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Il cambiamento climatico al centro delle scelte degli investitori

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Un’indagine condotta da Robeco ha confermato che gli investitori considerano il cambiamento climatico una delle criticità Esg più importanti da affrontare e, pertanto, sono propensi a disinvestire da chi non è attento a sostenibilità e ambiente.

Robeco, asset manager internazionale impegnata negli investimenti sostenibili, ha pubblicato, per il secondo anno consecutivo, la sua Global Climate Survey, un’indagine annuale volta a comprendere come gli investitori stanno affrontando i rischi e le opportunità legate al cambiamento climatico.

L’indagine ha coinvolto 300 dei maggiori investitori istituzionali provenienti da Europa, Nord America e Asia-Pacifico; il campione è composto da compagnie di assicurazione, fondi pensione, banche private, società di consulenza, fondi sovrani, family office e, dal punto di vista del patrimonio gestito, rappresentano circa 23.700 miliardi di dollari di masse di gestione.

Complessivamente, l’indagine ha confermato che gli investitori considerano il cambiamento climatico una delle criticità Esg più importanti da affrontare: per circa un quarto degli investitori (il 24% dei rispondenti) il cambiamento climatico è ora al centro delle proprie policy di investimento, mentre il 51% lo considera un fattore significativo.

Quasi la metà dei partecipanti all’indagine si è inoltre impegnata a rendere i propri portafogli neutrali rispetto al carbonio entro il 2050; a questo si aggiunge la propensione degli investitori a disinvestire dalle società di petrolio e gas che fanno ancora uso di combustibili fossili (dall’11% al 22% nel giro di due anni).

Anche la consapevolezza dell’importanza degli obiettivi di sviluppo sostenibile è cresciuta: il 53% li considera rilevanti nella propria strategia di investimento per i prossimi due anni, mentre oggi il 24% ritiene che gli Sdg relativi ai capitali naturali (vita sott’acqua, vita sulla terra, consumo e produzione responsabile) siano elementi chiave per definire le modalità di approccio agli investimenti.

La survey mostra anche come l’impegno per il Net Zero sia diventato elemento cardine: quasi la metà degli investitori intervistati si è impegnata pubblicamente a raggiungere l’azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra dal proprio portafoglio entro il 2050 (circa il 27%) o è comunque nella fase di definizione di questo impegno (circa il 18%); resta però un gruppo (il 19%) che non si è ancora formalmente impegnato nei confronti di questo obiettivo (e che non prevede di farlo per il prossimo futuro).

Uno dei risultati chiave dell’indagine condotta quest’anno riguarda l’adozione di un investimento tematico (ovvero legato a un tema specifico di Sostenibilità, come la produzione di energia rinnovabile o lo sviluppo di tecnologie verdi) all’interno della strategia di investimento Esg.

Il 35% degli investitori si sta infatti muovendo in questa direzione con una priorità alta, se non addirittura centrale, mentre il 22% lo includerà nelle proprie considerazioni nei prossimi 2-3 anni.

A questo si aggiunge la necessità di investire con l’obiettivo di generare un impatto positivo e misurabile dal punto di vista Esg, che si va ad aggiungere al ritorno finanziario: il 50% dei rispondenti lo considera già implementato all’interno della propria strategia (il 25% lo considera una priorità significativa, mentre il 36% gli assegna una priorità più bassa).

Cresce inoltre la consapevolezza degli investitori sulla biodiversità; la percentuale che la ritiene un fattore importante per le politiche di investimento è, infatti, più che raddoppiata (dal 19% di due anni fa al 41% di oggi).

Per il 50% degli intervistati, però, l’implementazione di una strategia efficace è un’attività complessa per la mancanza di dati di ricerca, di rating e di informazioni aziendali sulla biodiversità.

Inoltre, il 43% ritiene che la carenza di strategie e di prodotti di investimento adeguati sia d’ostacolo a chi vuole prendere sul serio il tema, mentre il 46% lamenta una domanda insufficiente da parte degli investitori finali. Insomma, la strada è ancora lunga e lavorare sulla consapevolezza è solo il primo passo.

Lucian Peppelenbos, climate strategist di Robeco, sostiene che “La Climate Survey spiega come gli investitori istituzionali percepiscono alcune delle questioni chiave legate a cambiamenti climatici, biodiversità e stewardship. riteniamo sia nostro dovere condividere le conoscenze che abbiamo acquisito, nella speranza che questa ricerca contribuisca a stimolare il settore degli investimenti e a contrastare in modo costruttivo il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità“.

Crediti immagine: Depositphotos

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Chiara Guizzetti Chiara Guizzetti: laureata in economia, lavora in Adfor come referente per l'area Internal Audit e Compliance (consulenza, formazione aziendale e universitaria). Crede nel valore dell'etica, della sostenibilità e del network tra persone e imprese. Appassionata di pilates e corsa | Linkedin
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