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Cresce la rete di ricarica elettrica in Italia

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Stazioni di ricarica ultraveloce

La rete di ricarica elettrica italiana cresce, grazie ai progetti e alle installazioni che ogni giorno vengono annunciate. L’interesse degli automobilisti c’è… adesso serve un impegno più forte della politica per avviare la transizione verso la mobilità elettrica

La situazione infrastrutturale di ricarica elettrica in Italia continua a crescere; secondo il rapporto di Motus-E dello scorso dicembre, in Italia ci sono più di 19.300 punti di ricarica elettrica in 9.700 stazioni aperte al pubblico.

Nel 2020 la crescita degli impianti di ricarica è aumentata del 40% e l’associazione stima che questi numeri continueranno a crescere anche nel 2021.

8 impianti di ricarica su 10 si trovano in aree pubbliche mentre il restante 20% è stato installato su terreni privati con accesso pubblico (parcheggi, supermercati, centri commerciali). Nelle aree pubbliche sono i parcheggi le aree migliori per la ricarica di un veicolo elettrico visto che in queste aree l’auto viene lasciata, solitamente, per più tempo.

E non sono male attrezzati, nel nostro Paese: infatti, secondo i dati forniti da Parclick, il 32% dei parcheggi italiani ha già dei sistemi di ricarica per auto elettriche, soprattutto nel Lazio, Lombardia, Campania, Toscana, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Tra le città, le meglio attrezzate risultano essere Roma, Milano, Firenze e Napoli.

Numeri interessanti, ma ancora bassi per supportare il passaggio dai veicoli a combustibili fossili verso la mobilità elettrica, che è una condizione inevitabile per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti dall’Unione Europea.

In Italia il settore delle auto elettrificate (qui trovate la nostra Guida alla Mobilità Elettrica appena pubblicata) continua a registrare numeri in aumento: i recenti dati di Anfia (associazione nazionale filiera industria automobilistica) evidenziano come nel solo mese di febbraio 2021 il segmento delle autovetture ibride ed elettriche abbia registrato un incremento del +141,8% rispetto allo stesso mese del 2020.

Crescita dovuta certamente agli incentivi governativi ma anche a una rinnovata e accresciuta sensibilità degli italiani verso la riduzione dell’impatto ambientale dei loro veicoli.

Rete di ricarica elettrica: le novità in Italia

Alla luce di questi numeri, la disponibilità di un’infrastruttura di ricarica pubblica è fondamentale per agevolare il passaggio all’elettrico.

In questo scenario è positivo l’annuncio di NewMotion, azienda che offre soluzioni di ricarica smart per veicoli elettrici, che con la sua rete di roaming è oggi in grado di fornire accesso a oltre 200.000 punti di ricarica in 35 Paesi europei (quasi 11.000 i punti di ricarica in Italia).

Ma sono tanti i progetti e le implementazioni annunciate ogni giorno, segno di una vitalità e un interesse molto alto verso la mobilità elettrica. Certo aiuterebbe avere a disposizione dati trasparenti e uniformi.

Sempre Motus-E segnala infatti che a oggi manca ancora nel nostro Paese una Piattaforma Unica Nazionale (Pun), che inserisca in un unico database tutte le informazioni relative alle infrastrutture pubbliche presenti a livello nazionale.

Senza dati liberamente consultabili, infatti, è difficile fare una mappatura accurata e capillare dei dati, per ricostruire un quadro affidabile e preciso di collocazione delle infrastrutture di ricarica nel nostro Paese. Che vedono sbocciare ogni giorno nuovi impianti pubblici.

Enel X, per esempio, ha recentemente inaugurato a Roma, in collaborazione con Volkswagen Group Italia, la prima area cittadina per la ricarica ultrafast dei veicoli elettrici.

L’Enel X Store di Corso Francia è la prima area urbana ultrafast con quattro stazioni Hpc (High Power Charger), che consentono la ricarica di altrettanti veicoli contemporaneamente.

Si tratta delle prime quattro stazioni ultrafast in Italia del progetto Central European Ultra Charging, cofinanziato dalla Commissione Europea all’interno della call Connecting Europe Facility Transport 2017.

Ogni punto di ricarica ha una potenza fino a 350 kW e permette, alle auto elettriche compatibili con la carica a potenza elevata, di fare il pieno di energia in circa 20 minuti. Oltre ai caricatori ultrafast è presente anche una JuicePole, la stazione di ricarica pubblica da 22 kW + 22 kW.

Anche Volvo Car Italia ha annunciato il progetto Volvo Recharge Highways che prevede liinstallazione di stazioni fast charge da 175 kW sul territorio nazionale; l’iniziativa sarà realizzata in collaborazione con i concessionari italiani di Volvo e prevederà l’installazione di oltre 30 stazioni di ricarica veloce da 175 kW presso altrettante concessionarie Volvo e in prossimità di altrettante uscite della principali autostrade italiane.

I punti di ricarica saranno aperti a tutti gli utenti di veicoli elettrificati o elettrici di tutti i brand. in contemporanea è stata annunciata la prima colonnina a ricarica veloce nel cuore di Milano, in Porta Nuova, grazie a una collaborazione avviata con Coima.

Presso la stazione ferroviaria di Ancona, invece, grazie a un accordo tra MaSMo – Marche Smart Mobility ed E-motion, è stata installata la prima colonnina di ricarica veloce a 50 kW presso MaSMo, disponibile 24 ore su 24 ee dotata di sistemi di ricarica Quick e Fast.

Santena, in provincia di Torino, è stato invece sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Comune ed Easycharge per l’installazione di 7 punti di ricarica per auto elettriche. Le colonnine avranno potenza di 22 kW e permetteranno di ricaricare in breve tempo qualsiasi tipo di auto elettrica.

Ma se le realizzazioni infrastrutturali cominiciano ad arrivare copiose, l’attenzione da parte della politica dovrebbe farsi più forte. Ancora Motus-E auspica un’accelerazione dal punto di vista regolatorio, perché è necessaria una semplificazione degli iter di installazione di ricariche su suolo pubblico e l’agevolazione delle infrastrutture private.

Anche agendo sui costi e sulle accise legate alle ricariche. Così, in Emilia Romagna, il Gruppo Europa Verde dell’Assemblea legislativa della Regione ha presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale se non ritenga utile, al fine di promuovere la diffusione dei veicoli elettrici, intervenire in sede di Conferenza Stato-Regioni per chiedere formalmente all’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente di accelerare il percorso avviato finalizzato ad abbassare, al livello della quota della tariffa domestica, il costo dell’elettricità applicato nelle colonnine di ricarica installate su suolo pubblico.

Alla Giunta è chiesto inoltre un impegno per valorizzare e favorire la diffusione delle cosiddette Community charger autogestite, già presenti nei Comuni di Medicina, Argenta e Zola Predosa in Provincia di Bologna. Si tratta di colonnine realizzate in proprio che consentono agli automobilisti di usufruire di ricariche a un costo calmierato.

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