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Le belle Repubbliche Baltiche sono libere, ma non dall’amianto

città: Milano - pubblicato il:
repubbliche baltiche - tetti in eternit

Tetti di Eternit dappertutto. Ma questo potrebbe essere anche un’opportunità per le imprese italiane specializzate nella rimozione di questo materiale. Ecco perché dunque conviene valutare la possibilità di lavorare nelle Repubbliche Baltiche. A cominciare dalla Lituania

Lo producono ancora in loco e quindi sembrerebbe inutile stupirsi se i tetti delle Repubbliche Baltiche sono ancora ricoperti di Eternit. In fondo è una delle eredità del dominio comunista su questi Paesi: l’asbesto è un minerale di cui gli Urali russi sono ricchi.

Ma, l’indipendenza dall’occupazione sovietica (il 23 agosto 2019 si è celebrata la 30esima giornata della lunga catena umana: 600 km di mani che tracciavano la via dell’indipendenza) dovrebbe ora pretendere una nuova libertà, quella dai tetti di amianto.

Perché, il pericolo sussiste. Ed è forte per la salute di tutti quelli che abitano sotto un tetto di amianto. E di chi ci vive attorno. Tetti vecchi per lo più che non sappiamo come si comportano di fronte agli stravolgimenti climatici che anche i Paesi EstLaLia (acronimo delle Repubbliche Baltiche) vivono.

Bombe d’acqua, trombe d’aria, grandine con chicchi dalle proporzioni impensabili una volta: tutto può contribuire a frantumare le lastre e a rendere pericoloso il soggiorno.

Certo, la rimozione, che a quanto pare non è ancora incentivata nelle Repubbliche Baltiche, in effetti potrebbe essere un problema. Soprattutto se i tetti di Eternit sono già sottoposti alle incurie del maltempo.

In particolare, i lavoratori ancora esposti all’amianto sono molti. Quelli in ambito edile soprattutto. Il problema è stato sollevato anche da un rapporto pubblicato dall’Unione Europea che prendeva in considerazione specificatamente il caso lituano. Il rapporto sottolinea come sarebbero ancora pochi i medici capaci o interessati a redigere rapporti di malattia per blastoma.

In realtà, in tutto questo c’è una grande opportunità per chi è specializzato in rimozione dei tetti in Eternit.

L’appello si adatta bene anche alle imprese italiane che in fatto di sostituzione dei tetti in amianto hanno una forte esperienza.

I tetti in Eternit in Lituania (ma in effetti anche nelle altre Repubbliche Baltiche: Lettonia ed Estonia) sono ovunque. Nelle città come in campagna.

Le coloratissime e tradizionali case in legno che si trovano anche nelle capitali come Vilnius, Riga e Tallin hanno quasi tutte già cambiato i serramenti. Segno che l’entrata nella Comunità Europea ha aumentato l’attenzione all’efficientamento energetico. Il prossimo passo deve per forza prevedere la sostituzione e del tetto.

Fa parte di un innegabile cambiamento che EstLaLia ha messo in atto. I lavori di manutenzione sono ovunque: strade, ponti, fognature. Le gru spuntano nello skyline delle città.

Vilnius, la capitale della Lituania, ma anche Tallin, prima città dell’Estonia sono già avanti. E nulla hanno da invidiare alle capitali europee. In effetti, molto lavoro è da fare sulle strutture degli edifici. Il materiale da costruzione utilizzato nell’epoca delle Repubbliche Socialiste Sovietiche risulta scadente. Molti balconi sono avvolti dalle reti per evitare calcinacci sui passanti.

Purtroppo, è da constatare l’utilizzo negli anni passati di cemento scadente. Esempio lampante è il mausoleo Linnahall costruito a Tallin per le Olimpiadi del 1980 che ora cade a pezzi. Un enorme cadavere in riva al mare.

Il cemento degli ultimi 50/70 anni è tutto da sostituire. Il lavoro da fare c’è. Le risorse? A oggi forse chi abita nella ex Urss ha preferito investire in auto (molte in giro quelle di alta cilindrata guidate con estrema disinvoltura): un bisogno di proprietà, almeno così giustificano i locali la diffusione delle belle auto.

Difatto, l’unico sharing che si vede in città è legato ai monopattini. Di macchine o moto elettriche in condivisione neanche l’ombra.

Ma la sensazione è che sia sempre più diffusa l’attenzione anche all’ambiente. In Lettonia, per esempio, la raccolta differenziata prevede anche una tassa per l’acquisto delle bottigliette di plastica (una sorta di vuoto a rendere di 10 centesimi).

Non si vedono rifiuti abbandonati in giro (o almeno i casi sono esigui). I cestini sono usati e svuotati sovente. Servizi igienici ovunque. Anche sulle spiagge.

La passione per i fiori e le piante si respira ovunque. Il culto del melo, ogni villetta ne ha uno, porta con sé spesso l’allestimento anche di un orto. E questo avviene sia nei paesi che nelle città dove si apprezza molto anche una bacca come il sorbo, forte sia nel gusto che nella resistenza climatica.

L’aria è buona favorita dal verde e dal vento che anche in estate non manca. Certo, in alcune città, Tallin in primis, il turismo inizia a pesare sulla sostenibilità. Ma è anche fonte di introiti.

L’acqua del rubinetto è fresca e si riempie volentieri la borraccia. Abbiamo notato che mancano le fontanelle pubbliche, ma questo dipende probabilmente dal fatto che in inverno le temperature sono spesso molto basse e quindi la manutenzione potrebbe essere difficile.

Treni a tariffe democratiche e autobus sono i mezzi con il quale consigliamo di girare per le Repubbliche Baltiche. Per diletto o per business conviene prenderle in considerazione.

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