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Animali persi e ritrovati? Ci pensa il cerca animali

città: Milano - pubblicato il:
cerca animali - baldon

Può capitare a tutti di avere bisogno di lui, il cerca animali. I nostri inseparabili amici pelosi possono smarrirsi o scappare per tanti motivi. Ma in quel momento di disperazione e angoscia c’è una persona a cui possiamo rivolgerci

Ci vuole calma e sangue freddo. In generale, ma in particolare se si fa un mestiere come quello di Gianluca Baldon, ovvero il cerca animali smarriti.

Un’attività importantissima, che riporta a casa i pet, ma anche animali da cortile o selvatici in cattività, che si sono persi e spesso rischiano la vita, lasciando i proprietari in uno stato di angoscia e disperazione.

Fra i suoi clienti anche Guido Bagatta che lo ha interpellato per ritrovare la sua adorata bassottina Margot, smarrita durante una passeggiata serale. Da questo incontro è nato il libro Chiama il cerca animali. Storie avventurose di cani e gatti persi e ritrovati, edito da Rizzoli.

Una serie intrigante di casi. Come in un libro giallo, in cui Gianluca Baldon ha messo a frutto la sua capacità di detective, psicologo ed etologo per riportare a casa animali smarriti. C’è anche una sezione dedicata ai consigli pratici per la gestione dei propri animali.

La passione per gli animali ha portato Gianluca Baldon, cinquantenne milanese, nel ’94 a collaborare dapprima come volontario presso l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), associazione dove poi è stato assunto e ha lavorato per 14 anni.

Nel 2008 ha ideato il progetto Autobau, un servizio di trasporto e soccorso per gli animali accompagnati o meno dai proprietari.

Il cerca animali segue le orme e gli indizi come Poirot

Abbiamo chiesto a Baldon di raccontarci la sua attività, che assomiglia molto a quella di un detective e che riporta a casa in media 9 su 10 animali smarriti. Un risultato notevole: tanto che è sempre più richiesto e segue dai 2 ai 3 casi al mese per potersi dedicare con la giusta concentrazione a ogni ricerca.

L’ultimo successo è di questi giorni. Un caso che ha mobilitato i social, quello del cane Blanco scappato l’11 gennaio scorso e ritrovato dopo una decina di giorni a Milano. Questo cagnolone di taglia grande, adottato in canile, è diventato per la sua proprietaria Giulia, sedicenne che sta affrontando un momento difficile dell’adolescenza, un compagno inseparabile che la aiuta a superare attacchi di panico e paure.

I molti appelli hanno attirato l’attenzione delle persone che si sono date da fare per il suo ritrovamento. L’intervento di Gianluca Baldon è stato decisivo.

Quali doti ci vogliono per fare questo mestiere?

Sicuramente si impara molto dall’esperienza. È importante non lasciarsi coinvolgere emotivamente e mantenere la mente lucida e razionale.

Prima di cominciare la ricerca ho un colloquio di un’ora circa con i proprietari per capire le abitudini, lo stato di salute, il carattere, le paure dell’animale e poi cerco di coinvolgere tutta la famiglia nella ricerca, almeno i primi giorni, per far loro capire come lavoro e affinché possano vivere il ritrovamento in prima persona, rafforzando così il rapporto con il loro pet.

Mi piace molto instaurare una relazione con i famigliari, parlare con loro e creare un rapporto di fiducia.

Ci vuole una grande dose di pazienza, empatia e capacità di ascolto per mettersi sulle tracce e immedesimarsi nell’animale, per riuscire a prevederne i comportamenti ed entrare in connessione con lui.

Ma fondamentale, spiega Baldon, è anche la collaborazione delle persone. La ricerca è un’azione corale in cui le segnalazioni delle persone diventano imprescindibile per scovare le tracce giuste e concludere una ricerca con successo.

Volantini e social sono gli strumenti principali per portare avanti la ricerca anche se le segnalazioni vanno valutate una per una perché possono portare fuori strada.

Parlando con Gianluca Baldon si percepisce la sua passione per questo lavoro. Ricorda tutti i casi che ha seguito, uno per uno, compresi i ritrovamenti di serpenti, pappagalli e di una scimmietta.

Spiega che la ricerca dei gatti si conclude in genere più velocemente in quanto pur nascondendosi nelle proprietà private, più difficili da perlustrare, si allontanano meno, hanno un raggio di azione più limitato, mentre i cani possono percorre anche tanti chilometri durante la loro fuga.

I picchi di richieste sono dopo Capodanno, ovviamente, ma anche la primavera è a rischio, soprattutto per i gatti in amore che scappano dai balconi o dalle finestre aperte.

È capitato qualche caso di rapimento?

Sì, il più recente quest’estate quando i ladri sono entrati nell’abitazione di un artista residente in Corso Garibaldi a Milano e hanno rapito il suo volpino di Pomerania. Dalle tracce dell’effrazione (porta aperta con il piede di porco) abbiamo capito che poteva trattarsi di rom.

Ho quindi iniziato la ricerca nei campi rom dell’hinterland milanese che conosco, chiedendo informazioni. In questo caso però non mi sono stati d’aiuto come in altre occasioni e il cagnolino è stato ritrovato due mesi dopo da una signora in una zona abbandonata dalle parti di Viale Certosa, che lo ha portato dal veterinario consentendo di leggere il microchip.

Cosa fare quando si trova un animale per strada?

La regola generale è quella di portare l’animale al canile municipale per consentire al proprietario che lo sta cercando di ritrovarlo. Si può anche portarlo dal veterinario che può leggere il microchip e risalire alla sua famiglia.

In mancanza di microchip, dopo una decina di giorni durante i quali nessuno ha cercato l’animale, si può procedere con l’affido.

Quanti cerca animali ci sono in Italia? Pensa di insegnare il suo mestiere ad altre persone?

In Italia siamo una decina, non molti. Ho deciso di trasferire le mie conoscenze affinché altre persone possano intraprendere questa attività.

Partirà infatti verso la fine di febbraio a Milano il nuovo corso, in collaborazione con un’associazione, che prevede 10 giornate (al sabato) in cui daremo informazioni non solo su come si conduce una ricerca, ma anche nozioni legali e di sicurezza delle persone e degli animali.

La prima uscita costa circa 40/50 euro, poi dipende dalla difficoltà della ricerca. Chi fosse interessato può contattare Gianluca Baldon telefonicamente (cel. 347/4889683).

Con gli animali, prevenire è meglio

Particolare attenzione devono avere i proprietari di cani da caccia e segugi, anche i meticci derivati da queste razze, che per istinto possono avere la tendenza a seguire una traccia e ad allontanarsi perdendo poi la via del ritorno.

A Capodanno l’ultima passeggiata deve essere fatta entro le 18, massimo le 19, prima che inizino i botti, motivo di grande spavento e conseguente fuga degli animali.

I cani appena adottati, soprattutto se hanno un passato di disagio o da randagi, sono più propensi alla fuga. Non lasciateli mai in giardino da soli nei primi mesi di adozione, perché potrebbero saltare le recinzioni e scappare.

È bene concedere loro il tempo necessario all’ambientamento in modo che si sentano completamente sicuri nella nuova situazione e finalmente a casa. In determinate situazioni, è bene dotare di collare Gps i cani che vanno in giro da soli, che vivono in campagna o in zone isolate.

Non trascurate l‘importanza del microchip (obbligatorio per legge). La medaglietta è utile ma spesso, in caso di fuga, si perde.

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