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L’automotive in crisi preoccupa il Governo

città: Milano - pubblicato il:
settore automotive

Al tavolo di lavoro, voluto lo scorso 18 ottobre dall’attuale Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, hanno partecipato più di 40 soggetti.

Addetti ai lavori che non hanno fatto mancare suggerimenti e proposte al legislatore: la preoccupazione, infatti, è grande, dovuta in primis alla stagnazione in cui sembra invischiato un settore che dà lavoro in Italia a oltre 250.000 persone (dati Istat-Anfia).

Non è una crisi che nasce oggi, ma forse è stata mascherata dai tassi di crescita vertiginosi dei Paesi in via di sviluppo: il rallentamento in atto degli stessi (la crescita del Pil cinese e indiano è ormai sotto la soglia psicologica del 7% che, per quelle realtà, è un valore molto basso) ha fatto sì che la crisi stia ora esplodendo. E ciò nonostante i buoni risultati messi a segno negli ultimi trimestri dai colossi del settore.

Naturalmente le tensioni internazionali dovute alla guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, alla telenovela della Brexit e alla recrudescenza del conflitto siriano non sono certo di aiuto, ma la minaccia viene dalla transizione tecnologica verso la mobilità sostenibile, una transizione quale il settore non ha mai dovuto affrontare nei suoi oltre cent’anni di storia, che impatterà l’intera filiera in modo drammatico: secondo alcune stime la catena del valore (che oggi vale circa 150 miliardi di euro l’anno in Italia, potrebbe contrarsi di circa un terzo con rivolti occupazionali preoccupanti).

filiera automotive elettrica

D’altronde, come tutte le transizioni, anche questa rappresenterà una opportunità per chi ne saprà approfittare muovendosi rapidamente per conquistare posizioni fino a oggi inattaccabili.

È questo lo spirito con il quale Motus-E, associazione che rappresentanza le imprese impegnate nello sviluppo della mobilità elettrica, ha formulato alcune proposte di direttrici per una azione di governo (potremmo osare chiamarla di politica industriale) che aiuti le imprese italiane a cogliere questa opportunità.

Ciò a partire dal sostegno alla filiera incentivando le economie di scala e l’innovazione. Secondo Motus-E sono necessari meccanismi incentivanti che abbiano per obiettivo la progressiva decarbonizzazione del parco circolante e che prevedano la graduale cancellazione dei sussidi ambientalmente dannosi.

infografica mercato automotive elettrico

Gli incentivi si dovrebbero spingere anche verso il sostegno allo sviluppo dell’infrastruttura pubblica e privata, con particolare riferimento al superamento dell’attuale impossibilità di assimilare a uso domestico (e dunque a tariffa agevolata) una seconda utenza per la ricarica della vettura elettrica nel proprio box o posto macchina.

Tutto ciò a partire dalla decarbonizzazione dei servizi pubblici di mobilità, armonizzando i regolamenti locali e ponendo precisi obiettivi per la conversione delle flotte in uso alla Pac e Pal: si punta a un 25% entro il 2022 e al 50% entro il 2025.

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