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Una medicina chiamata olio extravergine di oliva

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olio extravergine di oliva
Foto di Steve Buissinne da Pixabay

L’olio extravergine di oliva grazie alla presenza di acido oleico e di polifenoli è da considerarsi un vero è proprio farmaco. Le due sostanze infatti, hanno potenti attività antinfiammatorie che consentono a chi lo consuma abitualmente di essere meno suscettibile nello sviluppare tumori e malattie neurodegenerative

L’olio extravergine di oliva è la fonte di grassi principali della dieta mediterranea, il modello alimentare, scientificamente provato, che permette a chi lo segue di vivere più a lungo e di prevenire sia le patologie cardiovascolari che quelle neurodegenerative.

Di recente l’agenzia del farmaco americana (Fda) ha riconosciuto all’olio extravergine di oliva proprietà farmacologiche tali che, in un prossimo futuro, potrebbe addirittura essere prescritto dai medici sulle ricette.

L’acido oleico, acido grasso tipico dell’olio extravergine di oliva, viene sintetizzato normalmente dal nostro intestino  grazie all’enzima Scd1, nel momento in cui tale enzima non funziona, oppure attraverso la dieta non assumiamo acido oleico si genera spontaneamente uno stato infiammatorio che ci espone alla possibilità dell’insorgenza di tumori.

Tutto questo ci fa capire che assumere la giusta quantità di olio extravergine di oliva ogni giorno ci protegge dalle infiammazioni intestinali e dall’insorgere di patologie tumorali riferibili all’intestino.

Nell’olio extravergine di oliva sono presenti anche componenti minori i polifenoli, che hanno la capacità di far esprimere in minor misura quei geni implicati nell’infiammazione; in particolare è stato verificato che un polifenolo – l’idrossitiroloso – in sinergia con altre sostanze presenti nell’olio Evo, ha un’attività  simile ai classici antinfiammatori di sintesi.

Non solo ma i polifenoli hanno anche la capacità di far variare l’espressione di geni deputati al controllo delle patologie degenerative.

L’olio Evo accende circa 1.000 geni sui 20.000 che possiede l’intero genoma umano, i geni attivati sono quelli antinfiammatori, antitumorali e anche quei geni che prevengono lo sviluppo del diabete.

I geni attivati, inoltre, non sono sempre gli stessi perché dipendono per il 70% dalla cultivar, ossia ogni varietà di olio Evo accenderà geni specifici diversi.

In Italia ci sono 538 cultivar, pari al 40% di tutte quelle conosciute a livello globale, con un contenuto in percentuale di acido oleico superiore al 70%: ogni varietà mostra caratteristiche differenti, dovute soprattutto alla complessità del nostro territorio che dà vita a circa cinquanta oli extravergini Dop o Igp (numero molto superiore a quello di Spagna e Grecia).

Basta allora consumare due cucchiai, oltre quelli usati per il condimento, di olio extravergine al giorno – possibilmente italiano, perché ricco di acido oleico e di polifenoli, facilmente riconoscibile dal suo gusto un po’ amarognolo e che pizzica in gola.

Maria Anna Esposito Maria Anna Esposito: laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche alla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, farmacista con specializzazione in Fitoterapia e Aromaterapia. Fito-blogger. Esercita in libera professione attività di consulenza erboristica | e-mail | Instagram
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