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Belli anche gli orti sospesi su balconi e terrazzi

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Gli orti sospesi creati sui balconi hanno molti pro, qualche contro. Ce lo spiega chi lo fa già da anni come Aniara a Roma e Monica vicino a Bergamo

È boom degli orti sospesi su balconi e terrazzi. In tutta Italia da Nord a Sud in molti si sono organizzati con un orticello km zero, a spasso tra le nuvole.

Le soddisfazioni sono tante come ci racconta Aniara de Oliveira, laureata in biologia presso l’Università Roma Tre e appassionata di botanica e piante in generale (su Instagram la trovate come Vivere Verde Botanik).

La storia del suo orto urbano adagiato su un balcone di un appartamento a Roma ha come ispirazione la filosofia del Urban jungle, cioè l’idea di usufruire degli effetti benefici del verde non solo nei parchi e aiuole, ma anche negli appartamenti, contribuendo nel contempo all’arricchimento della componente vegetale nei centri urbani stessi.

A ciò si è aggiunta l’idea di avere prodotti a Km0, anzi centimetri zero.

Ma vediamo da dove è partita Aniara per allestire il suo orticello: “Inizialmente sono state scelte alcune piante aromatiche come il rosmarino, la salvia, l’origano, la menta, il prezzemolo e tante altre che normalmente vengono impiegate in cucina, in un secondo momento sono state piantate altre come i peperoni, i peperoncini, lo zenzero e i pomodori capaci di dare frutti pur mantenendo un’altezza molto contenuta”.

Ma ad Aniara non basta “piantare”, ma anche sperimentare le colture migliori. E da lì che ha iniziato a fare ricerche personali “sui metodi più adatti alla cura delle piante come per esempio la concimazione e la protezione contro i parassiti, tutto ciò con l’utilizzo di elementi rigorosamente biologici a volte ricavati sia dagli scarti della cucina come ad esempio la buccia delle cipolle, oppure dall’orto stesso nei momenti in cui determinate piante vengono utilizzate per la preparazione di decotti o polveri che possono servire sia da concime che da repellente, e quindi in questi casi l’orto diventa sinergico e si auto mantiene”.

“Poi – continua Aniara – anche altre tipologie di piante hanno integrato lo spazio disponibile e quindi sono state introdotte specie ‘esotiche’ come l’aloe vera, il boldo, la stevia e l’asparago ornamentale”.

Oltre alle specie tropicali anche le piante decorative più comuni necessarie per dare un tocco di colore fanno parte di questa piccola giungla romana sul balcone, e quindi rose e ciclamini donano colore nei periodi di fioritura.

La creazione del piccolo orto urbano ha portato diversi vantaggi ammete Aniara: “avere erbe aromatiche e altri vegetali freschissimi da utilizzare in cucina, il risparmio poiché pur essendo limitato il raccolto, soprattutto nel caso dei frutti come i pomodori e i peperoni, in ogni modo si ha sempre qualcosa di interessante da portare a tavola”.

Un altro aspetto positivo è la preparazione di piccoli rimedi naturali “come le tisane alla menta o alla verbena officinalis ad esempio, e per ultimo creare uno spazio dedicato all’orto o garden terapia, cioè usufruire della sensazione di benessere che le piante ci donano quando ci prendiamo seriamente cura di loro per non parlare del contatto diretto con il verde, un’interazione che è stata molto importante nel periodo del lockdown“.

E se gli orti sospesi non riescono bene, non demordete: è questo il consiglio di Aniara de Oliveira: “la mia esperienza personale è che anche i fallimenti – come la perdita di alcune piantine – arricchiscono il bagaglio di conoscenza per l’andamento del piccolo orto, inoltre è un piacere contribuire a donare un ulteriore spazio green alla città”.

L’orto sospeso di Monica
Il terrazzo è il luogo coltivato anche da Monica Foresti che vive in provincia di Bergamo. Tra i pro di questa scelta indica il fatto che “sul terrazzo non si hanno i problemi di un vero orto: non ci sono le lumache che mangiano a più non posso. Insomma, è un luogo più protetto”.

Certo, nulla si può fare se arrivano temporali forti (come ormai frequentemente accade): “la grandine spesso mi rovina le piantine e tante volte ho perso rami con frutti”.

Questa sua passione inizia cinque anni fa: “per prima cosa mi sono informata sul tipo di pianta adatta a resistere nel vaso, cosa potevo coltivare e ho iniziato con grande emozione e ottimismo. Ovviamente, non si può pretendere di avere kg di raccolto, ma quel poco che si ottiene, sai che è nato dalla cura delle tue mani, che è biologico, sano e gustoso”. E alla fine è cresciuto anche un melone sul suo terrazzo.

E poi Monica ci aggiunge il fatto che è “rilassante guardare le piantine che crescono , fioriscono e maturano è una terapia che consiglio a tutti perché svuota la mente da altri pensieri e dà felicità”.

Ecco perché ogni anno è un appuntamento fisso in casa sua: “Non è importante avere ettari di terra. Basta un angolo e il miracolo si avvera”.

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