solubile di cui sembra ricco il codino di asparago favorisce il mantenimento nell’intestino di un pH che rallenta la crescita della flora batterica nociva ed esalta la proliferazione della flora batterica benefica, creando effetto prebiotico (non vengono quindi assorbite dall’organismo ma utilizzate dalla flora intestinale).

La nutraceutica dell’asparago si arricchisce di ulteriori conferme. La ricerca dell’Università di Ferrara punta ad analizzare insulina e pectine che non presentano attività prebiotica ma come fibra solubile riducono l’assorbimento dei nutrienti.

È pertanto utile nelle diete ipocaloriche (finalizzate a ridurre il peso corporeo)” ricorda Moroe nel contrastare l’iperglicemia (riscontro di valori elevati di glicemia nel sangue) e l’iperlipidemia (aumento del livello di colesterolo e trigliceridi nel sangue)“.

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