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Il triplice vantaggio delle misure di adattamento al climate change

strategia di adattamento ai cambiamenti climatici
Foto di naturfreund_pics da Pixabay

La Commissione europea ha adottato la nuova Strategia per l’adattamento ai cambiamenti climatici, che aggiorna quella presentata nel 2013. Gli stati europei stanno già pagando un conto salato a causa del global warming e, oltre a ridurre le emissioni, è fondamentale prepararsi da subito agli impatti che inevitabilmente si verificheranno

Anche se le rinnovabili stanno crescendo rapidamente, le fonti fossili e il nucleare pesano ancora per il 70,2% nella produzione di energia nell’Unione europea.

Uno degli aspetti meno considerati del nesso clima-acqua-energia è che le centrali nucleari e quelle che bruciano gas e carbone hanno bisogno di acqua, e parecchia, per il raffreddamento dei loro impianti.

Uno studio pubblicato di recente sulle Environmental Research Letters parte proprio da qui per evidenziare un paradosso: ogni grado di aumento della temperatura corrisponderebbe a una diminuzione dello 0,8-1,2% della produzione, equivalenti a 18-27 gigawatt.

Il gap andrebbe colmato costruendo decine di nuove centrali di medie dimensioni, che nel loro ciclo di vita emetterebbero altri gas serra che andrebbero a esacerbare il problema.

Gli autori dello studio citano l’ondata di calore che ha colpito l’Europa nel luglio del 2019, durante la quale la produzione francese di energia nucleare è scesa dell’8%.

Non è che una delle svariate dimostrazioni del fatto che i cambiamenti climatici sono già qui e che, oltre alle indispensabili azioni di mitigazione, è indispensabile prepararsi da subito agli impatti, molteplici e spesso in grado di rinforzarsi a vicenda.

La strategia di adattamento ai cambiamenti climatici dell’Ue

È da queste premesse che muove la Strategia di adattamento adottata dalla Commissione europea, che aggiorna un documento del 2013 concentrandosi, più che sulla comprensione dei fenomeni, sull’attuazione di misure concrete, in linea con le previsioni del Green Deal del 2019.

Secondo il nuovo documento, le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici devono essere smart e sistemiche e devono avere un respiro internazionale. Le tecnologie digitali vanno usate per facilitare l’accesso alle informazioni sugli impatti e sui loro costi, rendendole disponibili ai cittadini e ai decisori politici.

L’obiettivo è incrementare la consapevolezza e facilitare i processi decisionali, rinforzando le collaborazioni tra ricerca scientifica, imprese e settore pubblico.

Si punta anche al potenziamento della Climate-Adapt, la piattaforma pensata per dare supporto all’Unione europea sui temi dell’adattamento. Al fine di avere un quadro più completo possibile, i dati della Climate-Adapt verranno integrati con quelli del programma Copernicus (su atmosfera e clima) e quelli dell’European Marine Observation and Data Network.

Le soluzioni dovranno poi avere un approccio sistemico, e tenere conto delle connessioni tra cambiamenti climatici, ecosistemi e biomi antropici (quelli che risultano dalle attività agricole e dai processi di urbanizzazione).

La strategia evidenzia il ruolo delle cosiddette nature based solutions, interventi che mirano a ripristinare o a rinforzare la capacità di suoli e aree costiere e marine di tamponare gli effetti dei cambiamenti climatici.

La Commissione suggerisce di adottare misure per valutare in modo approfondito i rischi ex ante, soprattutto sviluppando modelli previsionali di scala locale, e ridurre i costi ex post degli eventi estremi.

Tra le indicazioni, alleggerire il carico fiscale associato agli eventi climatici estremi, integrare le politiche per la resilienza con i sistemi fiscali, pensionistici e assicurativi, e costruire le nuove infrastrutture per renderle resilienti ai cambiamenti climatici.

Infine, il documento ribadisce l’importanza del coordinamento tra i vari livelli, da quelli locali, centrali per le politiche di resilienza, fino a quelli sovranazionali. Verranno promossi interventi negli stati africani e in quelli micro-insulari, anche attraverso strumenti finanziari: l’auspicio è che una quota maggiore di fondi per la cooperazione internazionale vengano destinati alle misure di adattamento, stimolando la collaborazione tra gli stati.

La frequenza e la gravità degli eventi estremi e dei costi associati stanno purtroppo crescendo, e il tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici avrà un ruolo centrale nelle politiche dell’Unione e dei singoli Stati.

Le misure di adattamento imporranno senz’altro dei costi, ma la strategia sottolinea il loro triplice vantaggio:

  1. evitare perdite umane, naturali e materiali
  2. generare benefici economici riducendo i rischi, aumentando la produttività e stimolando l’innovazione
  3. moltiplicare i vantaggi sociali, ambientali e culturali

Tutte ragioni valide per integrarle al più presto nella risposta dell’Europa ai cambiamenti climatici.

(testo redatto da Simone Gandelli)

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