Home Imprese Sostenibili Assicurazioni in campo in nome del cambiamento climatico. A loro vantaggio

Assicurazioni in campo in nome del cambiamento climatico. A loro vantaggio

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alleanza contro i cambiamenti climatici
Foto di Pete Linforth da Pixabay

Prendiamo Allianz, Generali e Zurich e vediamo come si muovono all’interno della Net-zero asset owner alliance, una vera e propria dichiarazione di intenti per combattere i gas serra

La lotta al cambiamento climatico conta un nuovo giocatore, o meglio, una nuova squadra: la Net-zero asset owner alliance.

L’alleanza, lanciata nel settembre 2019 durante il vertice sul clima delle Nazione Unite, ha assunto, formalmente e pubblicamente, un impegno per la transizione dei portafogli di investimento a zero emissioni nette di gas serra entro il 2050.

L’alleanza vuole infatti stabilire un nuovo corso di azione nel settore degli investimenti, in risposta all’emergenza climatica e alla necessità di rispettare la biodiversità; la filosofia di fondo non è tanto perseguire strategie di disinvestimento di asset ma, piuttosto, lavorare a stretto contatto con le aziende che fanno parte del portafoglio per aiutarle a ridefinire il proprio modello di business e le relative priorità d’azione nel rispetto dei requisiti espressi all’interno dell’Accordo di Parigi.

Un approccio di condivisione e di coesione in cui gli investitori lavorano con le aziende per il raggiungimento di un obiettivo comune.

Il gruppo è attualmente composto da 33 investitori istituzionali, tra cui fondi pensione e grandi compagnie assicurative, e rappresenta 5,1 trilioni di dollari di asset in gestione, con l’obiettivo di allineare i portafogli di investimento nel rispetto dell’Accordo di Parigi, e in particolare in riferimento all’aumento della temperatura mondiale di 1,5°C.

Per entrare nel gruppo, gli investitori, tramite il loro ceo, devono dichiarare pubblicamente il loro impegno ad allineare il proprio portafoglio ai requisiti e agli obiettivi espressi nella mission della stessa alleanza.

Il passo successivo riguarda la definizione di target individuali specifici, nei confronti dei quali vengono messe in piedi attività di reporting e di monitoraggio periodico. La lista delle aziende partecipanti all’alleanza è consultabile online.

Per rendere più concreto e tangibile il proprio impegno, la Net-zero asset owner alliance ha pubblicato, lo scorso ottobre, un documento programmatico – Inaugural target setting protocol – che stabilisce in modo chiaro come i singoli membri fisseranno i propri obiettivi in un orizzonte temporale di riferimento di 5 anni (ovvero, fino al 2025).

Il lavoro dell’alleanza tiene conto del contributo di studiosi della materia, accademici ed esperti, una vera e propria rete a livello mondiale; non si tratta, però, di un progetto volto a sviluppare metodologie o a creare network tra i membri.

L’approccio deve essere concreto: gli investitori hanno un ruolo chiave nel mondo finanziario, a cui si affianca una visione di lungo periodo; possono così orientare le scelte di investimento a favore di una migliore resilienza climatica e di iniziative finalizzate alla transizione energetica, fornendo i capitali necessari per attivare la cosiddetta business transformation.

Concretamente, quali sono le azioni che vengono intraprese? Vediamo come tre diverse ma importanti realtà nel settore assicurativo hanno raccolto la sfida lanciata dall’alleanza.

Il contributo di Allianz

Allianz, tra i soci fondatori dell’iniziativa, ha deciso di supportare la transizione a un’economia rispettosa del clima da due punti di vista: uno prettamente di business e l’altro legato al funzionamento operativo dei propri uffici.

Per quanto riguarda il primo aspetto, Allianz introdurrà nel proprio portafoglio le società il cui sviluppo sarà compatibile con gli obiettivi espressi dall’Accordo di Parigi, con particolare attenzione alla questione legata al riscaldamento globale.

Le aziende, quindi, per essere selezionate, dovranno definire obiettivi specifici in tal senso, oltre a rispettare i classici parametri di rischio e di rendimento.

Per essere concreti, Allianz si impegna a ridurre, entro il 2025, le emissioni di determinate tipologie di investimento dovranno essere ridotte del 25% rispetto al 2019, a favore dell’introduzione di tipologie di investimenti maggiormente rispettosi dell’ambiente e del clima.

Per quanto riguarda la gestione sostenibile dei propri uffici, Allianz vuole ridurne del 30%, rispetto al 2019, i gas climalteranti prodotti.

Per il cambiamento iniziamo da noi stessi, per poi supportare gli altri a muoversi verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Siamo convinti che l’integrazione degli aspetti climatici e di sostenibilità avrà un impatto sulla nostra strategia di nvestimento” spiega Günther Thallinger, membro del board of management di Allianz Se.

L’impegno di Generali

Anche Generali, entrata a far parte dell’alleanza a inizio 2020, si è impegnata formalmente a realizzare 4,5 miliardi di euro di investimenti verdi e sostenibili e di aumentare l’offerta dei prodotti orientati al rispetto per l’Ambiente per il mercato retail e per le Pmi.

Nel settembre 2019 Generali ha emesso il primo Green bond del settore assicurativo europeo per un importo pari a 750 milioni di euro per finanziare o rifinanziare progetti verdi, tra cui spiccano quelli di acquisizione e di ammodernamento del patrimonio immobiliare del gruppo in ottica di miglioramento dell’efficienza energetica.

Zurich, cosa fa per l’ambiente

Zurich, anch’essa tra i membri fondatori, nel suo white paper Mitigating the impacts of climate change: risk management responses cerca di aiutare le aziende a comprendere meglio le evoluzioni e lo stato dei rischi legati al clima mostrando come, con le prassi attuali, si sia ben lontani dal raggiungere gli obiettivi previsti dall’Accordo di Parigi.

Il report include un’interessante scorecard che confronta il periodo 2017-2019 su 12 punti specifici legati al rischio climatico: solo uno degli aspetti, relativo ai veicoli elettrici, risulta essere in linea con gli obiettivi prefissati.

Sugli altri temi (emissioni di CO2 in testa) siamo drammaticamente in ritardo rispetto all’obiettivo dichiarato. Diventa quindi prioritario favorire lo sviluppo di nuove tecnologie e modelli di business orientati alla transizione energetica e a un approccio climatico neutrale, arrivando a disinvestire e a disincentivare le attività estremamente focalizzate sull’utilizzo di fonti energetiche ad alto impatto.

Che fare, quindi? Nel piano d’azione comunicato dall’alleanza, l’inizio del 2021 diventa un momento importante di verifica e di confronto perché è attesa la pubblicazione degli interim target, un documento che illustra, in modo trasparente e rigoroso, gli obiettivi fissati per i successivi quattro anni. Non ci resta che attendere.

Chiara Guizzetti Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora in Adfor come referente per l’area Internal Audit e Compliance (consulenza, formazione aziendale e universitaria). Crede nel valore dell’etica, della sostenibilità e del network tra persone e imprese. Appassionata di pilates e corsa | Linkedin
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