Home Imprese Sostenibili L’Emilia-Romagna fa scuola in Italia per il riuso dell’acqua. Lo dimostra il...

L’Emilia-Romagna fa scuola in Italia per il riuso dell’acqua. Lo dimostra il Webdoc Adaptation

pubblicato il:
adaptation webdoc - acqua
Foto di Arek Socha da Pixabay

La regione è stata al centro della prima tappa italiana di Adaptation, il Webdoc europeo per la documentazione dei modelli virtuosi di adattamento al cambiamento climatico. Tra le buone pratiche da segnalare, l’impegno delle istituzioni – e del Gruppo Hera – contro l’avanzamento della siccità

Ha avuto come tema al centro del dibattito l’acqua, con i suoi usi e riusi virtuosi, la prima tappa italiana di Adaptation, il Webdoc disponibile online all’indirizzo adaptation.it e dedicato al reportage, in Europa e in Italia, delle migliori pratiche messe in atto nei diversi Paesi per fronteggiare il cambiamento climatico e contenerne gli effetti attraverso un saggio adattamento degli stili di vita.

Dopo l’esordio in Olanda, il racconto delle esperienze registrate in Italia è partito dalla regione Emilia-Romagna.

Gli interventi di Marta Ellena, ricercatrice del Cmcc (Centro mediterraneo sui cambiamenti climatici che ha recentemente firmato un altra ricerca sull’impatto dei cambiamenti climatici nelle aree metropolitane), di Marco Merola, autore di Adaptation, di Stefano Pareglio, docente di Economia ambientale presso l’Università Cattolica di Milano e di Stefano Venier, amministratore delegato del Gruppo Hera, hanno fornito importanti contributi per delineare i tratti fondamentali del piano di adattamento che l’amministrazione regionale ha implementato fin dal 2018 e che ha al proprio centro, appunto, l’utilizzo dell’acqua.

Già da qualche anno, infatti, l’Italia versa purtroppo in uno stato di crisi idrica strutturale.

Le cause di questo triste fenomeno sono diverse: tra le più gravi, segnaliamo l’eccessivo water footprint, le costanti perdite all’interno delle reti di distribuzione, le condizioni climatiche estreme e lo spreco o l’insufficiente riuso della risorsa.

Il risultato di questo quadro desolante è la siccità. Ne stiamo soffrendo come non mai negli ultimi cinquanta anni e ne patiamo le conseguenze, che sono due ed entrambe esiziali: meno acqua potabile e meno acqua per le coltivazioni agricole.

In controtendenza rispetto alla condotta esecrabile del sistema Paese, che tanto ancora può fare per migliorare la manutenzione e il monitoraggio delle infrastrutture, l’Emilia-Romagna rappresenta un modello virtuoso nella sana gestione dell’oro blu.

Tra i progetti che meritano una menzione speciale, vi riportiamo gli impegni profusi dal Consorzio di Bonifica Renana, dall’Autorità di Bacino di Distretto del Fiume Po e  dall’Ecovillaggio Montale, fino alle vasche di laminazione realizzate nel sottosuolo della città di Rimini per la convergenza delle acque piovane e reflue e il loro contenimento dallo sversamento in mare.

Pigmalione di questa tappa italiana di Adaptation è stato il Gruppo Hera, che in fatto di corrette politiche e dei giusti investimenti utili allo sviluppo delle infrastrutture opportune per un impiego sano e oculato delle risorse idriche, sta facendo parecchio.

I reporter di Adaptation lo hanno potuto documentare grazie alla possibilità loro offerta dalla multiutility energetica di visitare gli impianti e le tecnologie impiegati per il mantenimento dell’equilibrio idrico del territorio.

L’investimento annuo in tema di salvaguardia idrica è consistente: circa 100 milioni di euro. Gruppo Hera pone tra le sue priorità la manutenzione e la sicurezza del servizio idrico integrato, con lo scopo finale di renderne continuo il servizio in tutte le condizioni possibili, anche le più critiche.

D’altra parte, la disponibilità pubblica di acqua dipende dall’attenzione costante agli sprechi ed è per questo motivo che il marchio dà a tutti l’esempio, pubblicizzando la politica aziendale di contrazione dei consumi idrici delle attività interne.

C’è, poi, l’acqua di cui non cui proprio non si può fare a meno, ed è quella potabile.

Anche su questo fronte, l’impegno del marchio Hera è notevole, come testimonia il lavoro quotidiano svolto dai tecnici impiegati all’interno dei laboratori di analisi della qualità dell’acqua e, come prova l’affidabilità del centro di telecontrollo digitale della rete regionale di acquedotti, per la ricerca e la riparazione delle perdite idriche.

Infine, il riciclo. È un tema quanto mai centrale se riferito all’acqua e riguarda la nuova vita che è possibile conferire a quelle reflue, per restituirle in condizioni biologicamente compatibili con riusi umani e con l’ambiente.

In particolar modo, ci preme segnalare la qualità dell’impianto di risanamento fognario realizzato dal Gruppo nel sottosuolo della città di Rimini.

La struttura, autorizzata nell’ambito del Piano di Salvaguardia della Balneazione di Rimini, consta di vasche di laminazione utili alla raccolta delle acque piovane in eccesso e al contenimento delle stesse dallo sversamento in mare.

Condividi: